IL COMPLESSO NAPOLETANO DI MONTEOLIVETO. Restauri dal 1996 al 2008 - Giovanni Carbonara, Cesare Cundari, Gian Carlo Cundari, Giuseppe Giordano, Stefano Gizzi, Arnaldo Venditti

il_complesso_napoletano_monteolivetoAutori: Giovanni Carbonara, Cesare Cundari, Gian Carlo Cundari, Giuseppe Giordano, Stefano Gizzi, Arnaldo Venditti
Titolo: Il complesso napoletano di Monteoliveto.
Sottotitolo: Restauri dal 1996 al 2008
Presentazione di Giovanni Carbonara; prefazione di Stefano Gizzi.
Descrizione: Volume in 4° (cm 29,7 x 21); 184 pagine; illustrazioni a colori.
Luogo, Editore, data: Roma, Aracne, 2010
ISBN: 978-88-548-3335-7
Prezzo: Euro 22,00
Disponibilita': Si



Il complesso napoletano di Monteoliveto, a seguito di un’accurata indagine documentaria e di rilievo (i cui esiti sono stati pubblicati nel 1999 a cura di C. Cundari), è stato oggetto di un programma generale di restauro e valorizzazione promosso dal Ministero per i Beni culturali che riguarda sia la Chiesa oggi intitolata a Sant’Anna dei Lombardi, sia l’annesso monastero che, a seguito della soppressione degli Ordini, appartiene oggi al demanio statale. Del programma, a partire dal 1996, sono state realizzate parti significative; nella Chiesa è stato restaurato l’antico Refettorio vasariano, è stato ricostruito il cassettonato distrutto dagli eventi bellici, è stata attuata una vasta attività di restauro che ha riguardato due delle cappelle rinascimentali e molte altre opere d’arte, è stata adeguata tutta la rete impiantistica; nell’ex monastero l’intervento principale ha riguardato il restauro del Chiostro del Pozzo con la riapertura delle arcate (prima tompagnate) nonché la rifunzionalizzazione dei volumi edilizi circostanti. Il programma di restauro prevede, tra l’altro, l’esecuzione delle opere ancora necessarie per il restauro (con la riapertura delle arcate oggi tompagnate dei due ambulacri) del Chiostro delle Colonne, pregnante testimonianza dell’influenza della cultura toscana nel rinascimento napoletano.



Indice del volume:

Presentazione, G. Carbonara
Prefazione, S. Gizzi
Introduzione, C. Cundari, A. Venditti
Una presenza toscana a Napoli: Monteoliveto, A. Venditti
Gli interventi di restauro, C. Cundari, A. Venditti
Gli interventi strutturali, G. Giordano
Gli interventi impiantistici, M. Ferretti
Il restauro delle superfici decorate, P. Vitagliano, S. Colalucci
APPARATI
Prospetto dei progetti finanziati tra il 1996 e il 1998
Il chiostro grande di Monetoliveto, M. Venditti
Il primo nucleo del museo del monumento, G. C. Cundari
Riflessioni sul rilievo per la conoscenza dell’architettura, M. R. Cundari
Indice dei nomi e dei luoghi

dalla Introduzione:
In questa breve nota introduttiva i curatori intendono esplicitare le finalità di questo volume che esce, per ragioni di vario genere, oltre due anni dopo la conclusione dei lavori di restauro del complesso monastico di Monteoliveto, con molto ritardo rispetto alle loro stesse intenzioni. Il fine principale è naturalmente quello di documentare puntualmente e in modo esauriente le ragioni ed i criteri dei vari interventi fin qui realizzati; questo tipo di informazione si ritiene al tempo stesso doverosa, allo scopo di rendere pubblici i criteri d’impegno di risorse comuni, ed essenziale, per una adeguata sensibilizzazione dell’opinione pubblica alle ragioni della conservazione. Sotto questo aspetto si deve anche ricordare che, per gli stessi fini, a conclusione dei lavori é stata predisposta una serie di otto pannelli illustrativi che, oltre a riepilogare le vicende principali dell’antico complesso olivetano, illustrano in modo essenziale gli interventi di restauro realizzati; è auspicabile che essi siano ricollocati quanto prima nell’ambito della Chiesa per essere a disposizione dei visitatori che, sempre più numerosi, la frequentano; oggi, temporaneamente, sono custoditi presso l’adiacente Comando Provinciale dei Carabinieri poiché la loro collocazione originaria nella Chiesa non era stata ritenuta congrua. Per gli scopi indicati, il volume consiste in una organica silloge di contributi che, da un lato, illustrano in modo puntuale gli importanti interventi realizzati, dall’altro, si soffermano su aspetti peculiari degli interventi e del monumento. Un secondo – ma non meno significativo – scopo del volume è sottolineare che gli interventi sin qui realizzati si collocano all’interno di un programma generale di restauro e fruizione dell’antico complesso monastico, definito in forma di progetto cantierabile nei suoi vari aspetti tecnici sin dal 1997 su iniziativa dell’allora Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici; il suo completamento consentirebbe il pieno recupero degli invasi e dei percorsi claustrali con innegabili ricadute sulla fruizione turistica e culturale di questo importante e strategico (sotto l’aspetto delle influenze culturali nel rinascimento napoletano) episodio architettonico. Sotto questo aspetto si confida nella sensibilità del prof. arch. Stefano Gizi, attuale Soprintendente per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per Napoli e Provincia, e nella disponibilità del col. Mario Cinque, che da qualche mese ha assunto la responsabilità del Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli.


dalla presentazione:
Non c’è dubbio che l’intervento sul complesso di Monteoliveto rappresenti un restauro inteso nel senso più pieno del termine. Un lavoro, ben determinato nei suoi propositi, che discende da una profonda ricerca storica, a sua volta preceduta da un accurato rilievo del grandioso insediamento olivetano. La posizione degli autori, espressa già nei primi saggi da Arnaldo Venditti e Cesare Cundari, poi ribadita, con aggiunta d’argomenti, negli Apparati finali da Mauro Venditti e da Gian Carlo e Maria Rosaria Cundari, indica una motivata preferenza per un restauro di “liberazione” del monumento, secondo la nota categoria giovannoniana, dalle aggiunte e alterazioni che, nel corso dell’Ottocento e, in modo più grave, nel Novecento, lo hanno deturpato e, per molti aspetti, reso irriconoscibile. Alterazioni più dannose e subdole degli stessi danni provocati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
Un monumento ‘perduto’ che il restauro (del quale fa organicamente parte il delicato intervento su pitture, sculture e decorazioni illustrato da Paola Vitagliano e Simone Colalucci, eminentemente conservativo ma anche di liberazione e misurata reintegrazione) vuole riportare a nuova e più dignitosa vita, rendendogli anche la smarrita identità, senza tuttavia cedimenti ripristinatori ma proponendosi, al contrario, di reintrodurlo efficacemente nella vita odierna: bastino a questo fine le considerazioni sull’apertura al pubblico, una volta restaurato anche il grande giardino interno, del chiostro grande del monastero, oggi negletto e da tempo annesso, senza buoni risultati, all’edificio postale di Giuseppe Vaccaro, capolavoro d’architettura della prima metà del Novecento.
Si potrà concordare o no su tale scelta di restauro, non articolata in termini precipuamente ‘conservativi’ ma sulla base di valutazioni e giudizi critici destinati a tradursi in scelte operative, secondo la più diretta lezione, proprio in ambito napoletano, di Roberto Pane. Resta comunque il fatto che il grande monastero olivetano, vittima di pesanti trasformazioni nel tempo (si pensi al sistematico tamponamento delle arcate dei chiostri, all’accresciuto numero dei piani, al consistente rialzamento del livello del chiostro grande, che ha nascosto il basamento dei pilastri del primo loggiato, ai numerosi locali, ampi e sviluppati in altezza per molti metri, interrati non molti decenni or sono) con questo restauro vede finalmente una prospettiva di riscatto e di recupero della sua bella architettura, innovativa e anticipatrice, ricca d’influenze toscane e poi romane in alcuni episodi, interessante sempre.
La chiesa di S. Anna dei Lombardi in Monteoliveto rappresenta, infatti, un momento fondamentale nello sviluppo del primo Rinascimento napoletano; così l’adiacente Chiostro delle Colonne, di carattere fiorentino e che risente, come la chiesa, della mano di Giuliano da Majano. Il refettorio, ‘restaurato’ da Giorgio Vasari che nel 1544 riplasmò abilmente l’originaria struttura tardogotica, è un capolavoro di arte totale, con la sua architettura, le pitture, gli stucchi, gli stalli lignei. Nel maggio del 2008, dopo oltre un decennio di lavori, la chiesa è stata restituita alla città mentre il monastero, ad oggi, risulta restaurato solo in parte e tuttora attende un intervento che consenta, accanto al mantenimento delle importanti funzioni pubbliche cui è destinato, una sua riapertura ai cittadini…..

 


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