BERNARDO DE DOMINICI E LE VITE DEGLI ARTISTI NAPOLETANI - Andrea Zezza

bernardo_de_dominici_andrea_zezzaAutore: Andrea Zezza
Titolo: Bernardo De Dominici e le vite degli artisti napoletani
Sottotitolo:
Descrizione: Volume in formato 8° (cm 24 x 17); 112 pagine; 14 illustrazioni nel testo
Luogo, Editore, data: Milano, Officina Libraria, 2017
Collana: 
ISBN: 9788899765392  978-88-99765-39-2
Prezzo: Euro 16,00
Disponibilità: In commercio

Bernardo De Dominici (Napoli, 1683-1759) è tra le personalità più controverse della storiografia artistica italiana. Modesto pittore di paesaggi, mercante di disegni ed aspirante letterato, pubblicò dopo una lunga elaborazione, tre tomi di Vite de’ pittori, scultori e architetti napoletani (1742-1745). Concepita nel momento di maggior successo della scuola napoletana di pittura, tra i clamori dei successi internazionali di Luca Giordano, Paolo De Matteis, Francesco Solimena, l’opera costituisce il primo e il più ambizioso tentativo di costruire una storia dell’arte napoletana.

Nonostante qualche perplessità suscitata già al tempo della prima pubblicazione, le Vite costituiscono da allora un punto di riferimento essenziale per chiunque sia interessato alla storia dell’arte in Italia meridionale.
Costruite attraverso un uso estremamente disinvolto delle fonti, con largo ricorso a manoscritti ignoti e più che sospetti, le Vite non passarono il severo vaglio critico degli studiosi del secondo Ottocento, che dimostrarono l’inaffidabilità di larga parte del testo, soprattutto delle parti relative al Medioevo e al primo Rinascimento, e bollarono il loro autore come ‘Il falsario’ (così si intitolava un saggio di Benedetto Croce sul nostro autore). Nel corso del Novecento, a cominciare dai primi studi di Roberto Longhi, l’opera è stata largamente riabilitata, soprattutto per le sue parti sei e settecentesche.

Il libro, elaborato al termine di un lungo lavoro di edizione e commento dell’opera, condotto dall’autore in collaborazione con Fiorella Sricchia Santoro e con altri studiosi, offre per la prima volta una approfondita analisi della storia dell’opera, del contesto in cui fu concepita, dei metodi utilizzati dal biografo, della sua altalenante fortuna e del ruolo che ancora oggi può e deve svolgere per la conoscenza e la comprensione dell’arte napoletana.

 


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