VESUVIO - Georges Vallet, Paolo Gasparini, Marcella Gigante, Augusto Placanica, Atanasio Mozzillo, Arturo Fratta, Francesco Durante, Nicola Spinosa

Vesuvio_Di_Mauro_pAutore: Autori Vari
Titolo: Vesuvio
Descrizione: Pregiata edizione di 608 pagine, di grande formato (cm 33 x 44), con 136 tavole a colori e 95 nel testo, stampata su carta Bodonia appositamente fabbricata dalle Cartiere Fedrigoni di Verona, rilegata in tela con dorso in pelle ed incisioni in oro e racchiusa in elegante cofanetto rigido.
Tiratura di 2999 esemplari numerati a mano, XXX riservati all'editore e nove al nome.
Luogo, Editore, data: Sorrento (NA), Franco Di Mauro, 1994
Prezzo: Euro 1.180,00
ISBN: 8885263755
Disponibilità: limitata.

Piano dell'Opera:
Georges Vallet - Vesuvius Mons
Paolo Gasparini - Storia di un laboratorio naturale
Marcella Gigante - L'antichita'
Augusto Placanica - Vesuvio e cataclismi tellurici: fantasia e scienza
Atanasio Mozzillo - Le ceneri della Fenice
Arturo Fratta - L'ultima volta
Francesco Durante - L'artificio naturale
Nicola Spinosa - II Vesuvio nell'immaginario artistico


...Falde di cenere e pioggia a scroscio, continuo tuonare e lampeggiare di fulmini sulla terra che sembra percorsa da un incessante tremito.
È l'alba del 16 dicembre 1631. Il Vesuvio esce da un sonno piu' volte secolare e annuncia all'Europa una tappa da aggiungere a quelle ormai canoniche che allineavano Napoli e il suo golfo.
Nello spazio neanche di un decennio esso occupa una dimensione che coinvolge l'immaginario e allarga lo stupore e la meraviglia dei viaggiatori a una realta' fino a quel momento sco nosciuta.
Con Napoli il percorso del Grand Tour giunge alla piu' pirotecnica conclusione, alla piu' spericolata avventura tra rocce infocate, imponenti boati, fiumi di lava che sprofondano nelle acque a specchio di Capri e del litorale Flegreo. Il Vesuvio, con le sue sorprendenti icone di morte e trasfigurazione, con i suoi emblemi di rivoluzione, i suoi empiti di rifiuto a ogni sorta di acquiescenza, simbolo di una terra che non si quieta, e che a piu' o meno protratte accalmie oppone furibondi rifiuti, nereggiare di plebi affamate e micidiali, rovine e sciagure [...].

 "Un sonno che dura da quando, nel marzo del 1944, il vulcano con il suo pino di fumo alto tremila metri, con le sue imponenti colate di lava, si congedò da Napoli, quasi a significare che cessata la guerra, anche lui avrebbe dismesso le potenti bombarde e gli obici tonanti postati nel cratere.

A celebrare questi cinquant'anni di riposo (o di tregua), e insieme a restituire alla "montagna di fuoco" tutto il sublime e il pittoresco della sua bimillenaria vicenda - se si vuole cominciare dal sacrificio di Plinio - abbiamo voluto un'opera nella quale convenisse una molteplicita' di saperi - scientifico-storici, artistico-letterari - coordinati a dare del Vesuvio la sequenza dei suoi eventi piu' propriamente vulcanici, l'immagine e le suggestioni che esso comunica e suscita nei diversi momenti della sua vicenda, la relazione con i fatti storici che lo hanno visto testimone nel corso dei secoli. Il rapporto con Napoli, il profondo e oscuro legame tra sangue e magma esaltato dalla poesia barocca, e la domanda - un po' oziosa, ma non per questo meno intrigante - se sia stata la citta' a dare piu' alta nomea al suo vulcano, o questo invece a trasmettere a Partenope gran parte del suo affabulante immaginario."
L'Editore

 


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