NAPOLI E I SUOI CASALI - Giuseppe Pesce

napoli e i suoi casali giuseppe pesceAutore: Giuseppe Pesce
Titolo: Napoli e i suoi casali
Sottotitolo: Itinerari dell'entroterra metropolitano
Descrizione: Volume in formato 8° (cm 21 x 13,5); 142 pagine
Luogo, Editore, data: Napoli, Alessandro Polidoro, 2013
ISBN: 9788890792434
Prezzo: Euro 12,00
Disponibilità: Non disponibile

Dalla presentazione di Giuseppe Pesce
...Immaginate che colpo, passare un ngiorno per Caivano o per Acerra e imbattersi in un castello medievale. O entrare in una chiesetta di Crispano e trovarsi davanti un' opera del grande Luca Giordano. Ma ci credereste mai, se qualcuno vi dicesse che la penicillina fu scoperta sul bordo di un pozzo di Arzano? e che durante la seconda guerra mondiale il segretario di stato di Pio XII era di Casoria?

Oppure, che il primo eletto popolare di Napoli in realtà era di Sant'Anastasia? Che Virgilio lesse le sue Georgiche ad Augusto dalle parti di Fratta, e che probabilmente l'imperatore trascorse i suoi ultimi anni a Somma Vesuviana? Sapevate che Giovanna d'Angiò visse ad Afragola, dove sta nascendo il più importante scalo ferroviario del meridione? Che Pomigliano aveva un aeroporto più importante di Capodichino, e che nella provincia di Napoli affondano le radici della gloriosa Alfa Romeo? 

La verità è che senza il suo entroterra, Napoli non sarebbe mai diventata una moderna (?) metropoli. Perché questi luoghi sono stati da sempre un'importante base dell'economia cittadina. Per secoli dalla cafoniera è venuto tutto: gli ortaggi delle pamie e la canapa dei frattesi, la mozzarella di Cardito e i polli di Crispano, i salumi di Casavatore, le scarpe di Arzano e di San Pietro: persino il grano e il vino, senza i quali a Napoli non si sarebbe potuta dire nemmeno una messa. 

Per disinteresse, per errore o per calcolo, la città non ha mai voluto organizzare adeguatamente questo entroterra, che pure la sostiene e la sostenta da sempre. Forse non credeva, Napoli, che avrebbe raggiunto un tale sviluppo, una tale congestione urbana e sociale. Ma fatto sta, che quella che poteva essere l'area metropolitana più grande del Mezzogiorno, oggi è solo una specie di immensa medina che stringe e stritola la vecchia capitale. È l'altro volto, è quello che resta - ma è tanto e molto di più - del cosiddetto Napolicentrismo: una metropolizzazione imperfetta che da decenni scarica sull'entroterra e sulla provincia il troppopieno della grande città. ...

La storia dell’entroterra – di cui questo saggio offre finalmente un inquadramento complessivo e sistematico – è solo un primo passo, un tentativo di avviare un nuovo dibattito sulla provincia addormentata e dimenticata della più grande città del Mezzogiorno.

Il libro ricostruisce fino all’attualità le vicende storiche – variegate e ricche di interessanti sorprese – di un territorio molto vasto: i 13 comuni di Casoria, Afragola, Cardito, Crispano, Caivano, Casavatore, Arzano, Frattamaggiore, Casalnuovo, Acerra, Pomigliano d’Arco, Sant’Anastasia, Somma Vesuviana; più i 2 quartieri napoletani di S. Pietro a Patierno e Secondigliano; e due specifici capitoli sui Regi Lagni e la Valle del Sebeto

Giuseppe Pesce si occupa di storia e di letterature meridionali. Giornalista freelance e autore, è nato nel 1977 a Napoli, dove è stato cronista del quotidiano «Il Mattino» e si è laureato in Lettere all'Università "Federico II". 
Documentarista per "La Storia siamo noi" (RAI), ha ricostruito le vicende della Sacra corona unita pugliese, e poi la storia dell’Alfasud di Pomigliano d'Arco. 
Suoi saggi sono apparsi sulle riviste Mezzogiorno Europa, Achab, Critica letteraria, Ex-Libris; si è occupato di "Malacqua" di Nicola Pugliese, di Antonio Ghirelli, di Roberto Bracco

 


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