COGITO ERGO DE CURTIS - Ornella Di Russo

cogito ergo de curtis ornella di russo

Autore: Ornella Di Russo

Titolo: Cogito ergo De Curtis

Sottotitolo: Totò: «Signori si nasce e io, modestamente, lo nacqui»

Descrizione: Volume in formato 8°; 144 pagine.

Luogo, Editore, data: Roma, Fermenti, 2013

Collana: Nuovi Fermenti. Saggistica

ISBN: 9788897171386

Prezzo: Euro 13,90

Disponibilità: In commercio

 


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  Ornella Di Russo, appassionata di scrittura e letteratura, è autrice di poesie, racconti, non ancora pubblicati, oltre che di cinema e teatro. Ha approfondito il personaggio Totò, apparendo in trasmissioni televisive di emittenti private locali. Ha recitato in produzioni teatrali. 
Per arrivare ad un’esatta definizione del fenomeno Totò, si deve premettere che, la sua figura, nell’immaginario del nostro postmoderno occidentale di inizio millennio, è stata per alcuni anni trascurata e limitata nella considerazione critica, ma non certo per l'interesse da parte del pubblico.



COGITO ergo DE CURTIS consta dell’introduzione, Totò: nascita di un canone eterno della stessa autrice, di Vincenzo Peluso e dell'intervento critico: Encomio del principe.
Il saggio è suddiviso nei capitoli, La sopravvivenza, L’ amore, Amicizia e complicità e La morte. 
Ognuna delle suddette sezioni ha per oggetto l’analisi di vari film, che si conclude con punti di vista e giudizi stimolanti.
In La sopravvivenza si analizzano i film Miseria e nobiltà, a colori del 1954, diretto da Mario Monicelli e Siamo uomini o caporali, in bianco e nero del 1955, regia di Camillo Mastrocinque.
In L’amore si trattano le commedie Totò e le donne, del 1952, regia di Mario Monicelli e Totò e Carolina, del 1953, diretto dallo stesso Monicelli. In Amicizia e complicità ci si occupa di Guardie e ladri, del 1951, con la regia di Monicelli e de il Camaleonte, del 1964, diretta da Paolo Heusch.
In La morte l’analisi verte su Totò all’inferno, del 1955, diretto da Camillo Mastrocinque; in questo film il principe risulta in veste anche di sceneggiatore.
Nella sezione è analizzato anche Totò al giro d’Italia, commedia del 1948, diretta da Mario Mattòli.
La chiave interpretativa del libro è espressa nel concetto, secondo cui il nostro avendo usufruito di un'influenza nel nostro mondo, è divenuto un mito mass mediatico, accresciuto negli anni della sua attività. Nonostante tutto, il pianeta Totò sembra riproponibile con la sua unica disciplina comica, generata da esilaranti battute, da mimica e espressività, che fanno ridere, pur risultando semplici e immediate.
Un attore, la cui grandezza, per la duttilità, si può paragonare a quella di Charlot, nonostante la loro intrinseca differenza, essendo vissuti in momenti diversi, di cui sono inconfondibili l’approccio alla recitazione e alla forma della stessa comicità.
Queste le basi che avviano un approfondimento critico sull'uomo, il personaggio, l'interprete che, pur non avendo dato sempre il meglio di sé, resta un emblema inconfondibile e inimitabile del nostro variegato mondo dello spettacolo. Totò rimane un'immagine che nessun prodotto artistico preconfezionato può eguagliare.

Brani tratti dalla recensione pubblicata sul sito web Literary.it

 


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