ARCHITETTURA E COMMITTENZA NELLA NAPOLI DEL QUATTROCENTO - Bianca De Divitiis

Architettura_e_Committenza_pAutore: Bianca De Divitiis
Titolo: Architettura e committenza nella Napoli del Quattrocento.
Descrizione: Edizione in formato 8° (cm 22 x 17); 222 pagine; 119 illustrazioni in b/n nel testo
Luogo, Editore, data: Venezia, Marsilio, marzo 2007
ISBN: 978-88-31791083
Disponibilita': Momentaneamente non disponibile

Durante il Quattrocento anche a Napoli come a Firenze, Roma, Genova e Venezia, esisteva un'élite urbana che, pur partendo da basi economiche differenti, metteva tra i primi posti dei propri consumi la commissione di arte e architettura, intese come conspicuous consumption. In particolare, esistono alcune architetture risalenti a questo periodo riconducibili alla famiglia Carafa, come il palazzo di Diomede Carafa e la cappella del Succorpo di Oliviero Carafa, che risultano innovative, rispetto non solo al contesto napoletano, ma anche all'intero panorama architettonico.

Partendo dalla committenza, piuttosto che da un'analisi stilistica o da una nuova ipotesi attributiva, si è potuto superare quel gioco delle attribuzioni in cui erano rimaste confinate per lungo tempo queste opere.


Dall'Introduzione:
"Il 26 febbraio 1443 Alfonso d'Aragona faceva il suo ingresso trionfale nella citta' di Napoli, inaugurando circa sessant'anni di regno della casa aragonese. La costruzione del grandioso arco all'ingresso di Castelnuovo, cominciata dal nuovo sovrano nel 1453 e completata da Ferrante I, e il rinnovamento urbanistico progettato e in parte realizzato da Alfonso II, tra il 1485 e il 1495, sono stati considerati finora i principali eventi artistici della Napoli del secondo Quattrocento. Concentrandosi soprattutto sulle opere commissionate dalla famiglia reale, la maggior parte degli studi ha finito per tralasciare il contributo dell'élite urbana allo sviluppo del nuovo linguaggio rinascimentale ispirato all'antico. Ciò è all'origine del pregiudizio storiografico secondo cui l'attivita' in campo artistico delle famiglie nobili del Regno sarebbe stato irrilevante di fronte a quella del re, e che i meccanismi di committenza di sarebbero sviluppati a Napoli lungo linee di gran lunga piu' semplici rispetto a quelle di altri centri italiani, come Firenze, Venezia e Roma. Esistono invece alcune architetture del Quattrocento napoletano, per lo piu' riconducibili alla famiglia Carafa, che risultano innovative, rispetto, non solo al contesto napoletano, ma anche all'intero panorama architettonico peninsulare."

 


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