NAPOLI ASPETTA GODOT? Cronache non turistiche per viaggiatori e residenti - Salvatore Casaburi

napoli_aspetta_godotAutore: Salvatore Casaburi
Titolo: Napoli aspetta Godot?
Sottotitolo: Cronache non turistiche per viaggiatori e residenti
Descrizione: Volume in formato 8° (cm 21 x 14); 130 pagine.
Luogo, Editore, data: Napoli, Tullio Pironti, 2011
ISBN: 9788879375573
Prezzo: Euro 10,00
Disponibilità: In commercio

Una tormentata dichiarazione d’amore a una città unica, Napoli. Ricomponendo il mosaico delle percezioni, delle riflessioni, della rabbia e del disincanto, Casaburi trasforma in avvincente scrittura narrativa la vita urbana, restituendo al “tempo della città” il suo carattere unitario, e sottraendolo alle mode, agli stereotipi, ai compiacimenti estetizzanti.
Il libro è dunque una stazione di sosta obbligata da cui ripartire per ricominciare a parlare di Napoli come città universale, soprattutto in un momento storico, come quello che stiamo attraversando, che impone di rifiutare l’abbraccio nefasto dei luoghi comuni. 
Un elogio del dubbio, perché solo i dubbi della ragione possono aprire le porte alla speranza. 
Per Napoli e per il Sud.

Ne sono consapevole e me ne assumo la responsabilità. La rivelazione è di quelle che lasciano sconcertati: Samuel Beckett è nato a Napoli. Tutti credono che l’Autore dell’Assurdo sia irlandese, ma è un errore grossolano. Solo uno che è nato a Napoli può aver pensato Estragone e Vladimiro. Solo un napoletano può conoscere l’arte difficile e ammaliante dell’attesa senza inizio e, forse, senza fine. E poi, solo Napoli ha il suo Godot che non può, non deve mancare all’appuntamento a lungo rinviato. Potrà spostarlo di un giorno o di mille, ma quando il tempo sarà giunto, come nell’Ecclesiaste, egli si paleserà, perché le nottate passano sempre. E questo lo dice pure Eduardo, sulle cui origini napoletane sicuramente non ci sono dubbi. Beckett, fingendosi irlandese, ha dato all’entità di cui si attende la venuta un nome di copertura, un’astuzia raffinata per non chiamarlo espressamente San Gennaro o Maradona che poi, come le antiche divinità alle quali si attribuivano nomi diversi, sono la stessa cosa e fanno gli stessi miracoli. Infatti i miei concittadini li venerano allo stesso modo. Per questo, prima o poi, sono sicuro che anche a Napoli gli alberi si copriranno di foglie, per anticipare l’epifania tanto prefigurata. Godot, allora, sarà il nome del nuovo giorno.
Quindi, ora che lo sapete, ditelo agli storici della letteratura, rimettete sui suoi piedi la verità a lungo negata: Samuel Beckett è nato a Napoli!
Questo libro è dedicato a tutti coloro che continuano ad aspettare il loro riluttante Godot, a tutti i Vladimiro e gli Estragone che, a Napoli e in qualunque altra parte del mondo, attendono caparbiamente la notte che precede l’alba del giorno nel quale l’attesa avrà termine. Perché nulla è assurdo nel mondo capovolto dell’esistenza di città a lungo attraversate e narrate.

Salvatore Casaburi, è nato a Napoli, a pochi passi da Porta Capuana, all’indomani della fine della seconda guerra.

La piazza simbolo della città è spesso presente nei suoi racconti, trasformandosi in un’ideale Itaca a cui tornare, per poi riandare nell’altrove della narrazione. Agli studi sulla comunicazione culturale affianca la sua attività di scrittore. Ha pubblicato: La casa sulle metropolitane. Della storia, della pazienza, della memoria e dell’oblio (Edizioni Intra Moenia, 1999); La lettera di Soterio (Dante & Descartes, 2002); Millenovecentocinquantasei. Disincanto napoletano (Dante & Descartes, 2005). Collabora con il quotidiano «la Repubblica» e con la rivista della «Fondazione Premio Napoli».

 


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