FEDERICO II A NAPOLI - Antonio Parlato

FEDERICO II A NAPOLI - Antonio ParlatoAutore: Antonio Parlato
Titolo: Federico II a Napoli
Descrizione: Volume in formato 8° (cm 24 x 17); 164 pagine.
Luogo, Editore, data: Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, febbraio 1999
Collana: 
ISBN: 8881147726
Prezzo: Euro 21,00
Disponibilità: In commercio

 


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«Un mostro la cui bocca non proferisce che oscenità si è levato dal mare e infuria con le zampe di un orso e le fauci di un leone... con i suoi ferrei artigli e le sue zanne vuole tutto lacerare, e con i suoi piedi tutto schiacciare, onde distruggere le mura della fede cattolica.. osservate il capo, il corpo e le membra di questo mostro, chiamato Federico imperatore...». Così la collera di Innocenzo IV si espresse contro il grande suo nemico. E Federico gli rispose: «Ma chi siede sulla cattedra della dottrina pervertita? Il fariseo unto dai seguaci dell'olio della nequizia, il Sacerdote romano dell' epoca nostra.. Egli. infatti, che solo di nome è Papa, ci ha qualificato il mostro di calunnia che sale dal mare, rivestito dei colori della pantera. E noi affermiamo essere lui il mostro...Questo grande drago che ha gettato il disordine nel mondo intero, non è altro che l'Anticristo gli è il principe dei prìncipi delle tenebre.. .E lui che porge i calici pieni di fiele per arrecare danno alla terra ed al mare...». Nel Duomo di Napoli c'è la tomba di Innocenzo IV fondatore del nepotismo e che fu anche colui che trasformò Lione, dalla quale aveva scomunicato Federico, in un «unico grande bordello». Ma la ricerca di Antonio Parlato sulla memoria storica che Napoli conserva di Federico non riguarda solo il grande conflitto tra la Chiesa e l'Impero. L'autore ripercorre i luoghi dell' età federiciana dall'Università , ai porti. agli arsenali, a Castel Normandia a Castelcapuano, alla Giudecca e ai fondaci dei Pisani, dei Genovesi, e l'economia e la cultura nell'età sveva di Napoli, perchè siano riscoperte nell'immaginario collettivo, in un affascinante percorso, i segni, più numerosi di quanto si pensi, della identità di Napoli sveva. Straordinariamente attuale anche nel quadro di una sintesi tra lo Stato nazionale e le autonomie locali che dal Duecento fino ai nostri ci giorni connota la questione delle antonomie locali e del loro indispensabile ricondursi alla solidarietà nazionale ed alla sintesi con lo Stato.
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