LE RAGIONI DEL SUD - Giuseppe F. de Tiberiis

le ragioni del sud giuseppe de tiberiisAutore: Giuseppe F. de Tiberiis
Titolo: Le ragioni del Sud
Descrizione: Volume in formato 8°; pp.301 (3) + 16 tavv. f.t. con disegni satirici tratti dai disegni delle annate 1860-1864 dei giornali «L'Arlecchino», «Il nuovo Arlecchino», «Strenna dell'Arlecchino», «L'Arca di Noè», «Lo nuovo Diavolo Zoppo» e «Polecenella»
Luogo, Editore, data: Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1969
Prezzo: Euro 
Disponibilità: No

 


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Introduzione:
Una recente serie di pubblicazioni, che ha visto la luce per lo più negli anni successivi al secondo conflitto mondiale, ha riproposto all'attenzione degli studiosi i problemi delle ultime vicende del Regno delle Due Sicilie, assumendo, il più delle volte, un tono di netta polemica nei confronti della storiografia precedente. 

 

Questo filone, che si stempera poi in quel movimento di pensiero più ampio, che è il cosi detto processo di revisione della Storia del Risorgimento italiano, trova, essenzialmente, la sua massima giustificazione nella esigenza, indubbiamente valida, di conoscere, dall'interno, il processo involutivo politico, economico ed istituzionale — che determinò l'improvviso crollo del Regno nei 1860.

Ristretta in questi limiti, la corrente revisionistica della storia meridionale, come anche quella che investe tutto il nostro Risorgimento, ha svolto una funzione certamente positiva e meritoria; essa però si rivela, ad una attenta analisi, non tanto una teoria eversiva — per quel tanto di polemica che può esservi nei confronti delle vecchie impostazioni storiografiche — bensì un approfondimento e svolgimento degli studi precedenti ed un ampliamento del campo delle indagini. In effetti, nei primo quarantennio della vita unitaria, gli scritti sui fatti risorgimentali non si elevarono, salvo rare e lodevoli eccezioni, al di sopra del piano cronachistico. 

Tal genere di cronache, poi, non si discostavano di molto dalla agiografia della parte vittoriosa, condotte, com'erano, sulla scorta di memorie politiche dei protagonisti del moto unitario. Ciò, d'altro canto, non era evitabile: le passioni di parte erano ancora vive, ne' era spenta negli animi l'eco delle battaglie duramente combattute e vinte.

A questa prima fase di studi fa seguito l'interpretazione idealistica del nostro Risorgimento. Questa, pur con i suoi limiti ben noti la scarsa attenzione rivolta ai rapporti fra storia economica e storia della società — contribuì vivamente a porre in luce per quanto concerne la storia del Regno meridionale, i motivi interiori del suo crollo: Benedetto Croce diede una prospettiva più reale alle vicende storiche del napoletano nell'Ottocento, mediante una analisi, «dall'interno» delle forze politiche e delle correnti di pensiero che, contrastando con la politica dello stato borbonico, ne attuarono l'isolamento e la fine. 

Gli studi del Croce ebbero dunque il merito di avvicinarci ad una conoscenza più profonda della spiritualità meridionale ed è naturale che l'indagine crociana rimase circoscritta ai motivi ideali ed alle istanze culturali della classe borghese, prima e pressocché unica protagonista, nel Mezzogiorno, del movimento liberale ed unitario socialiste, hanno costituito un incentivo per un riesame critico di tutte le questioni connesse col sorgere (...) dello stato unitario, riesame che non solo ha fatto avanzare sensibilmente in tal settore le nostre conoscenze, ma ha stimolato all'approfondimento le energie delle varie correnti storiografiche italiane, giungendo a risultati senza dubbio cospicui ».

 


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