LA PROSTITUZIONE A NAPOLI NEI SECOLI XV, XVI E XVII - Salvatore Di Giacomo

La_Prostituzione_a_Napoli_pAutore: Salvatore Di Giacomo
Titolo: La prostituzione a Napoli nei secoli XV, XVI e XVII.
Sottotitolo: Documenti inediti.
Con una lettera inedita di Tammaro de Marinis ed una nota di Max Vajro
Descrizione: Volume in 8° (cm 27 x 19); pp. XXIII + 163; alcune illustrazioni in b/n; intonso; rilegato; cofanetto
Luogo, Editore, data: Napoli; Edizioni del Delfino, 1968
Prezzo: Euro 45,00
Disponibilita': Limitata

Ristampa della prima ed unica edizione curata da Salvatore Di Giacomo presso Riccardo Marghieri Editore, Napoli 1899, riproducente le illustrazioni e lo stile.
Dalla nota di Max Vajro:
"La storia esterna di questo singolare libro digiacomiano si trova gia' narrata «in nuce» dal carissimo e compianto Franco Schlitzer nel grosso volume di ricerche bibliografiche che egli non riusci' a vedere stampato e che fu pubblicato per cura affettuosa di Gino Doria nel 1966. Io non faccio che attingervi qualche notizia, sviluppando altresi' degli spunti bibliografici che lo stesso Schlitzer annotò con la diligenza massima da lui posta nei suoi lavori.



Alla vigilia della pubblicazione, Salvatore Di Giacomo scriveva al Croce : « ...uscira' il 20 settembre. Prendo la data della festa nazionale di questo buono e bel paese d'Italia per l'apparizione di un volume onesto. Il libro lo faccio tutto legare alla bodoniana e cosi' mettere in vendita: voglio fare le cose da gran signore, mi voglio rovinare! ». Ma ne aveva tirate anche alcune copie su carta a mano, che però riuscirono cattive, non sopportando la carta spessa l'impressione dei clichès; in un periodo in cui, peraltro, la zincotipia muoveva i primi passi in Italia e piu' ancora a Napoli.

La tipografia fu quella di Melfi e Joele, una buona officina da tempo scomparsa, che aveva sede in palazzo Maddaloni; ma il Poeta aveva chiesto l'etichetta editoriale ad un grande libraio napoletano, Riccardo Marghieri, nella cui bottega faceva le prime armi Tammaro de Marinis destinato a divenire principe dei bibliofili e che — come egli stesso ricorda in questo volume — forni' giovanotto alcune notizie al Di Giacomo per la preparazione dell'opera qui ristampata.

L'Accademia Pontaniana aveva deliberato un « incoraggiamento » di trecento lire al Di Giacomo, che le sperperò in leggiadri fregi, capilettera, disegni, perché il libro avesse quel suo gusto un po' lezioso, prediletto dal Poeta in ogni sua edizione."

 


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