NAPOLI NEL MEDIOEVO. Segni culturali di una città.

napoli_nel_medioevoAutore: Aa. Vv.
Titolo: Napoli nel medioevo.
Sottotitolo: Segni culturali di una città.
Descrizione: Volume in formato 8° (cm 20 x 12); 172 pagine; illustrazioni a colori.
Luogo, Editore, data: Lecce, Congedo, 2007
ISBN: 9788880867456
Prezzo: Euro 12,00
Disponibilità: In commercio


I contributi messi a disposizione dagli autori del volume hanno consentito di riavviare una collana ferma ormai da qualche anno al terzo volume dedicato alla Salerno medievale. Si è reso possibile così riunire una serie di riflessioni su aspetti differenti della vicenda urbana di una città, la cui coscienza di capitale, sostituendosi ad un certo punto, a quella di Palermo, e tale accolta dal comune sentire del meridione -e non è fuori luogo, forse, dire del meridione continentale- durerà sino all'epoca dell'indiscusso primato culturale nel territorio dell'ex Regno delle due Sicilie, rimasto pressochè immutato ancora per tutta la prima parte del sec. XX [...].

La presenza della corte a partire dal Trecento contribuì a conferire questo ruolo alla città partenopea, già sede, si diceva, dello Studium di medicina. La fondazione federiciana dell'Università non varrà solo a dare l'abbrivio ad una nuova ideologia politica, ma ad aprire Napoli a quell'umanesimo cosmopolita confermatosi successivamente con la presenza e l'azione della monarchia angioina prima e aragonese poi attraverso anche l'emancipazione della cultura dal controllo e monopolio delle scuole teologiche domenicane e francescane istituite presso San Domenico Maggiore e San Lorenzo Maggiore. Il rinnovamento urbanistico con la “diversa destinazione funzionale delle singole zone cittadine”, l'incremento dell'edilizia religiosa, effetto dei legami che univano la monarchia angioina al papato, la costruzione di nuove fabbriche monumentali, non sarebbero stati tutti insieme sufficienti a fare di Napoli “una delle prime capitali dell'Europa monarchica alla fine del tredicesimo secolo”, il cui “modello è  Parigi”, nonostante l'eredità di Federico II.

 


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