NAPOLI GRECO-ROMANA - Bartolommeo Capasso

NapoliGrecoRomanapAutore: Bartolommeo Capasso
Titolo: Napoli greco-romana.
Ristampa dell'edizione del 1905.
Premessa di Ulrico Pannuti; avvertenza di Giulio De Petra.
Descrizione: Volume in formato 8° (cm 21 x 14); rilegato; pagine 226; pianta a colori in scala 1:4000 della citta' greco-romana
Luogo, Editore, data: Napoli, Berisio, 1987
Prezzo: Euro 30,00
Disponibilita': 2 esemplari

Indice delle tavole: I. Costruzione romana all'Anticaglia; II. Avanzo del muro greco; III. Statua del Nilo; IV. Statua della Vittoria; V. Erme di Esiodo e di Ercole; VI. Statua Municipale; VII. Testa di Partenope; VIII. Iscrizione bilingue di Tito Imp.; IX. Vendita di commestibili; X. Venditori di scarpe e panni; XI. Scuola; XII. Tempio dei Dioscuri; XIII. Torso di Polluce; XIV. Torso di Castore; XV. Avanzi di monumenti antichi in un bassorilievo in Castelnuovo; XVI. Orione. Itinerario: 1. Porto e molo; 2. Arsenale; 3. Via extra - murana littoranea (a sinistra); 4. Due lapidi con iscrizioni in memoria dell'Imperatore Severo restauratore di questa via; 5 Tempietto di Orione; 6. Mura e torri; 7. Divisione della città; 8. Decumanus inferior, Regio Nilensis, o degli Alessandrini; 9. Statua del Nilo; 10. Tempio d'Iside; 11. Statua in onore di Elena imperatrice; 12. Segue il decumanus inferior fratria dei Cretondi; 13. Notizie sulle fratrie di Napoli; 14. Foro (Via San Gregorio Armeno); 15. Tempio di Cerere e casa delle donne addette al culto della dea; 16. Basilica (Chiesa di San Lorenzo; 17. Caesareum o Augusteum; 18. Decumanus maior, Tempio dei Dioscuri; 19. Monumenti eretti nel Foro; 20. Vita napoletana nel Foro; 21. Aerarium e Carcer; 22. Curia; 23. Cenno delle condizioni politiche e civili di Napoli greco - romana; 24. Alla memoria dell'Imperatrice Elena; 25. Teatro scoperto; 26. Statua d'Elio Antigenide ed altre statue nel vestibolo del teatro; 27. Odéo; 28. Ricordo della rappresentazione di Nerone; 29. Ludi quinquennali ed altre rappresentazioni nel teatro e nell'Odéo; 30. Bagno, balinae; 31. Casa e scuola di Metronatte, filosofo stoico; 32. Cardo maior; 33. Tempio di Giove; 34. Decumanus maximus; 35. Fratria degli Enonei?; 36. Decumanus inferior; 37. Regione ercolanese; 38. Decumanus inferior; 39. Bagno; 40. Via interna lungo le mura, Erma di Partenope; 41. Via sudetta e traversa che mena al decumano inferiore, Tempio di Ebone e casa dei sacerdoti di questo Nume; 42. Tempio di Ercole; 43. Porta Nolana; 44. Fuori Porta Nolana, Ippodromo; 45. Terme; 46. Case accanto alle Terme (Soprammuro e Forcella); 47. Stadio; 48. Criptoportico; 49. Vicus Cornelianus e terme minerali; 50. Tempio di Esculapio; 51. Tempio di Mercurio; 52. Tempio degli dei Sebasti, fratria dei Teotadi; 53. Fratria degli Eunostidi; 54. Edicola delle Tre Parche; 55. Acropoli, Tempio della Fortuna; 56. Sepolcro di Partenope; 57. Decumanus maximus, tempio di Artemis o Diana; 58. Statua di Lucio Proculo, fratria degli Artemisii; 59. Decumanus inferior, Panteon; 60. Muro occidentale rifatto da Augusto; 61. Tempio di Ercole; 62. Nuova fratria degli Antinoiti; 63. Fratria dei Panclidi; 64. Via extramurana verso la marina, statua di Nicomaco Flaviano ed erma di Omero; 65. Fontana pubblica distrutta; 66. Terma, statua di Anicio Basso; 67. Via extramurana, fognone; 68. Sguardo generale sulle vie della città e su gli edifizi privati; 69. Notizie delle case Sullana, Rabiriana e di Papirio Peto; 70. Costruzione della casa greca e della casa romana; 71. Botteghe, Canidia fattucchiera; 72. Porta occidentale della città; 73. Sobborgo, portico, pinacoteca e principali quadri della medesima; 74. Cimiteri settentrionali e le Catacombe; 75. Cimiteri orientali; 76. Sepolcri isolati del lato occidentale e meridionale.

Bartolommeo Capasso nacque il 22 febbraio 1815, a Napoli, dove mori' il 3 marzo del 1900. La sua lunga ed operosa vita fu tutta dedicata agli studi di storia, di topografia antica, di archivistica, di folclore e talvolta anche di letteratura.
Natura profondamente onesta, animo semplice e buono, dimostrò nella sua vasta produzione scientifica piu' di cento pubblicazioni non solo larga e sicura dottrina, ma notevole acume ed intuito critico; onde le principali Accademie d'Italia e d'Europa lo elessero a socio: fra le altre quella Nazionale dei Lincei, la Pontaniana e la Reale di Napoli, l'Accademia di Storia di Madrid; e l'universita' di Heidelberg lo ascrisse, honoris causa, fra i suoi docenti.


Fondata, con altri studiosi, nel 1876, la Societa' Napoletana di Storia Patria, il Capasso ne fu subito vice-presidente, fino al 1883, poi presidente per tutto il resto della vita; e ad essa dedicò il meglio delle sue energie, pubblicando numerosi saggi ed articoli nell' "Archivio Storico per le Province Napoletane", edito da quel sodalizio.
Appassionato cultore di memorie patrie, infaticabile ricercatore di documenti relativi alla sua citta' ed al Meridione d'Italia, il Nostro volle concludere la sua lunga attivita' scientifica (iniziata nel 1846 con le Memorie storico - archeologiche della Penisola Sorrentina ) dedicando gli ultimi mesi della propria esistenza, quantunque nel 1899 avesse perduto la vista, alla stesura di questa Napoli greco-romana che, pubblicata postuma nel 1905 per i tipi di Luigi Pierro e poi dal Giannini, nel 1912, torna ora alla luce in un'accurata ristampa della prima edizione.
Il Capasso non era un archeologo: ove si eccettui qualche sua rara e fugace incursione nei campi dell'epigrafia e topografia concernenti Napoli, Sorrento e Formia, egli non lasciò altri scritti relativi a quella disciplina; e pur vivendo in un'epoca ricca quant'altra mai di scavi e scoperte di antichita' si pensi a Troia, ad Olimpia, a Delfi, a Pompei , coevo di una schiera di archeologi insigni (sommo fra tutti il Furtwangler) che, in questo campo, crearono il metodo scientifico della ricerca, non sembrò mai attratto allo studio e alla discussione di una cosi vasta mèsse di reperti e di teorie.
Saggiamente, ma assai modestamente, egli diede al suo extremus opus il sottotitolo di quadro storico topografico dell'antica citta', delineato ed esposto al popolo. Tuttavia, solo chi non avesse neppure sfogliato il volume potrebbe avventatamente definirlo un'opera di volgarizzazione: chè le testimonianze degli scrittori greci e latini intorno alle vicende, ai monumenti, ai costumi di Napoli nell'eta' classica sono, per cosi' dire, il continuo sostegno della trattazione.
Ed oggi che l'archeologia sembra voler procedere in modo sempre piu' autonomo, rispetto alla filologia, il pregio piu' notevole, nell'ultima fatica di B. Capasso, consiste, forse, proprio nel costituire, essa, quasi un contrappeso, un elemento di equilibrio per una visione ed interpretazione del mondo antico alla quale tutte le scienze, pur conservando ciascuna il proprio campo d'indagine, armoniosamente contribuiscano, nell'amore della verita'.

 


richiedi informazioni

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn
Questo sito raccoglie dati statistici anonimi sulla navigazione, mediante cookie installati da terze parti autorizzate, rispettando la privacy dei tuoi dati personali e secondo le norme previste dalla legge.
Continuando a navigare su questo sito, cliccando sui link al suo interno o semplicemente scrollando la pagina verso il basso, accetti il servizio e gli stessi cookie.