IL GAMBRINUS A NAPOLI - Fabio Mangone

Il_Gambrinus_pCuratore: Fabio Mangone
Titolo: Il Gambrinus a Napoli.
Descrizione: Edizione rilegata, in formato 8° (cm 28 x 20,5); 144 pagine; riccamente illustrato in b/n e a colori (prevalentemente a colori), con diverse illustrazioni a tutta o a doppia pagina.
Luogo, Editore, data: Pozzuoli (NA), Paparo, giugno 2008
ISBN: 9788887111712
Disponibilità: No

 Nella memoria collettiva della nostra citta', il Caffè Gambrinus rappresenta il luogo in cui si ritrovano l'identita', i valori, i percorsi e i sentimenti della storia della nostra citta' e della sua gente; è, quindi, un 'bene culturale' e un'eredita' che dobbiamo preservare per tramandarlo alle future generazioni. Nel volume si ripercorre e si ricostruisce la storia e la vicenda artistica del celebre Caffè.


Nel clima vivace e dinamico della Napoli fin-de-siècle, periodo di grande fermento artistico e culturale, in cui la vita associativa aristocratica e borghese conobbe un momento di vivo splendore, iniziavano a circolare nuovi valori, aspirazioni ed idee attraverso inediti canali di diffusione. Furono, infatti, gli anni in cui si aprirono diversi teatri, pieni di allegria e di mondanita' ed eleganti ed estrosi caffè, intimamente connessi al tessuto sociale della citta' e della comunita', a simboleggiare la profonda stratificazione della cultura nel territorio.

I caffè erano i luoghi di ritrovo e di incontro di artisti, intellettuali, politici, musicisti e si configuravano come spazi privilegiati dove circolavano saperi, pensieri, dove si produceva conoscenza e cultura e dove si affermavano nuove mode in risposta ai mutamenti radicali del gusto del pubblico. All'interno di questo panorama, il Caffè Gambrinus può a ben ragione considerarsi il vertice artistico, letterario, politico e mondano della citta' di Napoli, per la presenza di tutti i piu' autorevoli personaggi dell'epoca - da Salvatore Di Giacomo, a Ferdinando Russo, da Eduardo Scarfoglio a Gabriele D'Annunzio che lo avevano eletto a luogo consueto di convegno ed incontro.

Aperto, permeabile ed ospitale, il Gambrinus ha sempre saputo accogliere le tendenze artistiche e culturali piu' innovative, cosi' come le istanze collettive e sociali piu' radicali, tanto che al suo interno le signore napoletane godevano di uno spazio privilegiato per potersi riunire, nonostante l'associazionismo femminile non fosse ancora cosi' diffuso nel resto della citta'.

Il Gambrinus - come dichiarò Domenico Morelli - fu anche «una delle piu' significative espressioni dell'arte napoletana», il luogo dell' incontro e della sintesi di tendenze artistiche differenti, dove pittori e scultori rappresentativi del panorama pittorico e decorativo napoletano, potevano esporre liberamente le proprie opere, trasformando le sale del Caffè in una vera e propria galleria permanente.
Esso rappresenta, dunque, uno spazio che attraverso una pluralita' di forme e linguaggi, evoca l'idea di una immensa opera d'arte totale, la cui complessita' è capace di conquistare l'alfabeto estetico di una nuova alleanza tra natura ed artificio. Per la sua tradizione di crocevia, interscambio e contaminazione, il Gambrinus rappresenta un'istituzione culturale plurisensoriale, sinestetica e coinvolgente che appartiene a tutta la comunita'.

 


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