LA COLLINA SACRA - Gennaro Rispoli, Antonio Emanuele Piedimonte

La collina sacra. Gennaro Rispoli, Antonio Emanuele PiedimonteAutori: Gennaro Rispoli, Antonio Emanuele Piedimonte
Titolo: La Collina Sacra
Sottotitolo: Passeggiate sull’Acropoli di Neapolis: l’altura di Caponapoli tra mito e storia, magia e religione, alchimia e scienza
Descrizione: Volume in formato 8° (cm 21 x 15); 375 pagine, circa 80 immagini in b/n
Luogo, Editore, data: Napoli, Edizioni Il Faro di Ippocrate, 2017
Collana: 
ISBN: 9788894287103
Prezzo: Euro 20,00
Disponibilità: In commercio


«Vedesi una bellissima piazza detta Sant’Aniello che serve da delizia in estate per i Napoletani… e la sera in questo luogo si vedono adunanze di uomini eruditi e letterati”. Come racconta nel Seicento lo storico napoletano Carlo Celano, la collina di Caponapoli era un luogo frequentato dagli intellettuali e dagli scienziati del tempo.
Ma non solo: il piccolo promontorio che domina il tracciato greco-romano (e sugli altri versanti via Costantinopoli e piazza Cavour) si è sempre caratterizzato per una particolare magia dei luoghi, un sorta di incantesimo che nel corso dei millenni ha intrecciato mito e leggenda, storia e archeologia, arte e scienza, religione e antropologia, esoterismo e medicina.
Pressoché sconosciuta ai più, l'altura tufacea fu scelta dagli abitanti Neapolis come sede dell’Acropoli, ovvero il luogo più sacro e speciale dell’unica polis d’Occidente chiamata "seconda Atene".
Scritto da un medico-chirurgo e da un giornalista-saggista, il volume vuole offrire una sorta di filo d’Arianna che si dipana tra i segni del femminino sacro e le velate tracce dei tanti misteri nascosti in bella vista tra le pietre e le storie della “collina sacra”. Dissolvenze narrative e percettive necessarie a sovrapporre i percorsi di un'incredibile alchimia millenaria. A cominciare dall’ombra delle vergini sacerdotesse che officiavano nella tomba-santuario della “dea della morte e dell’amore”, quella mitica Sirena Partenope che dall’originaria collocazione sulle rive del golfo fu portata quassù dai coloni cumani al momento della costruzione della città nuova.

Un’eredità, quella della Sirena, che sarà raccolta da altri culti misteriosofici e sapienziali, e da altre caste fanciulle, come le ancelle dell’oscura Demetra, divinità legata anch’essa agli Inferi insieme a sua figlia Kore. Ruoli e funzioni che in epoca cristiana saranno naturalmente acquisiti dalle tante suore e monache giunte dall’Oriente bizantino, come la principessa vergine che tanto peso ebbe per il cristianesimo: santa Patrizia, il cui corpo riposerà per ben otto secoli sull'Acropoli, a pochi passi dal cenotafio della Sirena.

Dopo essere stata a lungo chiamata Regio Marmorata (per il gran numero di vestigia degli antichi templi), in epoca barocca la "cittadella sacra" di Caponapoli ospiterà come nessun altro luogo conventi e monasteri femminili insieme a splendide chiese e cappelle. E non a caso vi sorgerà l’Ospedale del Reame, gli “Incurabili”, fondato da una donna - Maria Longo - e destinato proprio alle donne, un nosocomio di fama europea che vedrà all’opera oltre una trentina di santi e beati (e ovviamente i migliori medici, chirurghi e farmacisti del Regno) tra cui il medico-santo Giuseppe Moscati e quel Pompilio Maria Pirrotti (il santo di Montecalvo Irpino) che nelle cripte della vicina piazza Dante veniva a dialogare le anime del Purgatorio.

Più o meni 2500 anni di santità e sanità: dove per tanto tempo ci si era curati con l'intervento sovrannaturale delle dee pagane e poi grazie alla miracolosa intercessione di santi e beati (e anime del Purgatorio), oggi ci si affida a clinici e chirurghi: Caponapoli infatti è ancora una cittadella sanitaria (si pensi solo alla massiccia presenza del Primo Policlinico).

Ma la collina sacra era ed è anche molto altro. È il luogo dove ebbero sede i principali cenacoli filosofici e poetici e le più importanti Accademie dell’epoca barocca, dove cioè le nuove istanze scientifico-letterarie si fusero con le conoscenze magico-ermetiche ed alchimistiche. Tra chiostri e salotti il gotha intellettuale della capitale, con in testa Giovan Battista Della Porta e Raimondo di Sangro principe di Sansevero, andarono alla scoperta dei misteri della natura e dei segreti dell’invisibile. Incontri, raduni e sperimentazioni che nel Settecento apriranno la strada alla formazione di alcune tra le prime logge massoniche, il cui sogno di libertà, giustizia e fratellanza condurrà alla Rivoluzione napoletana del 1799 e all’eroico sacrificio di quello che Vincenzo Cuoco definirà il “Battaglione sacro degli Incurabili”.

Mille storie di donne e di uomini, dunque, che hanno fatto la Storia del Regno di Napoli in tutti i campi, dalla religione alle arti mediche e farmaceutiche, dalla filosofia alla poesia, dalla pittura alla scultura, dalla botanica alla politica. La pressoché sconosciuta altura dell’Acropoli è forse l’ultimo “scrigno” ancora da scoprire di Partenope, la roccia dimenticata nei cui labirinti di tufo si nasconde la caverna degli archetipi dell’inconscio collettivo della città, l’angolo dove ha cercato rifugio il genius loci della metropoli smarrita.

 


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