MANI SUL TERREMOTO - Pietro Funaro

mani_sul_terremotoAutore: Pietro Funaro
Titolo: Mani sul terremoto
Prefazione di Ermanno Corsi
Postfazione di Paolo D'Auria
Interventi di Antonio Fantini e Giulio Di Donato
Descrizione: Volume in formato 8° (cm 21 x 15); 208 pagine
Luogo, Editore, data: Napoli, Spaziocreativo, 2012
Collana: A colpi d'inchiesta
ISBN: 9788897375081
Disponibilita': No

 

Ci sono ferite che tardano a rimarginarsi. Anche a distanza di trent’anni. Quasi trentadue, per la verità. Tanto quanto il tempo trascorso dal terremoto dell’Irpinia. Una pagina tragica della nostra storia. Non solo per le vittime e i lutti seminati dalla terribile scossa del 23 novembre 1980, ma soprattutto per quello che ne derivò, in termini di emergenza e scandali: progetti faraonici di ricostruzioni avviate e mai ultimate, spreco di danaro pubblico, politici collusi, intrecci tra politica e malaffare.  A poco più di un trentennio di distanza da quei terribili istanti che cambiarono per sempre il modo di intendere la cronaca, Pietro Funaro prova a fare chiarezza. A ricordare ai giovani, come riporta la prefazione della sua ultima fatica letteraria: “cosa è stato e come si è sviluppato un periodo storico di cui hanno poche e, spesso, distorte informazioni manipolate dalla cultura imperante, in gran parte asservita al potere dei nuovi padroni”.

“Mani sul terremoto”, questo il titolo del suo libro, è più di un fedele resoconto sui fatti del sisma. E’ un modo per scavare nelle pieghe del dramma. Di svelare al lettore l’altra faccia dell’emergenza in Campania. 
“Mani sul terremoto”, tuttavia, è anche il nome di un’inchiesta del filone “Mani Pulite” relativa alla gestione dei fondi destinati ai Comuni danneggiati dal sisma. E, guarda caso, è il primo titolo della collana “A colpi di inchiesta”, della casa editrice Spazio Creativo. Uno spazio concepito appositamente per approfondire fatti e misfatti della nostra storia utilizzando gli strumenti che hanno fatto grande la professione del giornalista, nel pieno rispetto del principio dell’imparzialità ma anche, perché no, del revisionismo, laddove questo significhi dare un calcio a “verità di comodo” e “vulgate” preconfezionate ad arte. Senza per forza doversi schierare per l’una o per l’altra tesi solo perché così vuole la cultura asservita al regime imperante. 
A “colpi di inchiesta” si propone di scavare tra carte, documenti e testimonianze che si credevano sepolti per sempre negli archivi della memoria, andando a caccia delle “verità perdute”. Sì, anche di quelle scomode. Facendo nomi e cognomi di quanti potevano fare qualcosa e non hanno fatto. Potevano agire ed hanno preferito frenare, nascondendosi dietro comode etichette di partito e commissioni parlamentari. Verità che, ora più di prima, ci fanno comprendere di quale e quanti occasioni perdute sia stata lastricata la strada che conduce al riscatto della Terra Felix. 
Reportage che scottano, dossier. Libri di inchiesta. Come, appunto, quello scritto da Funaro. 
Giornalista professionista, Pietro ha ricoperto varie cariche nella Democrazia Cristiana. Un partito, l’ex “Balena Bianca”, rimasto coinvolto (e non poco) nei fatti scomodi della ricostruzione. Quale punto di osservazione migliore del suo, dunque? E quale osservatorio più idoneo di questo per provare a fare giustizia delle tante bugie propinate al prossimo come fossero puro vangelo? E quale titolo migliore per inaugurare una collana che punta a far luce, in maniera spassionata, sulle verità legate ai fatti del 23 novembre del 1980? Nel suo libro, Funaro può fare affidamento sul contributo di professionisti come Ermanno Corsi, Paolo D’Auria, Giulio Di Donato e Antonio Fantini. Firme di peso, ulteriore valore aggiunto a un’opera in cui tocca ai protagonisti spiegare i perché di certe scelte, e quali furono le posizioni assunte dai loro schieramenti politici. Un libro che è “già” di peso. Un reportage che scotta. E’ a loro, ai protagonisti di quegli anni tribolati, che Funaro lascia la parola. Anche a chi è stato posto sul banco degli imputati, “non solo in senso giudiziario”. Una fotografia efficace, quella di “Mani sul terremoto”. Un excursus minuzioso delle soluzioni che furono adottate nell’imminenza del dramma, ma anche nei mesi che seguirono. E delle motivazioni che ne furono alla base. Per raccontare quel periodo, chiosa Funaro non dal punto di vista dei “novelli profeti della verità”.

 


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