CONTRO GARIBALDI. Appunti per demolire il mito di un nemico del Sud - Gennaro De Crescenzo

contro garibaldi gennaro de crescenzoAutore: Gennaro De Crescenzo
Titolo: Contro Garibaldi
Sottotitolo: Appunti per demolire il mito di un nemico del Sud
Ristampa
Descrizione: In 8°; pagine 104.
Luogo, Editore, Data: Napoli, Editoriale Il Giglio, 2013
Prezzo: Euro 10,00
Disponibilità: In commercio

Un Paese privo di identità nazionale, senza simboli comuni e riconosciuti da tutti gli abitanti, ha bisogno di miti. Quello dell’ “eroe dei due mondi” fu il prodotto della storiografia risorgimentale, espressione di quella piccola minoranza ideologica che unificò con la forza e l’inganno l’Italia.
Usurato dal tempo, incapace di suscitare entusiasmi, ma ormai fissato definitivamente nell’olimpo mitologico dell’Italietta del Novecento, la figura di Garibaldi, in tempi più recenti, fu ripescata in chiave politica da chiunque fosse alla ricerca di una legittimazione del proprio potere.
Questo spiega perché “parlare male di Garibaldi” sia ancora oggi politicamente scorretto. Perché è in contrasto con la pretesa di un significato identitario ed unitario del risorgimento che dovrebbe fondare una “memoria storica condivisa”.

Ma la realtà del Paese, a partire dal sottosviluppo economico e dalla subalternità culturale dell’attuale Sud, continua a riproporre quotidianamente ed impietosamente i nodi non sciolti dell’unificazione, soprattutto se confrontate con l’evidenza delle scoperte storiche sul Regno delle Due Sicilie, venute alla luce negli ultimi vent’anni.
Di Garibaldi che fu lo strumento di quella unificazione, dunque, bisogna non si può fare a meno di parlare. Per il Sud discutere seriamente della sua “impresa” è un passaggio obbligato: significa fare i conti con il proprio passato e, insieme, porre le premesse del proprio riscatto.

Nel 2007, anno del bicentenario della nascita, l’Editoriale Il Giglio affidò a Gennaro De Crescenzo il compito di tracciare un ritratto di Garibaldi fuori dal mito e dall’agiografia, fuori dalla retorica vecchia e nuova. Sulla base, cioè, di documenti e fonti storiche misconosciute ed occultate e non di pregiudizi ideologici. Il breve saggio divenne un vero best seller di quel bicentenario, l’unico a dire qualcosa di nuovo e di storicamente fondato su un personaggio del quale si dava per scontato tutto, troppo.

Il contesto storico

Sulla figura di Garibaldi e del suo ruolo nella vicenda risorgimentale sono state date interpretazioni non sempre omogenee che, pur riconoscendolo sempre come eroe dell’unificazione italiana, hanno proposto sfumature diverse del personaggio, illuminandone alcuni tratti piuttosto che altri.
Chi fu, dunque Garibaldi? L’eroe che dedicò la vita a combattere per ideali di libertà e di giustizia? Oppure lo strumento inconsapevole di una trama di potere ordita da massoni e liberali per impossessarsi dell’intera Penisola? O ancora, il rivoluzionario che collaborò attivamente alla conquista del Regno delle Due Sicilie, condividendo pienamente gli scopi e i mezzi delle forze unitariste?
La risposta a queste domande sarà la chiave per rileggere l’impresa risorgimentale e le sue conseguenze che giungono fino ai nostri giorni.

L’autore

Gennaro De Crescenzo è nato a Napoli nel 1964.
Docente di storia e letteratura in un liceo, è specializzato in Archivistica, Paleografia e Diplomatica e in Scienze della Comunicazione. Nel 1993 ha fondato l’Associazione culturale Movimento Neoborbonico.
Appassionato ricercatore, ha pubblicato L’altro 1799: i fatti (Edizioni Tempo Lungo, 1999) e Le industrie del Regno di Napoli (Grimaldi, 2002).
Per l’Editoriale Il Giglio, è autore di La difesa del Regno (con altri), di Ferdinando II di Borbone, di I peggiori 150 anni della nostra storia.

 


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