L'ARCHIVIO DI ANNA MARIA ORTESE. Inventario - Rossana Spadaccini, Linda Iacuzio, Claudia Marilyn Cuninale

L'ARCHIVIO DI ANNA MARIA ORTESE. Inventario - Rossana Spadaccini, Linda Iacuzio, Claudia Marilyn CuninaleAutore: 
Curatore: Rossana Spadaccini, Linda Iacuzio, Claudia Marilyn Cuninale 
Titolo: L'Archivio di Anna Maria Ortese
Sottotitolo: Inventario
Descrizione: Volume in formato 8° (cm 24 x 17); 200 pagine
Luogo, Editore, data: Napoli, Archivio di Stato di Napoli - Associazione Culturale Sebetia, 2006
ISBN: 
Prezzo: Euro 15,00
Disponibilità: 2 esemplari

 


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Anna Maria Ortese, singolare scrittrice, fra le più grandi del Novecento italiano. Pienamente consapevole di essere un soggetto produttore di un archivio. Nei suoi appunti, infatti, annotava spesso la necessità di mettere ordine nelle carte, di rispondere alle lettere dei suoi illustri corrispondenti, conservandone le copie dattiloscritte, di rivedere i suoi testi, stabilendo un ordine fra le bozze dei romanzi, continuamente rilette, corrette, riscritte.
Con questa prima presentazione si intende valorizzare e comunicare la straordinaria ricchezza e la particolare rilevanza - sul piano culturale e su quello sociale - della documentazione prodotta dalla Ortese.

Anna Maria Ortese è nota soprattutto per "Il mare non bagna Napoli", pubblicato nel 1953 con esiti clamorosi e controversi: il suo ritratto, lucido e spietato, della città e degli intellettuali napoletani, le procurò stroncature e aspri risentimenti che, con tutta probabilità, incisero fortemente sulla fortuna critica delle sue opere e sul tormentato rapporto con la sua città di elezione, dove peraltro, fra il '45 e il '50, si era appassionatamente impegnata come redattrice della gloriosa rivista "Sud", recentemente rifondata. La Ortese, in realtà, aveva pubblicato poesie e novelle fin dal 1933. Ma è del 1937 l'edizione della sua prima raccolta di novelle: "Angelici dolori", promotore Massimo Bontempelli. Saranno, però, "Il porto di Toledo", pubblicato nel 1975 - una sorta di autobiografico romanzo di formazione, misto di prosa e di poesia - e la trilogia del fantastico a conquistarle un pubblico più vasto. "L'iguana" (1965), "Il cardillo addolorato" (1993), "Alonso e i visionari" (1996), infatti, restano impressi in modo indelebile nel ricordo dei lettori, con i protagonisti-bestie umane, che popolano l'universo "visionario" della scrittrice. Dopo una vita travagliata e raminga, divenuta appena più sopportabile a seguito del conferimento del vitalizio previsto dalla legge Bacchelli, Anna Maria Ortese, approda a Rapallo, dove muore, il 10 marzo del 1998.

 


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