CARLO. L'UTOPIA DI UN REGNO - Luciano Garella

carlo l utopia di un regno a cura di luciano garellaCuratore: Luciano Garella
Titolo: Carlo. L'utopia di un regno
Comitato di redazione: Ermanno Colucci, Patrizia Nicoletti, Rosa Romano d’Orsi.
Descrizione: Volume in formato 8° (cm 23 x 15); 216 pagine; illustrazioni in b/n e a colori; tavole a colori; peso: Kg 1,10
Luogo, Editore, data: Napoli. ArtstudioPaparo, 2017
Collana: 
ISBN: 88-99130-41-8 - EAN: 9788899130411
Prezzo: Euro 30,00
Disponibilità: In commercio


A Carlo, in seguito Carlo III allorché diverrà re di Spagna (1759), si deve una complessiva riforma dello Stato attuata attraverso quella di sue significative porzioni e/o funzioni ma anche un rilancio dell’economia altrimenti stagnante e legata pressoché indissolubilmente allo sfruttamento agricolo del latifondo così come la definizione di una politica statuale autonoma, fors’anche indipendente, da quelle che erano al tempo le indicazioni delle maggiori potenze.

L’opera di Carlo di Borbone non può e comunque non potrebbe non essere ricordata e analizzata adeguatamente se non si potesse o volesse valutarne anche la capacità di incidere sulla crescita e l’affermarsi delle arti nel loro complesso e sul valore dell’azione da lui svolta per l’affermazione della cultura in un paese, va rammentato, con una popolazione quasi del tutto analfabeta.
In tal senso, e forse non casualmente, il re promosse gli studi così come durante il suo regno si diede impulso all’attività editoriale e si procedette all’effettuazione dei primi scavi delle antiche città di Pompei ed Ercolano con tutte le ricadute che queste scoperte hanno provocato in ogni campo o settore dello scibile.

Nel volume sono raccolti un numero considerevole di saggi elaborati da funzionari della Soprintendenza; saggi che spaziano, sempre nell'ambito delle materie di competenze, dallo studio dell'architettura e dei restauri effettuati per la conservazione e/o valorizzazione dei plessi monumentali, alla storia dell'arte, all'economia od alle trasformazioni sociali e civili, attuate o previste queste ultime durante il regno di Carlo.
I saggi trattano delle principali realizzazioni connesse all'evidente necessità di mostrare il proprio potere temporale (il Palazzo Reale; la reggia di Capodimonte; la reggia di Portici), mentre altri  si occupano di quanto il re fece per migliorare le infrastrutture della città con le inevitabili benefiche ricadute di tali opere sul tessuto economico.

Tra i saggi, uno porta all'attenzione del lettore la continuità e coerenza di relazioni tra la Calabria e la capitale del regno, così come desunto dall'avvio di attività estrattive e manifatturiere collegate alla valorizzazione dei giacimenti di ferro lì esistenti.Mentre in un altro contributo ci si sofferma su l'operato del re che impiegava oltre ai giochi ed alle distribuzioni dei viveri, panem et circenses di imperiale romana memoria, la magnificenza delle sue realizzazioni, perenni od effimere che fossero, per alimentare il culto della personalità, e, attraverso il bello sapeva lusingare e ammaliare i suoi sudditi; rivaleggiando con le più importanti dinastie regnanti del tempo.

Altri saggi parlano delle scoperte e del restauro di cicli decorativi nel palazzo reale di Napoli o in altri edifici poco conosciuti.
Inoltre sono state indagate le impressioni dei viaggiatori, per lo più stranieri, che durante grand tour avevano lasciato testimonianze sull'ambiente napoletano al tempo di Carlo.
Alcuni autori poi hanno inteso dare un contributo in un quadro di riferimento di idee e di nozioni, di carattere economico così come civico o legislativo et alia elaborate dai grandi, e non di rado innovativi, pensatori di quel periodo.
Il volume è stato curato da Luciano Garella, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Napoli
La pubblicazione è stata edita grazie al supporto di Databenc, Distretto ad Alta Tecnologia per i Beni Culturali e promossa dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Napoli. L'obiettivo del lavoro è quello di rappresentare e rendere visibile la qualificata e costante presenza del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo nel  tutelare, restaurare e valorizzare le opere che resero Napoli capitale di un regno.

 


richiedi infoformazioni

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn
Questo sito raccoglie dati statistici anonimi sulla navigazione, mediante cookie installati da terze parti autorizzate, rispettando la privacy dei tuoi dati personali e secondo le norme previste dalla legge.
Continuando a navigare su questo sito, cliccando sui link al suo interno o semplicemente scrollando la pagina verso il basso, accetti il servizio e gli stessi cookie.