KRONOS. Periodico del DBAS. N. 13 - Scritti in onore di Francesco Abbate

kronos_13_pTitolo: Kronos. N. 13
Periodico del DBAS (Dipartimento Beni delle Arti e della Storia dell'Università del Salento)
Sottotitolo:
Descrizione: 2 volumi in astuccio, in formato 4° (cm 29,5 x 21); 500 pagine; molte illustrazioni in b/n e a colori nel testo
Luogo, Editore, data: Lecce, Congedo,
ISBN:
Prezzo: Euro 100,00
Disponibilita': In commercio

 

È usanza negli ambienti universitari, quando si festeggiano i “primi” settant’anni di uno studioso, che i colleghi e gli amici del festeggiato imbandiscano un simposio con numerose portate di cibi appetitosi e succulenti, con vini i più preziosi di cui dispongano in cantina. I “settanta”, per quanto “primi”, come sempre si augura per celia, sono davvero una tappa importante nella vita di uno studioso, un compleanno in cui non si tirano certo i remi in barca, ma si tirano le somme di un lavoro duraturo e fecondo.

È il caso di Francesco Abbate, i cui colleghi hanno allestito un’opera interamente a lui dedicata: la rivista “KRONOS” / numero 13 speciale 2009, Scritti in onore di Francesco Abbate, parte prima, pp. XX-234, e parte seconda, pp. 264; due volumi, dunque, chiusi in un cofanetto, editi da Mario Congedo Editore di Galatina e coordinati per la parte redazionale da Letizia Gaeta. La rivista è il Periodico del DBAS (Dipartimento dei Beni delle Arti e della Storia), Facoltà di beni culturali dell’Università del Salento, presso il quale Francesco Abbate è professore di Metodologia della Storia dell’Arte, ed è diretta da Lucio Galante, direttore pro-tempore del Dipartimento. Ma questo numero vede il contributo anche dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, Dipartimento di Filosofia e Politica, e dell’Università degli Studi di Salerno, Dipartimento di Beni Culturali.

 

Questa collaborazione la dice lunga sulla vastità degli interessi mossi dallo studioso – che, ricordiamo, ha lavorato all’ “Orientale” fino al 1994 – come conseguenza della sua vasta e articolata opera di ricercatore e di storico. Lucio Galante, nella “Presentazione”, ricorda le tre fondamentali “sue [di Abbate] iniziative che danno la misura dell’impegno dello studioso e del suo modo di intendere tale impegno”, e cioè “la notevole impresa della Storia dell’arte nell’Italia meridionale”, edita da Donzelli in cinque volumi, l’ultimo dei quali è uscito nel 2009 col titolo “Il mezzogiorno austriaco e borbonico” – vi si narrano i centocinquant’anni del Regno del Sud dagli inizi del Settecento all’Unità d’Italia –; “la costituzione del «Centro di studi sulla civiltà artistica dell’Italia meridionale», intitolata non casualmente a Giovanni Previtali”; e infine, “il progetto, ormai avviato, di una nuova edizione della storica e pionieristica mostra dell’arte in Puglia, organizzata e curata da Michele D’Elia nel 1964”. (pp. V-VI).

Tra gli scritti introduttivi figura anche quello di Riccardo Naldi, “Il senso del territorio”, che ricorda i tempi (nel 1979) in cui Naldi conobbe Abbate, professore di Storia dell’Arte medievale presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli; ed inoltre il metodo dello studioso di “storia dell’arte, che non è solo l’imprescindibile ricostruzione filologica, ma occasione di apertura sui flussi di idee all’origine del fatto figurativo” (p. VII).

Principio metodologico su cui torna anche il terzo scritto introduttivo, firmato da Mario Alberto Pavone, intitolato “Un pensiero per Francesco”, da cui risulta “l’interesse [di Abbate] verso il territorio, sempre considerato all’interno di una visione globale dei fenomeni storico-artistici e in rapporto al centro dominante, ma con una maggiore attenzione verso la valorizzazione delle specifiche entità e delle sue componenti spesso eversive” (p. X). A chi voglia approfondire l’opera dello studioso, si consiglia di partire dalle pp. XV-XX di questa rivista, le quali contengono l’elenco de “Gli studi di Francesco Abbate”: tra articoli di critica militante sulla stampa periodica, recensioni a libri e a mostre, articoli di arte contemporanea, presentazioni a mostre, libri, cataloghi e pubblicazioni su riviste specializzate, si contano ben 76 (settantasei) titoli; e non è finita, augurandoci che i prossimi settant’anni dello studioso siano altrettanto prolifici.

Del resto della rivista, ricchissimo di interventi e studi corredati sempre da fotografie in bianco e nero e a colori, non dico nulla, per lasciare al lettore il piacere della scoperta e poi perché, stante il gran numero dei saggi, troppo ne dovrei dire. Buona lettura a tutti, dunque, e molti auguri al professor Francesco Abbate.
Gianluca Virgilio
Commento tratto dal sito web Galatina 2000

 


richiedi informazioni

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn
Questo sito raccoglie dati statistici anonimi sulla navigazione, mediante cookie installati da terze parti autorizzate, rispettando la privacy dei tuoi dati personali e secondo le norme previste dalla legge.
Continuando a navigare su questo sito, cliccando sui link al suo interno o semplicemente scrollando la pagina verso il basso, accetti il servizio e gli stessi cookie.