LA LUNGA GUERRA ALL'ULTIMO GUERRIERO DIVINO NEL MERIDIONE D'ITALIA. L'ARCANGELO MICHAEL - Giovanni D'Andrea

la lunga guerra giovanni d'andreaAutore: Giovanni D'Andrea
Titolo: La lunga guerra all'ultimo guerriero divino nel meridione d'Italia. L'arcangelo Michael
Descrizione: Volume in formato 8°; 976 pagine.
Luogo, Editore, data: Napoli, Guida, 2014
Collana: Pagine d'autore. N. 7
ISBN: 9788868660192
Disponibilità: No

Un indagine sull'ultimo guerriero alato e la sua guerra nel Meridione d'Italia. Andando tra grotte e ruderi, tra monti e monasteri, tra greci e latini. In questo volume si trovano: l'interpretazione coreografica del culto rupestre micaelico e delle sue stratificazioni mitologiche, culturali, storiche e antropologiche nelle regioni meridionali d'Italia colonizzate dai monaci italo-greci

; il legame tra il culto micaelico nelle grotte e il monachesimo italo-greco nel Meridione d'Italia; la sopraffazione operata dai papi; l'estinzione del culto micaelico come segno della secolare conflittualità tra Chiesa latina occidentale e la Chiesa greca orientale; gli emblematici e significativi casi nelle regioni meridionali.

Il brano seguente è tratto dal blog Lo Speaker

Un’indagine sull’ultimo guerriero alato, l’Arcangelo Michael, e la sua guerra nel Sud Italia, un percorso investigativo tra grotte e ruderi, tra monti e monasteri, tra greci e latini.

Scrive D’Andrea: «L’inevitabile multidisciplinarietà della materia speleologica, che è poi un mondo, un campo di osservazione (oggi e per molto tempo ancora) sconosciuto, ignoto e non da tutti verificabile, costringerebbe lo speleologo, oltre ai cimenti fisici già di per sé notevoli, a impegni culturali e scientifici, inauditi per un singolo che, se pur motivato, non dispone certo di mecenatismi o quanto meno delle risorse pure destinate alla ricerca scientifica. Di per sé, anche solo tutto quest’ardimento indagativo nei confronti del mondo ipogeo e di quello che racchiude, impone apprezzamento e rispetto. (…)

Nello speleologo, in conclusione, si uniscono varie dimensioni dell’animo e dell’intelligenza d’ogni uomo di “superficie”: spirito d’avventura, curiosità, ricerca di emozioni, esplorazione, vocazione scientifica, sensibilità culturale, spirito di sacrificio, spirito di osservazione, consapevolezza dei propri limiti e del rischio … Occorre però una metodologia di approccio al mondo ipogeo in cui tutte queste dimensioni, unite ad una solida base scientifica e culturale, consentano allo speleologo di non smettere mai di essere quello che in realtà deve e dovrà essere: il migliore specialista del sotterraneo».

Seguendo questo ricco e ben documentato percorso nel libro di Giovanni D’Andrea si ritrovano l’interpretazione corografica del culto rupestre micaelico e delle sue stratificazioni mitologiche, cultuali, storiche e antropologiche nelle regioni meridionali  colonizzate dai monaci italogreci; il legame tra il culto micaelico nelle grotte e il monachesimo italogreco nel Meridione e la sopraffazione operata dai Papi, dalla Chiesa latina e dal monachesimo benedettino sui monaci italogreci.

Attraverso gli emblematici e significativi casi nelle regioni meridionali, l’estinzione del culto micaelico diventa dunque segno della secolare conflittualità tra Chiesa latina occidentale e Chiesa greca orientale.

Il lungo lavoro di ricerca storiografica è frutto di studi su testi multidisciplinari, collaudato da scoperte e ricerche speleologiche personali scaturite dall’esperienza sul campo.

 

L’autore – Giovanni D’Andrea, classe 1963, è nato a Napoli da padre napoletano e da madre danese. Seguendo la sua forte inclinazione verso il mare e le sue attività, ha operato in campo ambientalistico come responsabile del settore mare e coste per la delegazione regionale del WWF; ha conseguito vari brevetti subacquei fino al grado di guida.

Uomo di mare, D’Andrea ha conseguito titoli professionali fino al grado di Direttore di macchina per la pesca mediterranea ed oceanica, suo attuale status lavorativo, senza mai tralasciare la sua curiosità scientifica e culturale per il territorio regionale, iscrivendosi a varie associazioni nazionali che ne curano studi e attività di ricerca.

Socio della prestigiosa sezione napoletana del Club Alpino Italiano, ha fatto parte del suo Gruppo speleologico; conseguite varie specializzazioni tecniche e prodotte varie pubblicazioni, dal 1996 è socio della Società speleologica italiana e dal 1998 della Società Geografica italiana.

I suoi interessi, le competenze conseguite e le ricerche condotte sul territorio regionale lo hanno interfacciato con le Soprintendenze ai Beni Archeologici della Campania che, riconoscendone il valore e le capacità tecniche, lo hanno incaricato di alcune importanti esplorazioni speleotopografiche, come la Grotta Azzurra di Capri, i bunkers e la cripta romana di Cuma.

In seguito, le sue indagini lo hanno portato ad operare nel Cilento; qui è iniziata una decennale attività di studio e ricerca speleologica sul patrimonio culturale, carsico e rupestre cilentano, che in collaborazione con le autorità competenti sui Ceni culturali, archeologici e naturalistici è confluita nella pubblicazione del saggio “La lunga guerra all’ultimo guerriero divino nel Meridione d’Italia: l’Arcangelo Michael”.

Le campagne esplorative e speleo-topografiche in molti siti rupestri e ipogei, hanno portato l’autore ad analisi e interpretazioni davvero originali, avvertendo la necessità e l’utilità di una sistemazione organica attraverso la redazione del prezioso saggio speleo-storiografico e geografico, condotto con metodo scientifico ma con criteri e intendimenti divulgativi.

 

 

L’incipit – «Esplorando le grotte dedicate all’Arcangelo, molti sono stati gli interrogativi che mi sono posto, similmente a tutti quelli che, nel corso dei secoli, mi hanno sicuramente e per vari motivi, preceduto. Le risposte, raccolte in questa Ricerca, che è meglio definire Indagine, sono il frutto di uno studio che è durato alcuni anni e che si è piegato, a volte curioso, a volte perplesso, su molti testi».

 


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