LE TORRI ANTICORSARE VICEREALI - Flavio Russo

Le_Torri_Anticorsare_pAutore: Flavio Russo
Titolo: Le torri anticorsare vicereali.
Sottotitolo: Con particolare riferimento a quelle della costa campana.
Descrizione: Volume in formato 8° (cm 23,5 x 16); 324 pagine; 100 illustrazioni a colori, per la maggior parte foto, alcune a tutta pagina.
Luogo, Editore, data: S.l., Istituto Italiano dei Castelli - sez. Campania, 2001
Prezzo: Euro 40,00
Disponibilita': Limitata

Dalla prefazione dell'Autore:
"Il saggio che segue non è, e del resto non potrebbe esserlo per le mie specifiche competenze, una ennesima esposizione sulle torri costiere campane. In merito esiste gia', e continuamente si accresce una cospicua pubblicistica specializzata, non di rado di indubbio interesse e competenza. Occupandomi di analisi storico-militare dei sistemi difensivi ho inteso invece, affrontando la ricerca sotto questo trascurato angolo d'indagine, prospettare proprio attraverso queste torri un'attendibile ricostruzione del dispositivo di difesa anticorsara vicereale del 1563 di cui costituivano parte integrante.
L'ottimo stato di conservazione della quasi totalita' di quelle impiantate lungo la costiera amalfitana, la loro scrupolosa calibrazione al tormentato contesto ambientale e la conseguente ampia variabilita' strutturale del modulo di base consentono, qui piu' che in qualsiasi altra sezione dell'immenso dispositivo - oltre 2.000 km - l'assunto.
Trattare di torri costiere e di difesa anticorsara presuppone, innanzitutto, una adeguata percezione dell'ultramillenaria offensiva che flagellò le nostre marine. Presuppone, ancora, una nitida distinzione delle modalita' e degli ambiti operativi per i quali sull'arcaica pirateria mediterranea s'innestò, aizzata dall'intolleranza religiosa e dalla cupidigia di bottino, in eta' moderna la tragedia della corsa turco-barbaresca. Presuppone, infine, l'individuazione degli estremi cronologici dell'interminabile martirio, oscillante fra quiescenza ed esasperazione, fino alla irreversibile estirpazione coincidente con la conquista di Algeri nel 1830. Il trionfo della spedizione francese, che estinse le abiezioni della criminale attivita' recidendone l'intricata trama di sordide connivenze senza però insediare un'onesta eguaglianza cinico-sociale, generò purtroppo a sua volta una sequela di violenze le cui estreme efferatezze ancora insanguinano il Nord Africa, compromettendo i precari equilibri internazionali.
Trattare di torri e di difesa anticorsara, quindi, implica a mio avviso un approccio culturale non settoriale, non disciplinare, non rigidamente accademico, ma variegato e spregiudicato, capace di attingere persino dalle strazianti immagini degli incessanti attuali sbarchi di clandestini..."

 


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