LA MEMORIA DEL VIAGGIO - Amerigo Ciervo, Marcello Ciervo, Giacomo Porrino

La_Memoria_del_Viaggio_pCuratori: Amerigo Ciervo, Marcello Ciervo, Giacomo Porrino
Titolo: La memoria del viaggio.
Sottotitolo: Luoghi, figure segni tra l'Ottocento e il Novecento nelle fotografie della raccolta Crisci.
Presentazione di Lucio Santoro.
Descrizione: Edizione rilegata, in cofanetto rigido illustrato, in formato 4° (cm 29 x 23,5); 116 pagine + 15 n.n.; 116 foto in b/n. Tiratura in 400 esemplari numerati.
Luogo, Editore, data: Benevento, Musicalia, maggio 1995
Prezzo: Euro 30,00
Disponibilita': Pochi esemplari disponibili

 

La presentazione di Lucio Santoro
L'importanza di un'immagine fotografica - per chi come il sottoscritto approfondisce da anni le varie problematiche della storia dell'architettura, dell'urbanistica e del restauro - risiede, prima ancora che in valutazioni strettamente disciplinari, nella sua entita' eminentemente collettiva e nel suo valore intimo di documento di vita assocata. Come tale viene caratterizzata, al di la' di pretestuose considerazioni, quale autentico contributo di conoscenza.

Anche in questo senso viene legittimata l'esistenza di questo volume - curato con sensibilita' raffinata - che itinera 116 visioni di un viaggio immaginario che si articola da Benevento, passando per la valle Caudina (che ne rappresenta il monumento centrale), sino a Napoli "ormai ex capitale " e da qui a Roma.

Se chiaramente allusive ci appaiono le immagini dell'arco di Traiano e dell'arco di Costantino, inizio e conclusione del viaggio, non si deve trascurare l'attenzione sul fatto che - come sosteneva Roberto Pane - la maggiore bellezza del paesaggio, dell'ambiente e della citta' di ieri è costituita dall'aspetto corale della stratificazione storica nella sua organica coerenza, a prescindere dai valori unitari dei singoli monumenti.

Ma c'è di più. Si è continuamente animati nel discettare, spesso a sproposito, sui valori fondanti della memoria intesa non nella sua accezione piu' autentica e, quindi, svilita a mero viatico di un presente dato nelle sue ineluttabili contraddizioni, quasi che fosse "un compito da svolgere, una strumentalita' da soddisfare". Al contrario i curatori, con grande sagacia critica, non riproducono il feticcio della memoria aprioristicamente negata alla congerie delle inderogabili istanze della modernita' o meglio della contemporaneita', oggi piu' che mai, vòlta, per dirla con gli stessi, "in un'azione, anche per questo non meno vivificatrice".

Proprio l'originale impostazione narrativa viene generata dall'esigenza di un portato conoscitivo sempre attento e colto, infine, in un procedimento espressamente "anastilotico", una ricerca pertinace e continua di frammenti e di visioni (talvolta anche scritte), trasfigurati, poi, in una lunga peregrinatio intellettuale: nell'esperienza travagliata di un viaggio soprattutto intcriore. Frammenti, visioni, luoghi, figure, segni della memoria di un viaggio. La memoria del viaggio

Lucio Santoro

 


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