IL DISEGNO DELL'ARCHITETTURA FUNEBRE - Paolo Giordano

Il_Disegno_dell_Architettura_Funebre_pAutore: Paolo Giordano
Titolo: Il disegno dell'Architettura Funebre.
Sottotitolo: Napoli Poggioreale, Il Cimitero delle 366 Fosse e il Sepolcreto dei Colerici.
Descrizione: Edizione rilegata, con sovraccoperta, in formato 4° (cm 29 x 28); 494 pagine; molte illustrazioni in b/n (circa 500 disegni di rilievo) e a colori
Luogo, Editore, data: Firenze, Alinea, dicembre 2006
ISBN: 88-81259222
Disponibilita': No

Il volume nasce allo scopo di approfondire la conoscenza dell'architettura cimiteriale realizzata a Napoli nel corso del diciottesimo, diciannovesimo e ventesimo secolo sulla collina di Poggioreale ovvero in un'enclave architettonico-paesaggistica di grande interesse e suggestione ambientale.


Il volume suddiviso in sette capitoli (Dal rilevamento al disegno di modificazione; La collina cimiteriale di Poggioreale: Il disegno di rilevamento delle emergenze monumentali; II Cimitero delle 366 Fosse; II Sepolcreto dei Colerici; La collina cimiteriale di Poggioreale: Il disegno di modificazione delle emergenze monumentali; Dal disegno di modificazione al rivelamento) si avvale anche di una introduzione storica in cui si ripercorrono le fasi piu' importanti dell'infrastrutturazione cimiteriale europea dalle origini sino al diciannovesimo secolo: un complesso escursus funebre incentrato sulla contrapposizione di questioni afferenti alle categorie tematiche ipogeo/epigeo, luce/ombra, tettonico/trilitico.
Il volume è corredato da circa cinquecento disegni di rilievo e da ricche documentazioni storico/iconografiche rappresentanti i principali impianti cimiteriali ubicati sulla collina di Poggioreale ovvero il Cimitero delle 366 fosse (1762), il Sepolcreto dei Colerici (1837), il Cimitero Monumentale (1839), II Cimitero di S.Maria del Pianto (1865), il Cimitero Israelitico (1878), II Cimitero della Pieta' (1889) ed il Grande Ipogeo Comunale realizzato nel 1982.
Nello specifico la parte portante della ricerca confluita nel volume qui presentato affronta l'analisi comparata dei due primi cimiteri realizzati sulla estrema collina orientale di Napoli: II Cimitero delle 366 Fosse progettato da Ferdinando Fuga e il Sepolcreto dei Colerici disegnato da Leonardo Laghezza.
Due cimiteri storici che rappresentano ciascuno l'alter ego architettonico dell'altro: il primo, infatti, è un camposanto settecentesco caratterizzato da una corte interna, di forma quadrata e lastricata in pietra lavica, all'interno della quale non esiste un nome, una data, un volto raffigurato bensi' solo numeri, da 1 a 366, che relazionano altrettante fosse comuni ai singoli giorni dell'anno, compresi quelli bisestili; il secondo, viceversa, è un parco funebre ottocentesco, di forma irregolare e punteggiato da alberi di alto fusto, nel cui recinto sono disseminate diverse tipologie sepolcrali arricchite da nomi, date, epigrafi e, a volte, raffigurazioni di volti e decorazioni simboliche scolpite in bassorilievo o in altorilievo.
Il Cimitero delle 366 fosse è un'architettura razionalista il cui ciclico e perpetuo meccanismo di sepoltura comune rimanda ad un'idea di omologazione funebre basata su di un rigoroso anonimato incapace di rammemorare storie di vita vissuta: il cimitero di Ferdinando Fuga, quindi, è una potente metafora simbolica, per il tramite dell'architettura, della caducita' umana; di una umanita' ordinaria alla quale non si vuole ancora riconoscere il valore e la dignita' del proprio vissuto terreno.
Il Sepolcreto dei Colerici di Leonardo Laghezza, di contro, è un parco romantico che, attraverso la presenza di alberi secolari e singole tombe monumentali, propone una doppia metafora simbolica, intreccio di vita e di morte: da una parte il fitto impianto vegetazionale che, attraverso il suo periodico appassire e rifiorire stagionale, rappresenta la ciclicita' della vita; dall'altra parte, la presenza di sepolcri individuali che, tramite le diverse iscrizioni commemorative dedicate ai defunti, assicura l'immortalita' dell'uomo, quantomeno al livello del ricordo e della memoria.
In tal senso i due cimiteri, collocati sulla collina di Poggioreale e tra loro confinanti, ben esprimono la diversita' di atteggiamento nutrita nei confronti della morte e della sepoltura nella societa' monarchica, pre-rivoluzionaria, settecentesca e in quella ottocentesca, post- rivoluzionaria, di stampo borghese.
Nonostante le chiare matrici culturali d'adozione, le due strutture cimiteriali, allo stato attuale, non riescono a rappresentare compiutamente le loro originarie peculiarita' architettoniche sia a causa del diffuso degrado ambientale che le avvolge e sia per le consistenti trasformazioni apportate su di esse soprattutto negli ultimi decenni. In tale ottica il volume chiude con una proposta di restauro e modificazione capace di relazionare le due strutture cimiteriali preesistenti attraverso l'individuazione di un nuovo recinto funebre denominato il Sepolcreto delle 366 tombe. Un disegno di modificazione reso graficamente attraverso una affascinante sequenza di disegni realizzati con la tecnica del rendering.

Paolo Giordano è docente di Disegno dell'Architettura presso la Facolta' di Architettura "Luigi Vanvitelli", Seconda Universita' di Napoli. E' autore di "Napoli, Guida di Architettura moderna" (Officina Edizioni, 1994), del "Domus Dossier Berlino"(Editoriale Domus, 1995) e di "Ferdinando Fuga a Napoli. L'Albergo dei Poveri, il Cimitero delle 366 fosse, i Granili" (Edizioni Del Grifo, 1997). Ha collaborato, dal 1985 al 1995, alla rivista Internazionale di Architettura "Domus". Ha realizzato, nel 1998, il progetto di riconfigurazione urbana per il centro storico di Grumo Nevano. Ha elaborato, nel 1999, il progetto preliminare di restauro dell'Albergo dei Poveri. Ha realizzato, nel 2000, il progetto di recupero del Castello Baronale di Acerra. Nel 2002 ha realizzato il progetto di riconfigurazione del corpo centrale dell'Albergo dei Poveri. E' consulente scientifico dell'Assessorato ai Cimiteri di Napoli per il Piano Regolatore Cimiteriale nel gruppo di lavoro coordinato da Leonardo Benevolo.

Indice del Volume: -
Prefazione - Andreo Cozzolino, "Forma urbis funebris"
Presentazione
Carmine Gambardella, "Mortui vivunt"
Introduzione - Leonardo Benevolo, "Commune sepulcretum"
Capitolo I - Disegno funebre tra rilevamento e rivelamento
Capitolo II - Dal rilevamento al disegno di modificazione
Capitolo III - La collina cimiteriale di Poggioreale: il disegno di rilevamento delle emergenze monumentali
Capitolo IV - Il Cimitero delle 366 Fosse


Progetto del 1762
Ampliamento 1871
Argano-Bara 1875
Stato attuale 2006
Vegetazione corte


Capitolo V - Sepolcreto dei Colerici


Progetto del 1837
Ampliamento 1865
Ampliamento 1884
Stato attuale 2006
Vegetazione parco


Capitolo VI - La collina cimiteriale di Poggioreale: il disegno di modificazione delle emergenze monumentali
Capitolo VII - Dal disegno di modificazione al rivelamento
Postfazione - Dolores Madaro, "Hic mundi mortalia saecla"
Appendice - Bibliografia, sulla rappresentazione dell'architettura
Bibliografia, sulla storia dell'architettura funebre
Indice dei nomi e dei luoghi
Elenco dei nomi e dei monumenti
Fonte delle illustrazioni e delle foto

 


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