I PRIGIONIERI DEI SAVOIA. La vera storia della Congiura di Fenestrelle - Alessandro Barbero

i prigionieri dei savoiaAutore: Alessandro Barbero
Titolo: I prigionieri dei Savoia
Sottotitolo: La vera storia della Congiura di Fenestrelle
Descrizione: Volume in formato 8°; 368 pagine
Luogo, Editore, data: Bari, Laterza, 2012
Collana: I Robinson. Letture
ISBN: 9788842095668
Prezzo: Euro 18,00
Disponibilità: In commercio


 "La sera del 9 novembre 1860 una colonna di soldati in lacere uniformi turchine, disarmati e sotto scorta, marciava lungo la tortuosa strada di montagna che risale la Val Chisone, nelle montagne piemontesi, verso la fortezza di Fenestrelle, costruita a 1200 metri di altezza sul livello del mare. Erano prigionieri dell' esercito borbonico catturati per lo più a Capua il 2 novembre, trasferiti per mare da Napoli a Genova e poi trasportati in treno fino a Pinerolo e da lì a piedi, giacché non c'era altro mezzo, alla fortezza. Il 6 luglio 2008, sotto una pioggia battente, un gruppo di aderenti e sostenitori dei Comitati Due Sicilie salì a Fenestrelle e inaugurò una lapide che dice testualmente: 'Tra il 1860 e il 1861 vennero segregati nella fortezza di Fenestrelle migliaia di soldati dell' esercito delle Due Sicilie che si erano rifiutati di rinnegare il re e l'antica patria. Pochi tornarono a casa, i più morirono di stenti.
I pochi che sanno s'inchinano.'

Duccio Mallamaci, coordinatore per Piemonte e Calabria del Partito del Sud, tenne un discorso in cui definì Fenestrelle un campo di sterminio come Auschwitz o Belzec, e affermò che 8000 uomini vi erano morti di fame e di freddo.
Tutti i fatti che abbiamo raccontato fin qui sono veri: tanto la risalita della colonna dei prigionieri la notte fra il 9 e il 10 novembre, quanto la manifestazione del 6 luglio 2008. Quasi tutto quello che venne detto in quest'ultima occasione a Fenestrelle è invece menzogna e mistificazione."

«L'idea di inviare al Nord i prigionieri di guerra si impose fin dall'inizio, per due motivi indipendenti l'uno dall'altro: per un verso, le autorità a Napoli, sia civili sia militari, erano molto preoccupate di dover farsi carico di tutta quella gente, e mancavano completamente di strutture adeguate; per altro verso, nell' euforia del momento si pensava che non ci sarebbe stata nessuna difficoltà ad arruolare direttamente i soldati napoletani nell'esercito italiano, in una prospettiva di confluenza pacifica dell'intero regno delle Due Sicilie nel nuovo regno d'Italia."

Alessandro Barbero insegna Storia medievale presso l'Università del Piemonte Orientale, sede di Vercelli. Studioso di prestigio, noto al grande pubblico, ha pubblicato molti volumi. Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo è il primo dei suoi romanzi di successo (Premio Strega 1996, tradotto in sette lingue), al quale altri sono seguiti, tutti editi da Mondadori. 

 


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