LA CITTA' DOLENTE - Axel Munthe

La_Citta_Dolente_pAutore: Axel Munthe
Titolo: La citta' dolente
Sottotitolo: A cura di Maria Concolato Palermo.
Descrizione: Volume in 8° (cm 20,5 x 12); 140 pagine.
Luogo, Editore, data: Atripalda (AV), Mephite, 2004
Prezzo: Euro
ISBN: 88-88655-24-7
Disponibilità: No

 

Il medico svedese Axel Munthe (Oskarshamm 1857-Stoccolma 1949), venuto a conoscenza durante un suo soggiorno in Lapponia dell'epidemia di colera scoppiata a Napoli, vi si reca rapidamente per offrire il suo aiuto.
La citta' dolente, il cui titolo originale in inglese è Letters from a Mourning City [Lettere da una citta' dolente], contiene le corrispondenze che Munthe invia ad un giornale svedese durante la sua permanenza a Napoli negli ultimi mesi del 1884 e all'inizio del 1885. Munthe fa partecipi i lontani lettori della sua esperienza nei quartieri piu' poveri e piu' abbandonati della citta' , descrivendo quanto di inimmaginabile stia accadendo a tanti loro abitanti, ma insieme mettendo in evidenza - lo sottolinea Pasquale Villari, che fu un suo appassionato sostenitore - "l'abnegazione, gli atti quasi eroici di sacrificio che facevano per aiutarsi fra loro".
Ne emerge un'immagine di Napoli viva, sofferta, contradditoria, ma sempre dignitosa, come poteva costruirla uno scrittore che questa citta' amava e quindi capiva profondamente.

"Accanto al letto erano state poste due candele accese, e accanto a lei giaceva la bambina su un mucchio di stracci dentro a un cesto da pescatori. Era ancora viva, ma la vavama, che sedeva li' sgranando il rosario, sapeva come me che stava morendo, se di fame o di colera, era difficile dirlo. Mandai la vecchia a cercare del latte, ma tornò senza averne trovato. Mentre mi sforzavo di far capire alla vecchia nonna come io sempre piu' pensassi alla doppia diagnosi di colera e di fame - dall'aspetto della poveretta si capiva come sapesse bene il significato della parola fame -, entrò nella stanza Annarella. Guardò la creatura per un momento, mormorando "Poverina! Poverina!" poi la prese su dal cesto e con un gesto superbo che non dimenticherò mai si apri' la logora giacchetta e si portò la bambina al seno. In quello stesso momento suo marito entrò nella stanza; è stato timoniere e non c'è molto di cui abbia paura, ma del colera, si', ne aveva, ed era venuto a portar via la moglie dalla casa infetta. Quando la vide con la bambina al seno impallidi'; sapeva che era a rischio non solo la sua vita, ma anche quella del proprio figlio, sano, ma non disse niente, si fece solo in silenzio il segno della croce. Se mi ricordo bene, anche il dottore se lo fece."

 


Axel Munthe, oggi ricordato soprattutto per l'autobiografica Storia di San Michele (1929), uno dei bestseller del secolo (risulta tradotto, fino al 1948, in 37 lingue), fa in questa sua opera d'esordio una straordinaria lettura della realta' tanto complessa e controversa della Napoli di quegli anni, tale da collocarlo nel ristretto gruppo dei suoi insostituibili interpreti.

 


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