IL MEDAGLIERE - Salvatore D'Auria

Il_MedagliereAutore: Salvatore D'Auria
Titolo: Il Medagliere.
Sottotitolo: Avvenimenti al Regno delle Due Sicilie già Regno di Napoli e Regno di Sicilia. 1735 - 1861
Descrizione: Edizione rilegata in tela, con sovraccoperta illustrata, con titoli e fregi in oro al piatto anteriore ed al dorso; in formato 4° (cm 32 x 23,5); 367 pagine; moltissime illustrazioni in b/n e a colori. Edizione a tiratura limitata a 600 esemplari numerati a mano
Disponibilita':  No

 

Le medaglie presentate in questo libro testimoniano gli avvenimenti del periodo storico dal 1735, anno del ritorno dei Regni di Napoli e di Sicilia all'autonomia dinastica con Carlo di Borbone, al 1861, anno dell'esilio di Francesco II e fine del Regno delle Due Sicilie. A distanza di anni, oggi possiamo certamente affermare che le medaglie hanno adempiuto alla funzione celebrativa per le quali erano state concepite, e ai nostri occhi la visione e la certezza di quelle vicende è chiaramente leggibile.


Esse tramandano a noi gli eventi piu' importanti di quel periodo, sia politici che storici, militari, religiosi, personali dei Reali, e tutto quanto hanno cercato di ricordare ai posteri. E' dunque la memoria del Reame piu' importante d'Italia, con i fasti, le glorie, la storia che ritorna a vivere sotto i nostri occhi, grazie a questa tangibile documentazione di avvenimenti che godra' del ricordo delle future generazioni cosi' come avveniva con i cosiddetti 'medaglioni' nell'antichita'. Sono stato coadiuvato in questo lavoro dall'esperienza di conoscitori, collezionisti, mercanti ed esperti di medaglie dei Borbone, e spesso ho avuto dei consigli preziosi.

Dall'inizio mi sono imposto dei limiti quali: attenermi ai documenti originali, adottare una interpretazione oggettiva, escludere le considerazioni personali e soggettive ed evitare le supposizioni. La lettura e la descrizione delle medaglie è stata condotta al microscopio, e i risultati dell'attenta osservazione è riportata esattamente. La datazione è quella riportata sulle medaglie, e quando manca , è limitata dalle parentesi, giungendo a questo risultato con il suffragio di quanto ho potuto consultare ( Ricciardi, Siciliano, Julius, Bramsen, Tresor, Bollettino Circolo Numismatico Napoletano, Catemario, Coll. Banco di Napoli, Essling, Bartolotti, Scerni Neri, Coll. Museo di San Martino di Napoli, Coll. Santangelo del Museo Archeologico di Napoli, Museo di Brera, di Vienna, di Palermo e altre collezioni sia pubbliche che private, archivi, biblioteche ed altro ancora).

Ho anche tenuto presente che la data riportata sulle medaglie riguarda gli avvenimenti e non l'anno della loro "emissione", poiché a volte furono fatte dopo l'evento. Ho creduto opportuno e giustificato per la cronologia della datazione, non mettere a "parte" le medaglie degli Uomini Illustri e i Distintivi d'Onore e quelle premio o altre per il semplice motivo di dare di esse il giusto inquadramento, giustificandomi nel dire che esse furono coniate nel loro tempo e non a "parte". Nella descrizione ho preferito limitarmi ed ho adottato spesso una sintesi particolareggiata invece di una descrizione enfatica e ridondante.

Per quanto riguarda la descrizione delle leggende del dritto e del rovescio, grazie ad una piu' attenta analisi di esemplari di splendida conservazione nonché a pubblicazioni piu' aggiornate ed ai migliorati mezzi tecnici informativi, certamente non disponibili ai miei Illustri predecessori, ho apportato quelle modifiche necessarie al fine di poter catalogare esattamente ciò che le stesse medaglie riportavano.

Ho avuto occasione di ricollegare, anzi di scoprire che spesso le leggende in latino riportate sulle medaglie, appartenevano ad opere di sommi letterati della classicita' come Orazio, Virgilio, Cicerone , attestanti la profonda conoscenza degli artefici e maestri di Zecca nell'epoca delle varie emissioni e spesso erano suggerite dai dotti e dai piu' eruditi di quei tempi, il tutto finalizzato alla creazione delle medaglie che come un protocollo degli atti ufficiali, solennizzavano e consacravano ai posteri gli avvenimenti. Come è consuetudine ho dato una indicazione distintiva di ogni singola medaglia o gruppi che riguardano lo stesso avvenimento, avendo come orientamento la interpretazione delle leggende o la loro traduzione dal latino e spesso gli stessi documenti che ho avuto occasione di scoprire hanno riportato delle medaglie al loro riconoscimento ed al motivo vero per il quale vennero coniate.

Ho riportato 'primiter' la paternita' artistica delle medaglie firmate, non tanto per un atto di devozione ma come un elogio per l'opera eseguita dai valenti autori che "fecero" queste opere impareggiabili e per il giusto riconoscimento a loro dovuto. Per quanto riguarda il peso delle medaglie ho preferito omettere questi dati per il motivo delle differenze a volte ragguardevoli che si riscontrano su esemplari uguali poichè non erano vincolate a regole prefissate e le maestranze della Zecca si adeguavano al momento proprio in virtu' di una produzione libera, conferendo al prodotto caratteristiche e qualita' particolari ed uniche ad ogni esemplare.

Di tante medaglie ho narrato la "Historia" attenendomi esclusivamente alle fonti e spesso ai cronisti dell'epoca che con le loro interpretazioni e narrazioni spesso colorite con " la lingua Napoletana " tengono alto il ritmo degli eventi narrati. Di proposito non ho preso in esame una categoria specifica di medaglie, quelle uniface o placchette, alcune religiose ed altre di provenienza privata, la maggior parte di quelle in piombo, e quelle delle figlie dei Regnanti riguardanti gli avvenimenti dopo che si sono sposate, per il motivo di lasciare a quache altro studioso che ben piu' di me potra' fare e completare una futura appendice a questo libro.Una particolare riconoscenza agli studiosi del periodo storico considerato in questo libro che hanno pubblicato i loro lavori e ho avuto modo di consultare e di menzionare.

Mi sento infine vincolato da un dovere di pura riconoscenza e gratitudine per la stesura di questo libro, in particolare verso tutti i carissimi studiosi ed esperti nonché amici Giuseppe ed Alberto de Falco, Roberto Russo, Prof. Dott. Michele Pannuti, Dott. Gaetano Fiorentino, Dott. Massimo Carafa Jacobini, Gr. Uff. Dott. Francesco Giannoccaro, Prof. Antonio D'Ambrosio, Prof. Raffaele Adinolfi, Dott. Antonio Massa, Prof. Mario Macciocchi, Prof. Nicola Mancini, Prof. Antonino Cuomo, che con la loro raffinata, colta e ricca esperienza hanno saputo accendere i miei interessi e la passione per queste discipline, ed ancora un ringraziamento fraterno va' a coloro che sono stati munifici e dispendiosi di consigli determinanti.
Salvatore D'Auria

 


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