NAPOLI IN BIANCO E NERO. Gli avvenimenti, gli ospiti, lo sport - Giuseppe Castronuovo, Giuseppe Mariconda

napoli_in_bianco_e_nero_1Autore: Giuseppe Castronuovo, Giuseppe Mariconda
Titolo: Napoli in bianco e nero
Sottotitolo: Gli avvenimenti, gli ospiti, lo sport
Seconda edizione
Descrizione: Volume rilegato, in 4° (cm 29,5 x 21); 112 pagine; 162 illustrazioni in b/n.
Luogo, Editore, data: Villaricca (NA), Cento Autori, marzo 2010
ISBN: 97888 95241661
Prezzo: Euro 19,00
Disponibilita': Si

Napoli in bianco e nero” è il bel volume con 162 foto realizzato da Pino Castronuovo, per lunghi anni fotoreporter dell’Agenzia Italia, quindi brillante telecineoperatore alla Rai, e Giuseppe Mariconda, giornalista di lunga militanza prima nei quotidiani e poi alla Rai di Napoli. Il bianco e nero è il “colore” della verità. Sfugge alla retorica e all’effetto-cartolina. Perciò le immagini del volume (Edizioni Cento Autori) propongono la Napoli viva e asciutta della cronaca, momenti della città, personaggi, eventi e avvenimenti memorabili che “scorrono” a partire dal dopoguerra.
Una carrellata in “bianco e nero” come è stato quel periodo di rinascita laboriosa, lavoro e sacrificio, inventiva, generosità, gli ultimi “segni” della guerra, la ricostruzione, la speranza fatta di impegno e solidi valori. La televisione a colori sarebbe giunta nel 1977. La prima immagine, ripetuta in copertina, è quella di Piazza Plebiscito “coperta” di auto. Era stata destinata a parcheggio nel 1963, poi “liberata” dal 1994, l’anno del G7. Ma la foto più emblematica è quella dedicata alle Quattro Giornate (1943): il riscatto della città e la rivolta contro i tedeschi che ispirò ad Aldo de Jaco un gran bel libro e a Nanny Loi un film indimenticabile. Personaggi della cronaca. Ecco Lauro, occhiali neri e naso borbonico, a uno dei suoi comizi. Lucky Luciano nel suo negozio di forniture ospedaliere in via Chiatamone che abbandonava per andare a giocare ai cavalli ad Agnano. Il segno del passaggio di Joe Adonis (i suoi bagagli a Capodichino), un altro “asso” di Cosa Nostra estradato dagli Stati Uniti (1953) che si sistemò in una villa fuori Napoli. Gennaro Abbatemaggio, il primo pentito di camorra, protagonista del processo Cuocolo: prima denunciò tutti, poi ritrattò ogni cosa. La folla che preme all’ingresso della Corte d’assise per vedere Pupetta Maresca, protagonista del “processo dell'anno”, 1959.
La foto di un albero abbattuto ricorda il taglio dei lecci in Piazza Municipio, colpo di mano in una notte di Lauro sindaco per liberare la piazza dalle “schifezze” dei cavalli delle carrozzelle. Il disastro di due navi al porto: 21 novembre 1957, l’esplosione delle caldaie distrugge la “Anna Maria Jevoli”; 1962, la nave inglese “Ashanti Palm”, carica di tappeti, rompe gli ormeggi e affonda. La cronaca crudele in una immagine del Politeama devastato. Il teatro andò a fuoco in una notte (1956) dopo lo spettacolo di Wanda Osiris con Raimondo Vianello e Gino Bramieri. Qualcuno degli attori usò il malaugurato colore viola nei costumi di scena. Ottobre 1969, l’immensa voragine in via Tasso della “città di cartone”: vi trovò la morte l’insegnante Alfredo Cerrato. Agosto 1973, l'epidemia di colera. Novembre 1980, gli “scatti” sul terremoto. I grandi personaggi. Pablo Neruda nella libreria di Fausto Fiorentini alla calata Trinità Maggiore. Stravinski a passeggio con Adriana Panni, sua amica napoletana, al Molo Beverello. Maiuri accanto a una statua pompeiana. Moshe Dayan al porto. Onassis e Jacqueline alla Canottieri Napoli. Harry Truman, Nixon, la regina Elisabetta (ricevuta dal sindaco Valenzi), John Kennedy nella visita del 2 agosto 1963, tre mesi prima d'essere ucciso a Dallas. Immagini nitide di tanta cronaca diventata storia.
E, naturalmente, lo spettacolo e lo sport. Una giovanissima Gina Lollobrigida ospite di Giovanni Ansaldo nella sede de “Il Mattino”. Silvana Mangano con Jack Palance durante i giorni in cui De Sica girò a Napoli "Il giudizio universale". Totò con Franca Faldini. Hitchcock che scende le scale dell'Excelsior. Frank Sinatra e Ava Gardner al loro arrivo all'aeroporto di Capodichino. Esther Williams che guardammo a lungo al Circolo della stampa. Sophia Loren, cotonatissima e in abito bianco, con Vittorio De Sica agli Incontri del cinema a Sorrento. Per lo sport, le vetture di Formula uno sul circuito di Posillipo (ma anche i “carruoccioli” che ne furono i modesti eredi per le strade del Vomero). Fausto Coppi all’Arenaccia. La Partenope Rugby due volte campione d'Italia. Jeppson e Vinicio al Vomero, il tandem azzurro che esplose una volta sola (Napoli-Pro Patria 8-1), e il Napoli del 1967-68 con Zoff, Pogliana, Panzanato, Girardo, Canè, Juliano, Altafini. L’ultima partita di Sivori, 1 dicembre 1968, finita con una spettacolare scazzottata in Napoli-Juventus. E una “istantanea” di Pesaola a bordo campo quando incitava a gesti il Napoli ad attaccare e, a voce, gli intimava di stare dietro e difendersi. Spettacolare la “panoramica” del prato del “San Paolo” dove vennero allestiti il ring e le sedie per gli spettatori in occasione del match mondiale che Benvenuti vinse contro Fraser Scott (4 ottobre 1969). Rapidi i tratti di cronaca di Mariconda, incisive le immagini di Castronuovo. È un libro da sfogliare con affetto perché ricorda un passato che sembra lontanissimo e apparirà molto originale ai ventenni e trentenni che non hanno vissuto la cronaca di un’altra Napoli, quella che uscì dalla guerra con ferite profonde e ricominciò la sua vita.

 


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