LUOGHI VIRGILIANI. Immagini nel tempo - Luciana Arbace

luoghi_virgilianiCuratrice: Luciana Arbace
Titolo: Luoghi virgiliani
Sottotitolo: Immagini nel tempo
Catalogo della Mostra tenutasi presso l'Istituto Statale d'Arte Filippo Palizzi, Napoli. Dicembre 1983 - febbraio 1984
Descrizione: Volume in 8° (cm 22 x 22); 104 pagine n.n.; 40 illustrazioni in b/n e 4 a colori, fuori testo
Luogo, Editore, data: Napoli, Dick Peerson per Società Promotrice di Belle Arti, 1984
Prezzo: Euro 15,00
Disponibilita': Limitata

La Mostra dei "Luoghi Virgiliani" che la Regione Campania ha voluto affidare alla Società Promotrice di Belle Arti, fra le molte iniziative promosse dal Comitato per le celebrazioni virgiliane, è forse quella che meglio corrisponde agli intenti di questo autorevole consesso.
Il Comitato infatti dal 1980, anno della sua istituzione, ha portato avanti con tenacia un'azione - quasi una strategia - tesa a riscoprire e porre in evidenza con orgoglio lo stretto rapporto esistente tra i luoghi della nostra regione e la poesia del massimo poeta della latinità.
Quando si va in giro per l'Europa, fanno sorridere certe città che custodiscono gelosamente e mostrano con fierezza - facendo talora pagare un salato prezzo d'ingresso - l'anfiteatro romano, le ferme, l'acquedotto, il ponte, Parco o, più spesso, quel poco che rimane di tutte queste cose.


Egualmente alcune regioni e molte città dell'Italia centrosettentrionale – in molti periodi dell'anno letteralmente invase da turisti - s'inorgogliscono e menano vanto del loro passato e dei centri storici, che di quel passato sono altrettante testimonianze. Eppure la loro storia è spesso soltanto medievale.
Soltanto noi in Campania non andavamo altrettanto orgogliosi di una civiltà e di una storia che pure hanno ben altro spessore. Esse vanno oltre il Medioevo e affondano radici fin nel VI, VII, Vili secolo avanti Cristo, quando i coloni greci s'insediarono sulle coste della nostra regione, da Posidonia, la Paestum dei Romani, fino a Cuma. Dunque una storia quella di Napoli e della Campania, che varia e intensa, procede senza soluzione di continuità nelle sue testimonianze per 2500 anni. E di cui l'età di Virgilio rappresenta un periodo estremamente interessante e importante per la civiltà mediterranea e di tutta la civiltà occidentale.
Virgilio, infatti, non è soltanto il massimo poeta della latinità, il poeta di fama internazionale, la cui opera è alle radici della cultura dei paesi occidentali.
Virgilio è anche la riscoperta di un mondo perduto, è tutta un' epoca in cui uomini di azione e di pensiero della Roma repubblicana prima e dell'Impero poi si davano convegno nella Campania Felix, dalle pendici del Vesuvio ai Campi Flegrei fin sotto Gaeta. Qui erano di casa - e molti infatti vi avevano le proprie ville - Silla, Augusto, Tiberio, Nerone, Adriano; e poi Lucullo, Plinio, Lucrezio, Stazio, Giovenale, Orazio e tanti altri.
Ma soprattutto era qui di casa Virgilio. Il quale, nato a Mantova, fece della Campania Felix la sua terra di elezione, attrattovi, oltreché dall'amenità dei luoghi e dalla dolcezza del clima, anche, e forse soprattutto, dalla cultura greca e mediterranea. In Campania, a Napoli, pur morendo a Brindisi, desiderò riposare per sempre. E la sua tomba, a Posillipo, da Petrarca fino ai viaggiatori illustri dell'800, ha rappresentato la meta obbligata per quanti nei secoli si sono riconosciuti debitori verso la cultura classica. Verso quel mondo classico e quella civiltà mediterranea di cui appunto Virgilio è il maggior punto di riferimento, e che in Campania ci ha lasciato preziosissime e numerose vestigia. Su tali testimonianze aleggia la poesia di Virgilio e tutte le anima e le ricompone ad unità.
Raffaele Raimondi

 


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