ANARCHICI D'IRPINIA - Mario Garofalo

ANARCHICI D'IRPINIA - Mario GarofaloAutore: Mario Garofalo
Titolo: Anarchici d'Irpinia
Introduzione di Francesco Barra
Descrizione: Volume in formato 8°; 152 pagine
Luogo, Editore, data: Avellino, Il Terebinto, 2013
ISBN:
Prezzo: Euro 12,00
Disponibilità: In commercio 

Il volume racconta del movimento anarchico, che a partire dalla metà dell’Ottocento, e per circa un secolo, nelle sue diverse articolazioni e formazioni, recitò un ruolo di primo piano nelle vicende politiche italiane. Alcuni episodi sono legati alle gesta degli “anarco – individualisti”, come l’anarchico Gaetano Bresci, autore dell’assassinio a Monza del re Umberto I. L’ideale dell’anarchia riscosse successo anche nell’Italia meridionale, e soprattutto in Campania. Infatti tra il 1865 e il 1867 aveva soggiornato a Napoli il padre dell’anarchismo europeo Mikail Bakunin, il quale era riuscito a far breccia nelle menti di un agguerrito gruppo di intellettuali  della media e piccola borghesia deluso dagli esiti del risorgimento e che aspirava alla realizzazione della democrazia e dell’uguaglianza sociale.
Racconta di uomini, che in nome di quegli ideali, rinunciarono ai privilegi derivanti dal loro stato sociale per inseguire il sogno del cambiamento radicale sia sociale che politico. In questo contesto gli anarchi irpini si muovono da protagonisti, sia pure in altre terre ed in altri contesti assai diversi da quelli della loro terra d’origine. Molti di loro furono costretti ad espatriare in Svizzera, negli Stati Uniti o nel Sud America, ed in queste categorie rientrano i tre anarchici irpini che Mario Garofalo ha descritto nel libro: Vincenzo Petrillo, Giuseppe Sarno e Antonio De Marco.

 


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