ARTI E LETTERE A NAPOLI TRA CINQUE E SEICENTO. Studi su Matteo di Capua Principe di Conca - Andrea Zezza

arti_e_lettere_a_napoli_tra_cinque_e_seicento studi su matteo_di_capua princile di concaCuratore: Andrea Zezza
Titolo: Arti e lettere a Napoli tra Cinque e Seicento 
Sottotitolo: Studi su Matteo di Capua Principe di Conca 
Descrizione: Volume in formato 8° (cm 24 x 17); 464 pagine; 48 tavole a colori
Luogo, Editore, data: Milano, Officina Libraria
Collana: Saggi in officina
ISBN: 9788833670652 
Prezzo: Euro 39,00
Disponibilità: In commercio

 


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Matteo di Capua, conte di Palena e II Principe di Conca, Grande Ammiraglio del Regno di Napoli (1568-1607), fu il più munifico patrono delle arti e delle lettere a Napoli al passaggio tra il Cinque e il Seicento. Al suo servizio furono, uno dopo l’altro, l’anziano  Torquato Tasso e il giovane Giovan Battista Marino, insieme ad uno stuolo di artisti, letterati, artigiani, scienziati e uomini di cultura.
Il suo palazzo napoletano è stato spesso ricordato come dimora dei due grandi poeti, o per le conversazioni che lì si svolsero,
che portarono al processo per eresia per il celebre matematico Colantonio Stigliola.
Le sue collezioni di opere d’arte, ricchissime di opere attribuite a Raffaello, Tiziano, Andrea del Sarto ecc., sono sempre ricordate tra le più importanti a Napoli: esaltate dalle fonti coeve, da Tommaso Costo a Giulio Cesare Capaccio, assursero a ruolo di protagonista nelle Vite di Bernardo De Dominici, dove sono spesso ricordate (senza alcun fondamento) come il luogo in cui i pittori napoletani del Seicento avrebbero completato al loro formazione figurativa, davanti a illustri esempi ‘classici’. A dispetto del fatto che già alla fine dell’Ottocento se ne conoscessero gli inventari, la loro consistenza e la loro storia reale non erano mai state indagate.

La vicenda del principe, della sua famiglia, della sua corte, delle sue residenze di Conca, Caiazzo, Napoli e Vico Equense, delle sue collezioni era pertanto allo stesso tempo famosa e ignota. La ricchissima documentazione ritrovata e i saggi contenuti nel volume, in cui si confrontano storici della società, dell’architettura, delle arti antiche e moderne, della letteratura, della musica e del libro permettono di indagarne per la prima volta la breve storia, la formazione, la consistenza, la dispersione, il ruolo come punto di incontro tra le arti, le scienze e le lettere.


Sommario

A. Quondam | Prefazione
A. Zezza | Arti e lettera a Napoli tra Cinque e Seicento
G. Muto | Una corte nobiliare tra pubblico e privato. Le residenze

A. Pinto | I palazzi napoletani dei Palena e dei Conca
L. Di Mauro | Il gioco del pallonetto nella domus magna
S. Iorio | Il palazzo di Via Costantinopoli e il rapporto con i celestini di San Pietro a Majella
M. Gabriella Pezone | Il Castello di Vico Equense
F. Cubellotti | Il castello di Conca della Campania. Le collezioni e le commissioni di opere d’arte
M. Santamaria | Gli inventari delle collezioni
S. Iorio | La formazione della collezione attraverso i documenti dell’Archivio Storico del Banco di Napoli
I. Iasiello | La collezione di antichità
C. Caramanna | I dipinti del principe e un’ipotesi per Camillo Boccaccino
M. Rosaria Mancino | La collezione di arazzi del principe di Conca, tra acquisizioni e dismissioni
S. De Mieri | Di Capua e l’ambiente artistico partenopeo
M. V. Fontana | Matteo di Capua e Giovanni Balducci
A. Ferri | La collezione di Matteo di Capua nella residenza di Vico Equense
D. Antonio d’Alessandro | Una prima ricognizione sul mecenatismo musicale di Matteo di Capua. I libri, il pensiero scientifico e il controllo dell’inquisizione
P. Zito | La biblioteca del principe
S. Ricci | La cultura filosofico-naturalistica
L. Spruit | L’Inquisizione a Napoli ai tempi di Di Capua
P. G. Riga | Naturalia et mirabilia. Osservazioni sulla prosa letteraria di Giulio Cesare Capaccio
A. Cerbo | Matteo di Capua e Paolo Regio
E. Sanchez Garcia | Libri e teatro in castigliano alla corte dei Di Capua-Pacheco
C. Gigante | Le rime di Tasso per Matteo di Capua
C. Caruso | La Galeria del Cavalier Marino: stratigrafia

FINE

 


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