DIETRO OGNI VOCE C'E' UN PERSONAGGIO. 1967-1977. La nuova compagnia di canto popolare e il decennio di Roberto De Simone - Anita Pesce

DIETRO OGNI VOCE C'E' UN PERSONAGGIO. 1967-1977. La nuova compagnia di canto popolare e il decennio di Roberto De Simone - Anita PesceAutore: Anita Pesce
Titolo: Dietro ogni voce c'è un personaggio
Sottotitolo: 1967-1977. La nuova compagnia di canto popolare e il decennio di Roberto De Simone
Descrizione: Volume in formato 8° (cm 23 x 15); 340 pagine.
Luogo, Editore, data: Roma, Arcana, 2018
Collana: 
ISBN: 9788862315487
Prezzo: Euro 16,00
Disponibilità: In commercio

 


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I primi dieci anni di attività della Nuova Compagnia di Canto Popolare sono determinanti per la costruzione dell’identità di questa che è ormai un’istituzione della cultura italiana del Novecento, e oltre. Il decennio che va dalla fondazione – 1967 – al debutto di Gatta Cenerentola al Festival dei Due Mondi di Spoleto –1976 – è segnato dalla presenza e dal progetto artistico di Roberto De Simone.

Ed è proprio su questa fase del gruppo che si concentra lo studio di Anita Pesce, volto a evidenziare come e quanto le scelte di De Simone siano state innovative, se non addirittura rivoluzionarie.
Nella riscoperta delle musiche folkloriche avvenuta in Italia nella seconda metà degli anni Sessanta, Roberto De Simone, anziché adagiarsi sul ricalco degli originali, scelse un’altra via, indirizzandosi verso la rielaborazione stilistica dei materiali, attualizzati grazie agli interpreti (voci/personaggi) che componevano il gruppo musicale e che con lui sperimentarono e riproposero i repertori popolari campani.

Nell’incessante confronto tra letteratura e oralità, De Simone impresse una spinta decisiva e moderna all’evoluzione della cultura musicale partenopea, creando uno stretto rapporto tra la NCCP e il teatro d’avanguardia napoletano; in questo senso, fu determinante l’influenza che il giovane De Simone trasse dall’incontro con Dario Fo e poi con Julian Beck del Living Theatre.

Fra musica e teatro, fra storia e politica, fra cultura bassa e cultura alta, questo libro è una suggestiva e puntuale indagine sulla formazione di Roberto De Simone e sugli eventi che confluiranno a delineare le caratteristiche di uno dei più interessanti, originali e imitati fenomeni musicali italiani della seconda metà del XX secolo.

"II lavoro ricostruisce la storia della Nuova Compagnia di Canto Popolare dal 1967, anno della sua fondazione, al 1977, anno successivo al debutto di Gatta Cenerentola al Festival dei Due Mondi di Spoleto: questo il decennio in cui il gruppo si avvale del progetto artistico di Roberto De Simone.
L'attività della Compagnia si snoda in un periodo di particolare importanza per la definizione del rapporto tra cultura 'ufficiale' e mondo popolare. La riscoperta delle musiche folkloriche e la conseguente spettacolarizzazione delle stesse portano, anche in Italia, al recupero in chiave revivalistica dei repertori tradizionali; simile riproposta basata sulla ricostruzione, quanto più possibile fedele agli originali, delle modalità esecutive popolari (il cosiddetto ricalco). Tale la strada percorsa dal primo folk revival.

Roberto De Simone sceglie però un'altra via, indirizzandosi - da musicista, creativo, artista - verso la rielaborazione stilistica dei materiali cui attinge, attualizzati grazie agli interpreti (voci/personaggi) che compongono il gruppo musicale e che con lui sperimentano e ripropongono i repertori popolari campani. Fin dall'inizio egli s'indirizza a un confronto tra letteratura e oralità, favorendo l'esecuzione critica dei repertori tramandati per iscritto attraverso uno stile vocale di matrice popolare (per cui, ad esempio, le villanelle cinquecentesche napoletane sono cantate con una vocalità che si rifà a quella dei cantatori popolari campani).

L'attività della Nuova Compagnia di Canto Popolare non prescinde mai dal contesto entro il quale essa si muove: per affinità o per contrasto, tutto quello che avviene in quegli anni, non solo a livello locale, contribuisce a determinarne l'identità.
Particolare importanza riveste, ad esempio, il rapporto che la NCCP, ai suoi esordi, ha con il teatro d'avanguardia napoletano; cosi come determinante l'influenza che, sullo stesso giovane De Simone, ha l'incontro con il teatro di Dario Fo (in particolare, con lo spettacolo Ci ragiono e canto) o con quello di Julian Beck il quale più volte, già dalla metà degli anni Sessanta, sarà a Napoli con il suo Living Theatre.

La Nuova Compagnia di Canto Popolare è, dunque, soggetto allineato ai tempi in cui nasce e si evolve: essa nutre la propria storia artistica inoltrandosi nel passato remoto e ineffabile di Napoli, sua città d'origine, ed espandendosi al contempo nell'orizzontalità del tempo in cui vive e si muove; la Compagnia fenomeno della contemporaneità e, in quanto tale, si adegua alle evoluzioni del mondo dei mass media, entra nel filone commerciale della musica 'alternativa', lambita (e per certi versi aggredita) dalle correnti politicizzate di un pubblico sempre piü intransigente ai cedimenti 'borghesi'.

II progetto desimoniano è già, fin dall'inizio, un progetto teatrale. Esso si esprime, agli esordi, timidamente; la musica elemento portante, ma non può prescindere da forme di espressività globale (quindi, gestuale, quindi - per l'appunto - teatrale) legate, da un lato, alle matrici mistico-rituali in cui il maestro napoletano cerca la sua personale messa in forma metastorica e, dall'altro, alle tradizioni musicali napoletane, che nell'opera buffa (di cui lo stesso De Simone coltissimo studioso) trovano massima espressione.

II percorso affrontato con il presente testo sceglie, anche tenendo conto di questa prospettiva, di focalizzarsi sulle tre tappe spoletine (il gruppo parteciperà al Festival dei due Mondi nel 1972, 1974, 1976): esse ben sintetizzano la costruzione d'identità della Compagnia e allo stesso tempo ne delineano la progressiva dissoluzione, che di fatto avviene nel momento in cui si compirà il progetto desimoniano di Gatta Cenerentola.

Non manca comunque un'indagine preparatoria sulla formazione culturale di Roberto De Simone e sugli eventi che confluiranno a delineare le caratteristiche di uno dei piü interessanti, originali e imitati fenomeni musicali italiani della seconda metà del XX secolo.
Per una precisa scelta metodologica, tutto quello che riguarda vicende umane e rapporti interpersonali resta fuori da questo lavoro, oppure - solo se funzionale alla ricostruzione dei fatti - viene restituito al lettore sotto forma di citazione da fonti scritte dell'epoca.

La Nuova Compagnia di Canto Popolare è stata considerata come un'unica entità collettiva; si è provato soprattutto ad analizzare quanto essa abbia espresso artisticamente nel corso del suo primo decennio di vita.
Nel tentativo di mantenere uno sguardo quanto piü impersonale e distaccato, si è scelto di non intervistare i singoli componenti del gruppo musicale. Si è fatta eccezione solo per alcuni ricordi orali che permettessero di ricomporre una sorta di cronologia della nascita del gruppo: per questo ci si affidati a Giovanni Mauriello, che è anche colui che ha permesso la consultazione del suo archivio di immagini, ritagli della stampa dell'epoca, materiali sonori.
Sono stati inoltre inseriti spezzoni di una lunga intervista inedita che il maestro De Simone ha rilasciato all'autrice nel corso del 2016.
II titolo ripropone quello di un articolo sulla NCCP, a firma di Fedele D'Amico, su L'Espresso del 16 gennaio 1972. "
(Anita Pesce)

 


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