UN SOGNO DI LIBERTA'. Napoli nel declino di un impero. 1585-1648 - Rosario Villari

un_sogno_di_liberta_villariAutore: Rosario Villari
Titolo: Un sogno di libertà.
Sottotitolo: Napoli nel declino di un impero. 1585-1648.
Descrizione: Volume rilegato con sovraccoperta, in formato 8° (cm 23 x 15; 732 pagine
Peso: Kg 2,90
Luogo, Editore, data: Segrate (Milano), Arnoldo Mondadori Editore, 2012
Collana: Le Scie
ISBN: 9788804459071
Prezzo: Euro 24,00
Disponibilità: In commercio

Opera di grande storia, questo libro penetra nelle pieghe più profonde e in parte sconosciute della società e della politica del XVII secolo e ricostruisce la storia dell'Italia meridionale in quel periodo, nell'orizzonte mondiale della monarchia di Spagna. A differenza di quanto ha sostenuto una lunga e tenace tradizione, il dominio spagnolo non incontrò allora soltanto passività, inerzia, provincialismo e ribellismo primitivo.  Il "sogno di libertà" - analizzato in queste pagine sulla base di una vastissima documentazione e attraverso una nuova, originale interpretazione dei modelli culturali, politici e morali dell'età barocca - fu un movimento reale che coinvolse popolazioni e singole personalità, uomini e donne, e si collegò idealmente, nel vortice della Guerra dei trent'anni, alle correnti di riforma dei centri più importanti dell'Europa moderna e della stessa Spagna.

un_sogno_di_liberta_villariAutore: Rosario Villari
Titolo: Un sogno di libertà.
Sottotitolo: Napoli nel declino di un impero. 1585-1648.
Descrizione: Volume rilegato con sovraccoperta, in formato 8° (cm 23 x 15; 732 pagine
Peso: Kg 2,90
Luogo, Editore, data: Segrate (Milano), Arnoldo Mondadori Editore, 2012
Collana: Le Scie
ISBN: 9788804459071
Prezzo: Euro 24,00
Disponibilità: In commercio

Il sessantennio di storia dell'Italia meridionale che va dal 1585 (rivolta popolare e uccisione dell'Eletto del popolo Giovanni Vincenzo Starace) al 1648 (breve esperienza repubblicana dopo la rivoluzione di Masaniello) costituisce la fase in cui non solo furono più intensi i contrasti interni e le tensioni con il governo centrale di Madrid, le spinte eversive e il banditismo, ma prese corpo anche un grandioso "sogno di libertà", frutto delle forze più vive e creative della società.

A più di quarant'anni dalla prima edizione della Rivolta antispagnola, un testo che è diventato un punto di riferimento per gli studi sull'Italia e sull'Europa del Seicento, lo storico Rosario Villari amplia e completa il suo imponente affresco del Regno di Napoli all'ombra della monarchia spagnola, un'epoca in cui "le buone intenzioni e i sogni proibiti erano talvolta puniti con una crudeltà più grande della morte". Alla luce di una profonda conoscenza delle forme proprie della cultura e dell'azione politica dell'età barocca, l'autore svela i più segreti disegni dei governi e penetra nelle pieghe più nascoste delle correnti di riforma e della volontà collettiva di libertà. A ricevere una secca quanto riccamente documentata smentita è l'antica e tenace convinzione secondo cui il dominio spagnolo incontrò soltanto passività, inerzia, provincialismo e ribellismo primitivo. Innumerevoli, infatti, furono gli artefici e le guide dei movimenti riformatori e rivoluzionari napoletani: singoli individui, gruppi sociali, intere comunità, dai villaggi più sperduti alla capitale, si collegarono idealmente, nel vortice della guerra dei Trent'anni, con le rivoluzioni di altre province della monarchia spagnola, l'Olanda, la Catalogna, il Portogallo.

Ma c'è di più. I fatti, i personaggi (viceré, ministri, baroni, rappresentanti della municipalità, intellettuali, capipopolo, popolani), gli assetti istituzionali, i conflitti politici e sociali, gli intrighi e i complotti, gli efferati rituali della rivolta e della repressione, le ondate di furore popolare dettate dall'incontenibile pressione fiscale sulle finanze del Regno e dall'inerzia governativa di fronte alle violenze e agli abusi del baronaggio, sono ricostruiti nel dettaglio con incomparabile rigore storiografico e straordinaria intensità narrativa. Prova manifesta di una sentita partecipazione di chi scrive alla realtà e alle vicende raccontate, pur nel pieno rispetto delle regole di multilateralità e completezza della ricerca; ma, nel contempo, anche il modo forse più efficace per trasmettere la passione e il gusto della vera storia anche ai lettori non specialisti.

 


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