LA MASSONERIA NELLE DUE SICILIE E I "FRATELLI" MERIDIONALI DEL '700. Le province. Vol IV - Ruggiero Di Castiglione

la massoneria nelle due sicilie ruggiero di castiglioneAutore: Ruggiero Di Castiglione
Titolo: La Massoneria nelle due Sicilie Vol. IV
Sottotitolo: E i "fratelli" meridionali del '700 - Le Province
Descrizione: Volume in formato 8° (cm 24 x 17); 480 pagine.
Luogo, Editore, data: Roma, Gangemi, 2012
Collana: Sociologia, Politica, Diritto, Economia
ISBN13: 9788849224009 978-88-492-2400-9
ISBN10: 8849224001 88-492-2400-1
Prezzo: Euro 40,00

Disponibilità: In commercio

 


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Le prime testimonianze latomiche nel Regno delle Due Sicilie risalgono al periodo della dominazione austriaca per iniziativa della Grand Lodge of England, che reclutò, al riguardo, il noto musicista lucchese Francesco Xaverio Geminiani (1687-1762), considerato generalmente come il primo libero muratore italiano («iniziato» all'estero).

L'11 maggio 1728 le autorità massoniche di Londra emisero, a suo nome, una deputation (un mandato) per la costituzione, in Napoli, di una loggia dal titolo «Perfetta Unione». Ignoriamo se le «colonne» di tale «officina» furono effettivamente «innalzate» oppure siano rimaste confinate in un progetto mai realizzato. Di certo bisognerà attendere all'incirca 15 anni per trovare traccia di una regolare loggia installata nella capitale duosiciliana. La massoneria meridionale si sviluppò, dopo la prima metà del '700, per l'intero territorio regnicolo, erigendo Templi in tutte le principali città, spesso coinvolgendo nella sua opera di proselitismo anche centri di remota periferia. Si calcola che, tra gli anni '80 e '90 del secolo XVIII, il numero delle logge nel mezzogiorno d'Italia era ben superiore alle 120 unità con migliaia di entusiasti adepti. Dopo i volumi sulla città di Napoli (II e III) e sulla Sicilia (V), le pagine del presente testo intendono illustrare un fenomeno che, malgrado ripetute condanne pontificie e governative, attecchí in profondità anche nelle estreme province (Terra di Lavoro, Molise, Abruzzi, Puglie, Basilicata e Calabria), soffermando la propria attenzione sui principali esponenti delle locali logge, in gran parte «dimenticati» o «ignorati», ma degni di essere ricordati come custodi di un'antica sapienza mediterranea e come antesignani di un risorgimento nazionale. 

 

 


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