ADALBERTO LIBERA. CASA MALAPARTE A CAPRI. 1938 - 1942 - Mario Ferrari

Casa_Malaparte_pAutore: Mario Ferrari
Titolo: Adalberto Libera Casa Malaparte a Capri. 1938 - 1942.
Testo bilingue italiano /inglese
Descrizione: Edizione in formato 16° oblungo (cm 15 x 21); 64 pagine; 38 illustrazioni (foto, piante, vedute prospettiche) in b/n nel testo.
Luogo, Editore, data: Bari, Ilios, 2010
Collana: Letture di Architettura
ISBN13: 9788890345609
Disponibilita': No

 

Tra la primavera del 1938 e l'estate del 1942 viene costruita a Capri la casa di Curzio Malaparte, su progetto di Adalberto Libera, ponendo fine al complicato e sofferto processo che conduce dalla genesi alla costruzione di un edificio. La paternita' del progetto di casa Malaparte a Capri è una questione che da tempo divide gli studiosi e alla quale questo testo, narrandone dettagliatamente la storia, non intende dare risposte. E' però indubbio l'interesse suscitato dal rapporto tra due intellettuali costretti ad un rapporto cliente/committente in un epoca difficile. In un percorso dettagliato si indagano le diverse questioni legate all'edificio fino ad illustrare, graficamente e con disegni inediti, il rapporto che esiste tra la prima versione del progetto e l'edificio realizzato. Un 'racconto' destinato a tutti gli studiosi ed i curiosi.



Premessa:
Casa Malaparte è un progetto di Adalberto Libera. La certezza di questa affermazione si basa su alcune considerazioni che, prima di inoltrarsi nella lettura, è necessario fare. Molti studiosi si sono occupati della vicenda di questa 'architettura senza architetto' raccogliendo documenti e prove che hanno parzialmente ricomposto un quadro al quale però mancano ancora molti frammenti. Come in un processo indiziario si è proceduto ad analizzare le 'prove' raccolte che dimostrerebbero come, dopo il 'progetto di villetta' e la seconda stesura, Libera sia assente dalla vicenda lasciando il posto alle idee ed alla mano di Malaparte. Ma non basta cercare i documenti per illuminare, anche se per brevi istanti, un enigma cosi' resistente. Occorre interrogarli, ascoltarli, attribuire ad essi riflessioni e parole se sono muti. Ma è ancora piu' importante non fidarsi di loro dimostrandone, ove ce ne fosse bisogno, la falsita' o l'imprecisione. Se è vero... che lo storico deve farsi anche 'privat eye', è ancora piu' vero che l'obbligo di qualsiasi investigatore è quello di sospettare di ogni indizio. Le tessere del mosaico, pazientemente ricomposte a dimostrare il ruolo di Malaparte nell'ideazione della Casa sul capo Massullo, invocano i frammenti mancanti che confuterebbero l'apparente evidenza. Questi frammenti, persi, s'intuiscono nella lettura stessa di Casa Malaparte. Il 'castello accusatorio' si basa sulla sostanziale differenza tra il primo progetto di Libera presentato al Comune di Capri il 14 marzo del 1938 e l'esito finale. La mancata corrispondenza e la sua assenza dal cantiere, a partire dall'aprile dello stesso anno, lasciano spazio a dubbi sulla reale paternita' dell'opera. Osservando l'edificio emerge chiara la sua unita' racchiusa in un unico atto creativo che è un aspetto importante della maniera di progettare di Libera attraverso l'uso di 'oggetti simbolici' come testimoniano edifici antecedenti (il prisma smussato della casa del Balilla a Porto Civitanova Marche e la scala di accesso al ballatoio o il cubo traforato del municipio di Aprilia): Il mistero della casa è nel suo apparire come oggetto compiuto, organicamente chiuso nelle relazioni tra le parti e allo stesso tempo direttamente poggiato sul profilo aguzzo della roccia, entro un sistema di relazioni con gli elementi del paesaggio.  Nella lettura dei rapporti proporzionali dell'edificio le tre versioni del progetto presentano molte ricorrenze (figg.31 e 32). Troppo evidente la asimmetria dell'asse distributivo della prima versione, troppo netta la simmetria dello stesso nella seconda per lasciar pensare ad un controllo da parte dello scrittore e dell'impresa costruttrice. Nel confronto diretto tra la prima, la seconda e l'ultima versione emerge poi una chiara 'coerenza evolutiva'. Né va sottovalutato il ruolo svolto da Malaparte nell'appropriarsi dell'idea, diluendo nel novero di consigli chiesti ad altri architetti ed artisti, il contributo di Libera il cui apporto è indispensabile. Uno degli elementi maggiormente portato a sostegno del disimpegno di Libera è il suo successivo silenzio in merito all'opera. Questo, secondo alcuni, dipenderebbe da tre fattori: il difficile rapporto tra committente e architetto; il desiderio di Libera, con il delinearsi delle sorti del conflitto, di non sentire la sua opera legata ad un personaggio controverso come Malaparte; la volonta' di tenersi lontano dall'immagine di 'raggelato erotismo' che la casa trasmetteva. Certo, vi sono anche delle circostanze che possono confondere come l'affermazione di Libera sulla rivista Stile: Dobbiamo negare alle case d'abitazione il carattere d'arte ed invece pretendere quello estetico ed umano cosa che lascia pensare che quanto edificato a Capri non coincida con il pensiero dell'architetto; ma a questi fatti non fa riscontro una storiografia che possa confortare una ipotesi o l'altra; Malaparte non è estraneo alla costruzione del suo edificio cosi' come l'architetto è l'artefice del processo compositivo. Qui si racconta una storia di un edificio in pochi capitoli attraverso un testo contenuto, una sezione bibliografica ampia ed un quadro cronologico che colloca nel tempo quanto accaduto. Si è scelto di confrontare tra loro le tre versioni di casa Malaparte attraverso l'analisi grafica comparativa. In particolare la prima e l'ultima stesura del progetto sono state ulteriormente indagate attraverso la costruzione di modelli architettonici. Questo libro offre al lettore fatti, documenti e considerazioni sul progetto e la costruzione di una delle piu' belle architetture italiane nell'era moderna; ma, al di la' della sua collocazione neutrale esso da' per scontato che l'autore di casa Malaparte è Adalberto Libera.

 


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