LUIGI ALONZI DETTO CHIAVONE - Vincenzo Gulì

luigi alonzi detto chiavone vincenzo guliAutore: Vincenzo Gulì
Titolo: Luigi Alonzi detto Chiavone
Descrizione: 
In 8°; pp. 66; alcune tavole b/n.
Luogo, editore, data: Roma, Herald Editore, 2009
Prezzo: Euro 10,00
Disponibilità: In commercio

Gli eroi della parte giusta pugnarono con aiuti internazionali di ogni genere e ottennero consistenti prebende per il loro servizio; e se caduti in battaglia, tali prebende furono girate agli eredi. Quelli della parte sbagliata, praticamente con niente, misero a rischio beni, famiglia, vita e lasciarono nella più totale e perenne miseria i loro cari.

Costoro, assieme ai pochi sopravvissuti dallo sterminio sabaudo, furono costretti, per campare, a un’emigrazione biblica, fino ad allora sconosciuta. Se ogni persona con un pizzico di onestà potesse fare un paragone tra i due tipi di eroi, quali resterebbero nei libri e nelle piazze? Questo è lo scopo del presente lavoro che, insieme a tanti altri, sta operando su vasta scala contro le menzogne risorgimentali per la ricostruzione della memoria storica dei meridionali, come oggi si chiamano i discendenti dei duosiciliani. Tutti sanno che i popoli senza le proprie radici storiche e culturali non hanno futuro e sono, o saranno, preda di quelli ben radicati. Per adesso ben pochi sanno che continuando a studiare altrui o false radici, imposteci dall’intellighenzia, non si progredisce.

La disoccupazione, la criminalità, il degrado ambientale, l’emigrazione cronica, lo scarso senso civico che purtroppo sono la dolente costante di quasi tutte le zone del Mezzogiorno, peggiorano con il passare del tempo proprio per la nostra carenza di memoria storica. Ritroviamo allora nell’ambiente di Luigi Alonzi, detto Chiavone, personaggi e gesta capaci di farci spuntare radici verso la nostra bistrattata terra e diventeremo più saldi, più forti e più determinati a migliorare.

Ritengo dunque maturi i tempi per parlare di Luigi Alonzi come uno dei migliori patrioti napoletani, come si chiamavano allora tutti gli abitanti al di qua del Faro. Non deve contare troppo nella vita combattere dalla parte dei vincitori o dei vinti, è ben più importante schierarsi per i propri valori tradizionali. Se veramente si crede in essi è d’obbligo tutelarli sino all’estremo sacrificio. È d’obbligo tutelarli, anche se tutto fa pensare che la guerra è persa. È d’obbligo tutelarli per lanciare un forte messaggio ai posteri affinché non vadano perduti nel gran mare del progresso. Se poi ci si trova dalla parte dei vinti, è ancora più doveroso portare avanti le loro condivise idee contro tutto e contro tutti.

 


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