EDILIZIA E URBANISTICA NELLA NAPOLI DAL '500 AL '700 - Franco Strazzullo

libreria neapolis

Autore: Franco Strazzullo
Titolo: Edilizia e urbanistica a Napoli dal '500 al '700
Prefazione di Roberto Pane
Seconda edizione
Descrizione: Volume rilegato, con sovraccoperta illustrata, in formato 8° (cm 24 x 16,5); 371 pagine; alcune illustrazioni in b/n nel testo e 46 foto in b/n fuori testo
Luogo, Editore, data: Napoli, Arte Tipografica, 1995
Disponibilità: No

Dalla premessa di Roberto Pane *
"Franco Strazzullo raccoglie e commenta, in Edilizia e Urbanistica a Napoli dal '500 al '700 un insieme di documenti di eccezionale interesse, appartenenti al periodo che va dal primo viceregno alla fine del '700, e cioè quello che, per gli aspetti formali, noi usiamo chiamare l'età del manierismo e del barocco. Ma solo indirettamente tali documenti toccano gli aspetti dell'arte; l'intensa e drammatica vicenda di una città, contenuta troppo a lungo in uno spazio nettamente inferiore a quello che l'immigrazione e l'incremento demografico sollecitavano, e tuttora sollecitano, si fa presente attraverso l'infinita serie di decreti, suppliche, memoriali, rapporti, prammatiche ecc. Il lettore scopre così l'origine del quadro ambientale che è ancora oggi in gran parte presente e riesce ad intenderlo nelle ragioni che lo hanno configurato; è anzi da aggiungere qualcosa di più: egli riesce a comprendere in quale misura i mali del presente siano il prodotto di una continuità di costume e di comportamento psicologico, assunti a significato di tradizione, e come questa tradizione negativa continui a sussistere intatta, malgrado il mutare delle circostanze esterne che sembrebbero, invece, essere destinate a delineare un quadro completamente nuovo.

Se, al tempo del viceregno, la città non poteva darsi una politica comunale - perchè costretta a subire le direttive di quell'altra politica che, a torto o a ragione, le veniva dettata dalla corte di Madrid - oggi allo stesso modo non riesce ad affrontare obiettivamente i suoi problemi, poichè la loro soluzione è totalmente soggetta alla strategia dei partiti ed agli interessi di cui essi assumono la tutela. Per tale via si spiega, sia per il passato che per il presente, l'assenza di un iter positivo nel susseguirsi delle vicende urbane, mentre quello negativo continua ad essere denunziato in una forma che si potrebbe definire rituale, dal ripetersi delle accuse alle «passate amministrazioni», e dal solenne impegno ad instaurare un nuovo sistema; e cioè, più o meno come tre secoli fa, ciascun viceré usava promettere in occasione del suo insediamento.

Si spiega così anche l'impossibilità di formulare un serio consuntivo dei mali che più urgentemente richiedono una priorità di intervento - e quindi il durevole impegno di una pianificazione - poiché tutto questo è contrario alle mobili ed alterne scelte dei partiti e delle loro clientele....."



* Dalla rivista «Napoli nobilissima», serie III, voI. VII (1968), pp. 31-33. Recensione di Roberto Pane alla prima edizione, Napoli, Arturo Berisio editore, 1968.

 


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