LA TARANTINA E LA SUA "DOLCE VITA". Racconto autobiografico di un femminiello napoletano - Gabriella Romano

LA TARANTINA E LA SUA "DOLCE VITA". Racconto autobiografico di un femminiello napoletano - Gabriella RomanoAutore: Carmelo Cosma (La Tarantina)
Curatore: Gabriella Romano
Titolo: La Tarantina e la sua "dolce vita"
Sottotitolo: Racconto autobiografico di un femminiello napoletano
Con un saggio di Eugenio Zito
Descrizione: Volume in formato 8°; 107pagine.
Luogo, Editore, data: Verona, Ombre Corte, 2013
Collana: 
ISBN: 9788897522508
Prezzo: Euro 10,00
Disponibilità:In commercio

 


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Protagonista della "dolce vita" romana, indiscussa regina dei Quartieri Spagnoli, amata e corteggiata. La vita della Tarantina è stata certo tutto questo, ma non solo.
Come molti altri "femminielli" della sua generazione o delle successive, la sua è stata anche un'esistenza faticosa, fatta di dolorosi rifiuti (in particolare da parte della famiglia e della comunità di origine), di precarietà e disperazione, di carcere e sogni infranti.

Dal suo racconto senza veli e ricco di incontri spesso inaspettati, esce il ritratto a tutto tondo e a tinte forti di una persona che ha vissuto con coraggio e ostinazione, alla ricerca della felicità, senza mai negare se stessa.
Coraggio e ostinazione che ancora oggi, alla soglia degli ottant'anni, non sembrano affatto averla abbandonata - come già testimonia questo suo raccontarsi in pubblico.

"D'improvviso la guerra ci sembrò lontana, ci scrollammo di dosso la polvere, la fame, la fatica del dopoguerra, per la prima volta alzammo gli occhi e guardammo avanti. Il peggio era finito. A quei tempi Roma era una calamita, tutti sognavano di vivere nella città del cinema, delle star, la capitale dell'eleganza e della "modernità di cui leggevamo sui rotocalchi: e il miraggio era a portata di mano, proprio lì", a pochi chilometri di distanza".

"La 'dolce vita' romana incalzava, mi seduceva, mi spronava a buttarmi a capofitto in situazioni sempre più scandalose, perché erano anni di grande euforia, sfrenatezza, c'era il gusto di esagerare, di infrangere i tabù del passato...
Via Veneto era una passerella a tutte le ore, i caffè erano sempre affollatissimi. Io in quella via mi sentivo una regina, ero ricercata perché, in quegli anni, gli anni Cinquanta e Sessanta, non esisteva quasi nessuno come me, ero una mosca bianca".

 


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