IL PALAZZO MADDALONI ALLO SPIRITO SANTO - Gaetano Cantone

Il_Palazzo_Maddaloni_allo_Spirito_Santo_pCuratori: Gaetano Cantone
Titolo: Il palazzo Maddaloni allo Spirito Santo
Descrizione: Edizione in formato 8° (cm 27 x 20,5); 37 pagine; 20 illustrazioni in b/n fuori testo, su pagine n.n.; 42 pagine n.n. di apparato fotografico a cura di Antonio Niego.
Luogo, Editore, data: Napoli, Luigi Regina, gennaio 1979
Collana: Architettura civile in Campania, n. 1
Prezzo: Euro 35,00
Disponibilita': 1 esemplare disponibile

 

Se la rappresentazione fotografica di una fabbrica si avvale di un'interpretazione qualitativamente adeguata ha il pregio di sviluppare un processo di trasformazione della realta' architettonica per riportarla a nuove possibilita' di lettura, sollecitando continue domande sui perché di alcune soluzioni e sulle ragioni per cui certi episodi, a noi ben noti, ci appaiono, a prima vista, sconosciuti.

Esiste un apparato concettuale, messoci a disposizione dalla nostra conoscenza tradizionale (piu' pressante se siamo noi stessi a fotografare, meno incidente se selezioniamo le immagini da richiedere ad altri) che tende ad addormentare la curiosita' verso l'oggetto, o meglio, verso sue inusitate rappresentazioni.

Affidando, invece, al fotografo (in questo caso anche architetto) la lettura dell'opera per immagini, ci si può ritrovare nella condizione di avere ancora delle sorprese fino a commentare piu' volte lo stesso episodio, diverso ad ogni «ripresa». Il superamento, per tale via, dell'immagine gia' pronta nella nostra sedimentazione visiva, e richiesta dall'immediato riferimento ad interessi e cognizioni preesistenti, non significa, però, mera adesione alla discussa tesi di McLuhan del «mezzo di comunicazione quale messaggio». Si tratta, invece di impiegare, in questo come nei contributi che seguiranno, la parola e l'immagine fotografica come veicoli di mediazione che, proprio nella loro complementarita', lavorano ad una notificazione, il piu' diffusa possibile, delle questioni inerenti le fabbriche civili a Napoli ed in Campania; in altre parole, tendono ad una piu' vasta ricezione dell'architettura e ad una partecipazione « informata », di piu' ampi strati, ai problemi della citta' e della regione.

Il mezzo fotografico, piu' largamente impiegato di quanto non sia nei saggi destinati ai canali di settore, media il messaggio e lo sollecita influenzando l'apertura a nuove letture; collabora, nella schedatura della fabbrica, alla ricerca del piu' minuto dettaglio per soppesare analogie e differenze con la molteplicita' delle immagini, la varieta' dei punti di vista e con l'attitudine a captare tutto quanto di significativo viene colto dall'obiettivo per restituirlo alla memoria.
Piu' che la parola scritta vuole concorrere ad evidenziare la drammaticita' di un numero considerevole di questioni aperte: quali le ragioni che separano l'antica dignita' di queste fabbriche dall'attuale degrado?
Quali e quante di esse, o dei loro elementi, possono ancora inserirsi, e come, nella continuita' dello sviluppo urbano? Dove è iniziata la discontinuita' nella successione delle fasi appartenenti alla loro vicenda architettonica?

 


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