FANZAGO E FANZAGHIANI IN CALABRIA. Il circuito artistico nel Seicento tra Roma, Napoli e la Sicilia - Mario Panarello

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Autore: Mario Panarello
Titolo: Fanzago e fanzaghiani in Calabria
Sottotitolo: Il circuito artistico nel Seicento tra Roma, Napoli e la Sicilia
Introduzione di Marcello Fagiolo
Contributi di Ivano Iannelli, Roberto Carmine Leardi, Chiara Miceli, Maria Josè Pinilla, Dario Puntieri, Gianfranco Solferino.
Rilievi grafici di Alessandro Natale Amato e Cristiano Santacroce
Descrizione: Volume in formato 4° (cm 30 x 24);  624 pagine; ampio apparato iconografico in b/n
Luogo, Editore, data: Soveria Mannelli (CZ), Rubbettino, 2012
Collana: Studi per la Storia dell'Arte. N. 3
ISBN: 9788849834291
Prezzo: Euro 39,00
Disponibilità: In commercio

Il volume di Mario Panarello Fanzago e Fanzaghiani in Calabria. Il circuito artistico nel Seicento tra Roma, Napoli e la Sicilia affronta un argomento complesso, mai studiato nella sua organicità, relativo alla scultura, alle arti decorative e all'architettura del Seicento in Calabria e ai rapporti con i principali contesti culturali del centro e sud Italia, soprattutto attraverso l'indagine di figure meno note di formazione napoletana e romana attive nella regione. L'accurata osservazione delle opere, alcune delle quali mai considerate attentamente dagli studi, ha permesso una migliore interpretazione di particolari aspetti delle espressioni barocche grazie anche ad attente letture che hanno esaminato sotto una nuova luce manufatti rilevanti, come il ciborio della certosa di Serra San Bruno. La considerazione di nuove opere e l'approfondimento degli ambiti artistici hanno permesso di precisare, inoltre, l'attività di artisti notevoli come Pietro Bernini, Cosimo e Carlo Fanzago, Tommaso Montani, Innocenzo Mangani, Giovanni Andrea Gallo, Bartolomeo Mori, Andrea Falcone, Frà Diego da Careri e di altre personalità di non secondaria importanza, con indagini su Roma, Napoli, la Sicilia e la Spagna, in un circuito culturale nel quale si inserisce pienamente la committenza ecclesiastica e nobiliare calabrese.

Mario Panarello si è laureato nel 1995 in Architettura presso il Politecnico di Milano, nel 2003 ha conseguito il dottorato in Conservazione dei Beni Architettonici e Ambientali presso il dipartimento PAU della facoltà di Architettura di Reggio Calabria, si è nuovamente laureato nel 2007 in lettere Moderne presso la Sapienza di Roma. È attualmente professore a contratto di Storia dell'Arte nel corso di Restauro e Diagnostica dei Beni Culturali presso la Facoltà di Scenze della Terra dell'Università della Calabria e membro del Direttivo dell'Associazione "Giovanni Previtali".
Le sue ricerche sono incentrate in particolare sulle dinamiche artistiche del Sei e Settecento calabrese. Fra le sue pubblicazioni segnaliamo Francesco Colelli pittore (1734-1820). Documenti di Cultura artistica sul '700 calabrese. Rubbettino 1999; La "Santa Casa" di S. Domenico in Soriano Calabro. Vicende costruttive di un grande complesso barocco, Rubbettino 2001; il volume (a cura di) Architettura residenziale del Sei e Settecento in Calabria. Note per una catalogazione regionale, Jiriti 2005; Il Grande Cantiere del Santuario di S. Domenico di Soriano. Scultura, marmi e argenti, Rubbettino 2010; Artisti della tarda maniera nel viceregno di Napoli, Mastri scultori, marmorari e architetti. Rubbettino 2010.

È, inoltre, autore dei saggi: L'Immacolata in Calabria nella pittura e nella scultura dalla fine del Cinquecento agli inizi dell'Ottocento, in A. Anselmi (a cura di); L'Immacolata nei rapporti tra l'Italia e la Spagna, De luca 2008; La pittura del Seicento in Calabria tra Manierismo, naturalismo e classicismo, in A. Anselmi (a cura di); La Calabria del viceregno spagnolo, storia arte architettura e urbanistica, Gangemi 2009; Architettura e decorazione nelle dimore nobiliari del '600 e '700, in M. Fagiolo (a cura di); Atlante tematico del barocco in Italia. Residenze Nobiliari. Italia Meridionale, De luca 2010.
Suoi sono il progetto e la consulenza scientifica del Museo dei Marmi del convento domenicano di Soriano Calabro (2006-2010).

Ivano lannelli, Storico dell'Arte e membro del Direttivo dell'Associazione "Giovanni Previtali".

Roberto Carmine Leardi, laureato in Storia dell'Arte, studia in particolare le arti del Seicento napoletano.

Chiara Miceli, laureata in Storia dell'Arte, si occupa di alcuni aspetti artistici del Sei e Settecento in Calabria.

Maria Josè Pinilla, Storico dell'Arte dell'Università Valladolid, si occupa in particolare del Sei e Settecento e in modo specifico dell'iconografia e degli apparati festivi.

Dario Puntieri, Architetto e dottore di ricerca, studia in particolare l'architettura tardocinquecentesca e barocca in Calabria, è autore di diversi saggi.

Gianfrancesco Solferino, storico dell'arte, si occupa di scultura lignea e arti applicate in Calabria e nell'Italia meridionale, è consulente della chiesa e del convento di S. Francesco d'Assisi a Ripa Grande a Roma.

Dall'introduzione di Marcello Fagiolo:
"... Il tema di questo poderoso volume, l'influenza della cultura fanzaghiana in Calabria (ma anche in Sicilia), viene sviluppato sia attraverso le opere calabresi di Cosimo Fanzago sia attraverso la cerchia di artisti intorno a lui gravitanti, come gli ancora poco indagati Innocenzo Mangani o Giovanni Andrea Gallo principali interpreti del credo fanzaghiano a Messina e in Calabria. Il fulcro su cui confluiscono molte linee di ricerca, e su cui torneremo alla fine, è il ciborio della certosa di Serra San Bruno, del quale viene restituita graficamente la struttura originaria, in base anche alle risultanze di un attento rilievo. Grazie a nuove osservazioni e alla rilettura delle fonti documentarie, è stato possibile riconsiderare, accanto all'effettivo apporto di Fanzago, il ruolo dei suoi aiuti tra i quali emergono ora importanti scultori come Giuliano Finelli o Ercole Ferrata. Una nuova traccia documentaria consente di legare una fase del ciborio al soggiorno romano di Fanzago (1647 - 52): partendo da questo indizio, l'attenta analisi delle sculture conferma la connotazione romana del ciborio, anche attraverso il riesame delle opere fanzaghiane a Roma (soprattutto in S. Maria in via Lata) in cui viene rilevata l'interazione con scultori come Mangani.

La revisione degli incarichi di Fanzago nella città papale ha consentito di individuare il suo intervento nella decorazione policroma dei pilastri della navata di S. Pietro sotto la regia di Bernini: attraverso un' opera ricognitiva da detective, Panarello è riuscito infatti ad attribuire alla mano di Fanzago le immagini a bassorilievo di Felice III e Sisto III.

Allargando l'indagine alla Napoli del primo Seicento, emergono dati rilevanti su artisti attivi in un periodo in cui il passaggio a forme protobarocche ha gettato le basi della cultura artistica dei decenni successivi. Nelle realizzazioni marmoree di quegli anni, alle quali si collega lo stesso Fanzago, non è difficile cogliere inflessioni rnanieriste legate a Pietro Bernini e alla cerchia di scultori fiorentini allora attivi a Napoli....."

Indice del volume:
L'asse Firenze-Roma-Napoli: introduzione alle presenze fanzaghiane in Calabria, di Marcello Fagiolo

Per la Calabria: nuovi studi in un percorso storiografico sulle arti del Seicento

Dalla tarda maniera al barocco
EPISODI DI SCULTURA E DECORAZIONE FRA PIETRO BERNINI E COSIMO FANZAGO

Innocenzo Mangani e Giovanni Andrea Gallo nell'orbita di Cosimo Fanzago tra Roma e la Sicilia
DOCUMENTI, ATTRIBUZIONI E CONSIDERAZIONI

« ... reca stupore al tempo ... »
L'ALTARE MAGGIORE DELLA CHIESA DELLA CERTOSA DI SERRA SAN BRUNO

«Stat Crux dum volvitur orbis»
L'ICONOGRAFIA DELL' ANTICO ALTARE DELLA CERTOSA DI SANTO STEFANO DEL BOSCO

La statua di Sant'Ignazio a Catanzaro
NOTE DI STORIA E ICONOGRAFIA

Il portale fanzaghiano della chiesa di San Giorgio a Pizzo

Osservazioni sul monumento del duca di Petrizzi e su altre sculture commemorative del Seicento in Calabria

La statua di Fabrizio Caracciolo a Girifalco e la figura di Bartolomeo Mori

Nuove ipotesi per Francesco Grassia tra Roma e la Calabria
LE STATUE MARIANE DI SANT'AGOSTINO E CARAFFA DEL BIANCO

L'altare di Giovanni Maria Baratta nella chiesa di San Nilo a Rossano

Sull'altare di Martino Longhi del convento di San Domenico in Soriano
NOTE A MARGINE SULLA RICOSTRUZIONE GRAFICA DELL' OPERA PERDUTA

"Quasi Sol resurgens, ficiste effusit in Templo Dei"
LA CHIESA E IL COMPLESSO DOMENICANO DI SORIANO CALABRO: TIPOLOGIA E ICONOLOGIA

Una fonte e un documento per un'opera perduta
LA STATUA IN ARGENTO DEL PRINCIPE DI SAN SEVERO DEL SANTUARIO DI SORIANO

IL reliquiario di Bovalino
UNA MICROARCHITETTURA DI INFLUENZA ROMANA

Rare testimonianze decorative di stucchi seicenteschi in Calabria

Riflessioni sul ciborio nella Napoli del Seicento fa tradizione e innovazione
UNA CUSTODIA "RITROVATA" DI FRANCESCO BALSIMELLI FLORENTlNUS, di Roberto Carmine Leardi

La chiesa della Purissima Concezione di Salamanca, di Maria José Pinilla

Le sculture marmoree del retablo di Salamanca: un artista italiano tra maniera e barocco, di Mario Panarello, Gianfrancesco Solferino e Maria José Pinilla

Alcune considerazioni sulle perdute memorie funebri cosentine dei Firrao, di Chiara Miceli

La "corte d'onore" dell'antica certosa di Serra San Bruno: presenze architettoniche seicentesche, di Dario Puntieri

La produzione napoletana di Silvestro Faiella tra riflessioni, conferme e opere inedite, di Ivano Iannelli

Bibliografia generale

Indice dei nomi, a cura di Roberto Carmine Leardi

 


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