ERA MIO NONNO. Storia di un torrese condannato alla Guyana - Raffaele Madonna

era mio nonno. storia di un torrese alla guyana. raffaele madonnaAutore: Raffaele Madonna
Titolo: Era mio nonno
Sottotitolo: Storia di un torrese condannato alla Guyana
Descrizione: Volume in formato 8° (cm 21 x 15); 160 pagine;  8 foto in b/n fuori testo
Luogo, Editore, data: Torre del Greco (NA), ESA, settembre 2012
EAN: 9788895430508
Prezzo: Euro 12,00
Disponibilità: In commercio

Introduzione
Consolato Raffaele, numero di trasporto 34683.
Così veniva identificato sui registri ufficiali dell'Amministrazione penitenziaria della Guyana francese, il protagonista della vicenda che questo volume racchiude. Una storia che fa luce sulla triste realtà dei campi di lavoro della Guyana.
Nel corso di diversi decenni furono innumerevoli i condannati che attraversarono il mare diretti a quel remoto andito coloniale per espiare in condizioni disumane, colpe alle volte mostruose.
Tra essi ci furono anche personaggi successivamente saliti agli onori della cronaca soprattutto per l'esito felice delle rispettive evasioni. È il caso di Henri Charrière (Papillon), di Orlando Tonelli n° di trasporto 34379, Desiderio Trabucco n° di trasporto 35420, ecc.

Tutti costoro viaggiarono sulla stessa nave, la Loire. Qualcuno, come Renè Belbenoit n° di trasporto 46635 pubblicò successivamente il suo noto diario. Mentre occorse il reportage del giornalista Albert Londres, per portare a conoscenza del mondo intero le condizioni dei forzati in Guyana.

Il dossier di Consolato, protagonista della nostra storia, è conservato presso l'Archives Nationales d'outre-mer in Aix-en-Provence, in Francia. Mentre il dossier dei fatti accaduti in Torre del Greco, purtroppo, è andato smarrito così come i registri del carcere mandamentale situato presso Palazzo Baronale della cittadina vesuviana.

Raffaele Madonna nasce a Torre del greco nel 1946, vive l'adolescenza tra il disagio del dopoguerra e i racconti di suo nonno. A sedici anni ebbe il primo approccio con il mare, con suo padre s'imbarca come garzone di cucina su un liberty canadese, di nome African Lady, diretti in Giappone. Navigherà per oltre venti anni come tecnico a bordo di navi mercantili. Smette di navigare e riprende l'attività di incisore. Nel 2010 inizia la ricerca del processo svoltosi ad Algeri ed inizia a scrivere la vicenda di suo nonno un torrese condannato alla Guyana francese.

 


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