CAVA E LA SUA ABBAZIA NEI PAESAGGI DELLA CULTURA EUROPEA - Ada Patrizia Fiorillo

cava_e_la_sua_abbaziaCuratrice: Ada Patrizia Fiorillo
Titolo: Cava e la sua Abbazia nei paesaggi della cultura europea
Catalogo della mostra tenutasi a Cava de' Tirreni, presso il Complesso Monumentale di Santa Maria del Rifugio. 8 ottobre - 18 dicembre 2011
Descrizione: Volume in formato 8° oblungo (cm 21,5 x 23); 144 pagine;  illustrazioni a colori ed in b/n
Luogo, Editore, data: Sarno (NA), Gaia, dicembre 2011
Collana: Mille anni come una veglia nella notte
ISBN: 9788897741008
Prezzo: Euro 25,00
Disponibilita': In commercio


Nella seconda metà del Settecento l’esperienza del viaggio al Sud della penisola italiana, comincia a trovare una sua consacrazione sostituendo al tradizionale itinerario tra le città del Nord, l’asse Roma-Napoli. È in particolare l’eco delle scoperte di Pompei, Ercolano, Paestum a richiamare i viaggiatori da ogni parte d’Europa. Al culto dell’antichità, all’attrazione per il passato e per il mito della classicità si affiancano ulteriori prospettive che, sullo scadere del XVIII secolo, rivelano una nuova concezione del viaggio, passata da esperienza educativa e formativa ad avventura individuale. Un’avventura dello spirito per la quale ciò che viene ad essere superata è la leggenda di un Sud impenetrabile, cui ora si va incontro quale specchio dell’immagine più vera del Belpaese. Nelle motivazioni del viaggio in Italia, l’incontro con le regioni meridionali, spinto anche verso le province ed i luoghi più remoti, sollecita dunque il rinnovato motivo di un’evasione per la quale la conoscenza del passato sposa le ragioni di un intimo contatto con la solarità di queste terre, con il mito di una natura “incontaminata” ove rintracciare, con accento già romantico, la parte più autentica di se stessi. È in questi nuovi itinerari che si inserisce Cava, posta su una strada di passaggio e tappa sovente obbligata di quel cammino verso nuove frontiere tra le quali Paestum, la costa amalfitana, il Cilento o la Calabria. Sebbene la parte più cospicua dei viaggiatori che di essa lasciano un segno nelle testimonianze, scritte o dipinte, sia quella ottocentesca legata ad una nuova immagine del viaggio, non sono pochi coloro che la “ritraggono” ancora in pieno tour. Questa mostra segue l’itinerario del viaggiatore, il suo modo di guardare la città, connotandola di un’identità visiva che trova aderenza anche con la propria “immagine mentale”. È un viaggio che in qualche modo si fa cronaca. Esso è proposto su tre angolazioni di lettura che sottolineano differenti, ma ripetuti tagli iconografici restituiti nel tempo da pagine o taccuini, orientati a scegliere di volta in volta il contesto urbano, il paesaggio naturale, l’Abbazia e l’Eremo.

 


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