FORENZA BAROCCA - Eisa Acanfora

forenza baroccaCuratrice: Elisa Acanfora
Titolo: Forenza Barocca
Catalogo della mostra. Forenza, 29 settembre - 28 ottobre 2012
Foto a colori di Luciano Pedicini
Descrizione: Volume in formato 8° (cm 30 x 21); 96 pagine; 64 illustrazioni in b/n e 27  illustrazioni a colori, 5 delle quali su doppia pagina e 11 a tutta pagina
Luogo, Editore, data: Napoli, Paparo, 2012
EAN: 9788897083504
Prezzo: Euro 32,00
Disponibilità: In commercio

Presentazione
Il catalogo Forenza barocca si inserisce sicuramente tra i volumi, relativi all'arte non solo regionale, di maggiore valore scientifico per la cura e l'approfondimento con cui i singoli pezzi presentati sono trattati.

La pubblicazione raccoglie lo straordinario patrimonio storico artistico custodito in maniera ingiustamente anonima nelle chiese cittadine di San Nicola, dell' Annunziata e, in gran parte, nel Santuario del Santissimo Crocifisso, vero scrigno prezioso di opere d'arte.

Tele e sculture, di autori anche famosi, sconosciute ai più. Dei napoletani Domenico Guarino e Francesco Manzone, del calabrese Angelo da Pietrafitta, del pugliese Nicola Antonio Brudaglio e del monogrammista NF, un pittore, formatosi certamente a Napoli, di cui si è supposta un'origine forenzese identificandolo in Nicola Federici. Sensazionale è la scoperta che fu attivo a Forenza Guglielmo Borremans, il pittore di Anversa che è noto soprattutto per la sua lunga attività in Sicilia.

È stato proprio questo il motivo ispiratore della fruttuosa collaborazione tra il Comune di Forenza e la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi della Basilicata, e a cui ha dato appoggio la Soprintendenza ai Beni Storici, Artistici ed Antropologici di Matera, che ha generato questo progetto, attuato da Porta Sibilla s.r.l. Società di Servizi per l'Arte sotto la cura scientifica della Prof.ssa Elisa Acanfora: svelare e far conoscere a tutti tesori ancora inesplorati con il preciso obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale e accrescere l'offerta territoriale.

L'oblio della memoria delle origini è un male che lentamente, ma in maniera costante, sta affliggendo le culture del nostro territorio. Non stiamo parlando della 'civiltà contadina', rispetto alla quale da tempo si è avviata un'azione intensa di sensibilizzazione e che naturalmente costituisce una radice comune, ma di un sostrato culturale sul quale si è realizzato e rafforzato un forte senso d'appartenenza e radicamento al territorio.

Cogliendo i molteplici caratteri della nostra società, della storia locale e delle diverse dominazioni che tanto hanno segnato la nostra cultura comune, è facile percepire un sentimento collettivo di identità profonda ogni volta che ci fermiamo a osservare con occhio attento il nostro patrimonio storico, artistico, architettonico, letterario e gastronomico.

Siamo figli di tante 'culture madri', da tutte abbiamo attinto, e il frutto di questo lungo cammino è una ricchezza da tutelare e da valorizzare. Italica, greca, romana, longobarda, bizantina, araba, normanna, angioina, aragonese, borbonica e risorgimentale, tutte culture presenti seppur in modo diverso nel nostro modo di vivere, parlare, rapportarci al prossimo, mangiare, costruire, che hanno lasciato tracce indelebili e ognuna va riscoperta, compresa a fondo e apprezzata.

Riappropriarsi di questo back-ground storico, artistico e culturale in generale è il fine a cui il progetto tende. Rinnovare la memoria comune richiede l'impegno concreto di tutte le forze sociali presenti e operanti sul territorio, oltre che l'attenzione da parte degli stessi cittadini, che seppur con alta scolarità - specie nelle fasce più giovani -, talvolta sembrano troppo distratti dagli impegni della vita moderna per essere concretamente attratti dalla passione per la riscoperta di quel bagaglio tanto glorioso in passato quanto dimenticato oggi.

Immaginiamo che spingere alla curiosità e ispirare alla conoscenza, cominciando dal portale del palazzo accanto alla propria casa, possa contribuire a far innamorare i cittadini della loro terra e spingerli a rimanervi, viverla con fierezza e costruirvi il futuro.

La naturale predisposizione alla conoscenza, presente nell'animo di ognuno e mai del tutto sopita, rappresenta l'imprescindibile punto di partenza per intraprendere il cammino verso il recupero di quanto ci unisce e ci identifica quali cittadini di un unico territorio.

Sulla scorta di questo ambizioso desiderio e faticoso obiettivo nasce questo progetto. Il catalogo vuole contribuire a colmare questa lacuna di memoria attraverso lo studio, l'approfondimento e la divulgazione di ciò che altri sono stati in grado di conservare e di tramandare fino ai nostri giorni.

È un strumento che mettiamo al servizio del territorio perché sia di supporto per chi il territorio lo conosce e di aiuto per chi il territorio ha voglia di conoscerlo.

Francesco Mastrandrea
Sindaco di Forenza

Indice del volume:

Presentazione - Francesco Mastandrea
Un evento e questioni di valorizzazione - Elisa Acanfora
Riscoperta del Sei- e Settecento - Elisa Acanfora
Dalla "Scuola di Paolo" alla "bella Tinta di Luca". Aggiunte a Domenico Guarino - Mauro Vincenzo Fontana
Messa a fuoco del barocco a Forenza - Luciano Pedicini
Apparati:
Catalogo
Opere segnalate
Biografie
Bibliografia essenziale

 


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