L'EQUATORE. Un giornale borbonico documenta l'unificazione italiana - Francesco Maurizio Di Giovine

l equatore francesco maurizio di giovineCuratore: Francesco Maurizio Di Giovine
Titolo: L'Equatore
Sottotitolo: Un giornale borbonico documenta l'unificazione italiana
Introduzione di Francesco Maurizio Di Giovine
Descrizione: Pagine 109
Luogo, Editore, Data: Editoriale Il Giglio, 2004
Prezzo: Euro 14,00
Disponibilità: In commercio

L’Equatore era un giornale borbonico, legittimista e cattolico. Il primo numero uscì l’11 gennaio 1861; il giornale avrebbe dovuto avere cadenza bisettimanale ma si poté pubblicare soltanto tre numeri. Il 21 gennaio, la redazione fu assalita e devastata da una banda di camorristi al servizio del regime, e il giornale fu chiuso. Per ironia della sorte, proprio sull’ultimo numero uscito, era stata pubblicata la notizia della nomina di Liborio Romano a consigliere di luogotenenza per gli Interni.



Nulla si sa dei redattori: non si conoscono i nomi né si sa quale fu la loro sorte. Probabilmente non fu dissimile a quella di altri che proseguirono la loro opera, come Giacinto de’ Sivo, che pochi mesi dopo pubblicherà La Tragicommedia.

Il contesto storico
Con l’arrivo di Garibaldi, il 7 settembre 1860, e l’inizio dell’occupazione militare, una feroce repressione cancellò tutte le libertà civili, prima fra tutte quella di stampa. Solo pochi eroici patrioti, dalle colonne dei loro giornali, continuarono a denunciare i soprusi dei rivoluzionari e ad informare i Napoletani sulla difesa del Regno e sui contatti diplomatici in corso con le grandi Potenze europee.

Gli autori de L’Equatore, tutti anonimi, appartengono proprio alla schiera di questi eroici giornalisti che sfidarono la violenza del nuovo regime per dare speranza al popolo napoletano. Il titolo scelto per il loro giornale voleva sottolineare la distanza da entrambi i poli dello schieramento politico, liberali e democratici, che si erano imposti a Napoli dopo l’occupazione. Sottoposti alla censura, i redattori erano costretti a riportare articoli di giornali stranieri per diffondere notizie sulla difesa armata del Regno. Con la stessa tecnica, i giornalisti dell’Equatore riuscivano a dare informazioni sulla crescente simpatia che l’eroismo di Francesco II e dei suoi soldati incontrava in tutta Europa, alimentando le speranze che un loro intervento potesse fermare l’aggressione piemontese.

Il giornale intendeva offrire anche un servizio di pubblica utilità ai lettori, nel caos in cui si trovava la Capitale nell’avvicendamento tra dittatura garibaldina e luogotenenza d’occupazione. Sin dal primo numero, infatti, furono pubblicati gli elenchi dei trasferimenti imposti dal nuovo regime nei ranghi della Magistratura. Le lunghe sequele di nomi evidenziano la premeditata volontà del nuovo regime di stravolgere e di cancellare tutto quello che poteva sopravvivere del precedente ordine, sradicando i giudici dalle loro sedi, promuovendo chi non si opponeva al regime e spingendo al ritiro chi invece rimaneva fedele all’antico giuramento.

Il curatore dell’opera
Appartenente ad un’antica famiglia di Lucera (FG), Francesco Maurizio Di Giovine è un appassionato studioso della storia delle Due Sicilie. Redattore della rivista L’Alfiere, da anni conduce un’ampia opera di consulenza e di divulgazione su temi della storia preunitaria, tenendo conferenze in tutta Italia. Ha collaborato con i quotidiani Il Giornale di Napoli e Il Giornale del Sud.

Per l’Editoriale Il Giglio ha curato il saggio introduttivo su Giacinto de’ Sivo, in La Tragicommedia, ha scritto 1799 Rivoluzione contro Napoli ed è coautore di La difesa del Regno.

 


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