PER LA STORIA DEL MONASTERO DI SANTA CHIARA IN NAPOLI - Padre Gaudenzio dell'Aja

Per_la_Storia_del_Monastero_pAutore: Padre Gaudenzio dell'Aja
Titolo: Per la storia del Monastero di Santa Chiara in Napoli
Presentazione di Urbano Cardarelli.
Descrizione: Edizione in formato 4° (cm 30 x 22); legatura editoriale in tela con sovraccoperta illustrata; pp. VIII + 178; 89 illustrazioni in b/n e a colori + 1 pianta ripiegata con rilievo planoaltimetrico delle cavita' con accesso dal Monastero.
Luogo, Editore, data: Napoli, Giannini, 1992
Prezzo: Euro 50,00
Disponibilita': Disponibilita' limitata

Il presente volume completa il trittico dedicato al complesso monumentale, con un riferimento particolare al Chiostro maiolicato, ma soprattutto mirando a chiudere, con un unico, sintetico giro d'orizzonte, la vicenda storica del Monastero nella sua globalita': ossia, nell'intreccio di eventi religiosi, civili, dinastici, bellici; nella corrispondenza di funzioni conventuali e forme spaziali, con le relative trasformazioni, tipologiche e decorative, tipiche del periodo in cui venivano attuate. Dalla lettura del libro emerge soprattutto l'uso magistrale della osservazione dei minimi frammenti e dei pochi documenti superstiti, dalla attenta lettura dei quali l'acume dello storico, la sensibilita' del cultore di arti figurative e di architettura, l'entusiasmo del francescano riescono a dedurre con palmare evidenza quanto altri non avevano neppur sospettato.

Sul riscontro preciso tra l'indagine condotta nel monumento e la ricerca d'archivio - tra il linguaggio delle pietre e quello dei documenti - si fondano infatti alcune ipotesi contenute nel libro, talune anche in contrasto con luoghi comuni non dimostrati, come ad esempio l'ipotesi circa l'identificazione del cimitero antico delle Clari'sse. Di grande interesse è poi l'analisi dedicata all'intervento vaccariano, che non si. limitò ai quattro bracci della crociera maiolicata ma si estese anche ad altri aspetti funzionali dell'architettura conventuale, come risulta dall'ampia relazione che l'architetto D.A. Vaccaro, a conclusione del proprio lavoro, stese con asciutta scrittura da tecnico e, al tempo stesso, con viva sensibilita' d'artista.

 


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