GEOGRAFIA E STORIA DEI TRATTURI DEL MEZZOGIORNO. Ipotesi di recupero funzionale di una risorsa antica - Astrid Pellicano

geografia_e_storia_dei_tratturiAutore: Astrid Pellicano
Titolo: Geografia e storia dei tratturi del Mezzogiorno.
Sottotitolo: Ipotesi di recupero funzionale di una risorsa antica
Prefazione di Simonetta Conti.
Descrizione: Volume in 8° (cm 24 x 17); 296 pagine
Luogo, Editore, data: Roma, Aracne, 2007
ISBN: 978-88-548-0949-9
Prezzo: Euro 37,00
Disponibilita': Si



Le “ampie vie d’erbe e di pietra” che per secoli hanno consentito il transito di greggi e pastori tra Abruzzo, Lazio, Campania e Puglia, tornano oggi all’attenzione di molti. Si riconsiderano i tratturi non tanto per nostalgia bucolica: se ne ricomprende il valore quale patrimonio storico, naturale e culturale insieme. In questo saggio, l’Autrice ricostruisce l’intricata rete dei tratturi e tratturelli del Mezzogiorno continentale; s’addentra nel complesso delle norme e delle consuetudini che regolavano i flussi pastorali e le attività legate alla pastorizia e all’industria della lana; si sofferma sul permanente conflitto nell’uso delle terre tra allevatori e coltivatori. Alla ricostruzione geo–storica, attenta alle trasformazioni territoriali e all’evoluzione delle strutture economiche, si accompagna una disamina delle prospettive che si aprono a un “riuso” dell’antica rete tratturale. La tutela di ciò che ne resta non ha soltanto finalità museali, ma può rivelarsi occasione per riqualificare un tessuto insediativo storico e imprimere elementi di dinamismo in centri minori, in alcuni dei quali potrebbero aver vita esperienze di “ospitalità diffusa”. 



Astrid Pellicano è borsista di Geografia nella Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e cultore della materia nella Facoltà di Lettere e Filosofia della Seconda Università di Napoli. Ha compiuto ricerche in diversi settori delle discipline geografiche, privilegiando temi rivolti al Mezzogiorno d’Italia. Il suo saggio Terre e Confini del Sud (2004) ha vinto il Premio scientifico “G. Ferro”.

Indice del volume:
Prefazione di Simonetta Conti
Introduzione
Capitolo I - L’evoluzione storica dei tratturi e del sistema pastorale dell’Appennino centro-meridionale
1.1 Dall’età romana agli Angioini; 1.2 Gli Aragonesi e la costruzione delle arterie tratturali; 1.3 Il viceregno spagnolo; 1.4 La monarchia borbonica; 1.5 I francesi; 1.6 Il ritorno dei Borbone; 1.7 L’Unità d’Italia; 1.8 Il XX secolo e gli ultimi cambiamenti.

Capitolo II - L’evoluzione dei tracciati nella cartografia e la toponomastica pastorale del Regno di Napoli-delle Due Sicilie
2.1 I tracciati tratturali nella cartografia; 2.2 I termini geografici del mondo pastorale del Regno di Napoli

Capitolo III - L’ambiente fisico e il paesaggio agrario
3.1 L’ambiente fisico; 3.2 Il paesaggio agrario

Capitolo IV - Nuove opportunità di sviluppo per i Tratturi tra economia agro-pastorale, industria e turismo
4.1 Le vie armentizie oggi; 4.2 Il paesaggio dei tratturi e della transumanza nel XXI secolo; 4.3 Le razze ovine meridionali, i prodotti tipici e i costumi pastorali, l’artigianato; 4.4 I progetti Integrati e “le vie dei parchi” per un turismo culturale

Conclusioni p. 253
Bibliografia p. 255

Dalla Prefazione:
... Quale la ragione di un nuovo libro sulla transumanza? Tante opere sono state edite sul tema, di carattere storico, legislativo, economico, antropologico e anche geografico; e in quest’ultimo caso non si può non ricordare l’opera di Luchino Franciosa e la sua puntuale ricostruzione, nell’ormai lontano 1951, della rete tratturale.
Il libro qui presentato è un’opera nuova in questo panorama, dal momento che l’autrice affronta il problema sotto i suoi molteplici aspetti, da quelli storico-politici strettamente connessi all’analisi geografica di un territorio aspro, difficile e nello stesso tempo fragile, all’analisi della cartografia storica di riferimento, mediante gli Atlanti delle Locazioni, e alla puntuale ricognizione dei tracciati viari eseguita sulla monumentale Carta del Regno di Giovanni Antonio Rizzi Zannoni, mentre un’attenta analisi toponomastica è stata fatta con l’esame della moderna cartografia IGM, per ritrovare quanti dei termini legati a questa pratica siano sopravvissuti sul terreno e quindi per una attenta lettura della storia di un territorio e della sua evoluzione, vista attraverso una dinamica economica e sociale molto particolare.
Se la transumanza nelle forme classiche in cui è conosciuta è ormai scomparsa quasi ovunque sulle terre delle regioni meridionali, lasciando dietro sé un retaggio amplissimo di usi e di ricordi, perché si è chiesta l’autrice non renderli di nuovo vivi e economicamente appetibili?
Ancora molti sono i chilometri tuttora percorribili sia dei tratturi principali, come dei tratturelli, e dei bracci, che potrebbero convertirsi in percorsi di trekking come di passeggiate a cavallo, così come in piedi sono ancora molti dei ricoveri pastorali che potrebbero essere ristrutturati in agriturismi e alberghi, pronti ad accogliere una clientela che sempre più va alla ricerca di pace, di tranquillità e di paesaggi poco frequentati, per immergersi nella contemplazione della natura. E’ questo il secondo importante e ponderoso lavoro che l’autrice dedica al Mezzogiorno del quale aveva tracciato, nel volume frutto della sua tesi di dottorato, Terre e Confini del Sud, l’articolata e intricata storia amministrativa che ha visto il territorio frazionarsi in circondari, province, comuni, con frequenti spostamenti di confini, cambi di nomi, e addirittura soppressione di province e accorpamenti con regioni contermini. E’ indubbio che quel lavoro che le è valso il riconoscimento del Premio Ferro, da parte della Società Geografica Italiana, le ha permesso di muoversi con agilità e scientifica preparazione, su un problema complesso come quello dell’allevamento transumante e della conseguente gestione del territorio.
Proprio la conoscenza delle dinamiche storiche, economiche e sociali che si sono susseguite nel tempo possono permettere oggi una migliore e più efficace fruizione di aree che, dall’Abruzzo alla Puglia, rischiano o di essere completamente abbandonate con il conseguente disgregamento dell’equilibrio naturale, o al contrario, in quelle più facilmente raggiungibili, un eccessivo sfruttamento dal punto di vista urbanistico.
Simonetta Conti

 


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