DA VICO PARADISO AL PARADISO E RITORNO. Storia di Peppe e Consiglia Licciardi, fratelli in musica nel ventre di Napoli - Peppe Licciardi

da vico paradiso al paradiso e ritorno peppe licciardiAutore: Peppe Licciardi
Titolo: Da Vico Paradiso al paradiso e ritorno
Sottotitolo: Storia di Peppe e Consiglia Licciardi, fratelli in musica nel ventre di Napoli
con una nota di Pietro Gargano
immagine di copertina Fulvio De Innocentis
Descrizione: Volume in formato 8° (cm 23 x 15); 120 pagine; illustrazioni in b/n
Luogo, Editore, data: Lavagna (GE), ZONA Music Books, 2017
Collana: 
ISBN: 9788864387055
Prezzo: Euro 14,00
Disponibilità: In commercio

 


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Questa autobiografia di Peppe Licciardi è una biografia a due voci, quella della propria chitarra e quella meravigliosa della sorella Consiglia. La vicenda passa per mezzo mondo ma parte e si dipana dalla natia Materdei, da vico Paradiso alla Salute, dal ventre fecondo della canzone napoletana di ieri e di oggi.


Consiglia e Peppe Licciardi sono nomi notissimi a tutti gli appassionati della canzone napoletana, autentici virtuosi, fratelli d’arte oltre che all’anagrafe.

Nati e cresciuti tra Materdei e la Sanità, quando “Pinotto” Daniele era il “fratello maggiore” dei giovani musicisti del quartiere, hanno portato nel mondo quella Napoli, con la voce inconfondibile di Consiglia – nuova ma antica, come l’ha definita Renzo Arbore – e la chitarra di Peppe.

Dopo i primi due album per la Sugar di Caterina Caselli, riportarono alla ribalta Roberto Murolo, furono intercettati dalla Rai, scelti da Arbore per International DOC Club – la celebre trasmissione tv condotta da Gegè Telesforo e Monica Nannini, con star internazionali della musica – e presero il volo.

Molti e molti chilometri dopo, molti e molti concerti dopo, e dopo dieci album realizzati insieme a Consiglia, Peppe consegna alle stampe la loro storia: dagli esordi al “paradiso effimero del successo”, fino a oggi, i fratelli Licciardi incarnano tenacemente, come persone e come artisti, la migliore napoletanità. Quella della serietà e dell’impegno, quella di certi incrollabili valori umani e professionali, quella di una musica e di una lingua che hanno conquistato il mondo intero.

Sul libro potrete leggere di persone conosciute dai fratelli Licciardi che hanno fatto parte o che fanno ancora parte del mondo dello spettacolo.
Gli incontri con Frank Sinatra, Roberto Murolo, Renato Carosone, Lucio Dalla, Gipsy Kings, Nuno Da Camara Pereira e tanti altri.
Un racconto, a momenti avvincente, la crescita artistica di due ragazzi i quali hanno vissuto gran parte della propria vita in un quartiere popolare, nel ventre di Napoli (il Rione Materdei, confinante con il più famoso rione Sanità).
Combinazioni fortunate, congiunzioni astrali, straordinari aneddoti. Tutte situazioni che poi li hanno traghettati nel “Paradiso effimero e fragile" del successo.
Personaggi misteriosi: chi era " Donna Cuncetta ", chi era "Aitano 'O Pazzo ", chi era " Fortunato ", di cui Pino Daniele ne descrive le gesti nelle sue canzoni. Ma anche spaccati di storia con persone come Cunsigliella d'è pianelle straordinaria vecchietta di quel quartiere popolare e romantico come " la sanità " descritto anche da Eduardo De Filippo in una sua famosa Commedia teatrale.


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Tratto dal sito: http://www.consiglialicciardi.com

Ci sono storie che hanno toni sommessi, senza squilli di tromba, rulli di tamburi o ruffianerie di violini, eppure hanno musica dentro. È il caso di questa autobiografia di Peppe Licciardi, che poi è una biografia a due voci, quella della propria chitarra e quella meravigliosa della sorella Consiglia. C’è un altro elemento sorprendente in questo libro ed è la continua meraviglia. I protagonisti meritano il successo, anzi lo meritavano ancora più forte, eppure Peppe a volte quasi non ci crede e, per convincere il lettore che questo o quell’episodio sia veramente avvenuto, cita articoli di giornale o testimoni, oppure pubblica fotografie.
La vicenda passa per mezzo mondo, tra elogi e applausi, ma ha due poli cruciali. Parte e si dipana dalla natia Materdei, per la precisione da vico Paradiso alla Salute, e arriva a Villaricca, dove i fratelli Licciardi hanno portato le loro famiglie. Villaricca, l’antica Panecuocolo, è il paese in cui nacque Sergio Bruni, forse il più grande cantante napoletano di tutti i tempi dopo Enrico Caruso. Sergio aveva un carattere particolare e provocò una delle prime delusioni dei fratelli sonori. Li accolse in casa sua con due dita alzate, in una specie di benedizione, e dopo averli ascoltati disse: ’A guagliona ha dda studia' ancora. Si sbagliava.
Nelle pagine, le date sono canzoni. Peppe si affacciò al mondo nel 1957, l’anno di Malinconico autunno e Carosello, Consiglia nel 1959, l’anno di Sarrà chi sa, e la coincidenza è determinante nel cammino dei due ragazzi.
Sarrà chi sa fu composta e portata al successo da Robertino Murolo, un amico, gioviale quanto Bruni era austero. Proprio con Murolo i fratelli Licciardi divisero le prime apparizioni alla Rai e altri importanti tratti di carriera. Peppe rivela che Murolo voleva duettare con Consiglia Cu' mme, lo splendido brano di Enzo Gragnaniello poi affidato a Mia Martini. Però aggiunge con modestia che non sa se il successo sarebbe stato lo stesso.
Dal libro affiorano suggestivi personaggi di quartiere, come ‘a vecchia fetosa che abitava in vico Lungo San Raffaele, detta così perché divideva il basso con cinquanta gatti. In vico Lungo i Licciardi abitarono prima di passare in via Amato da Montecassino, e fu un altro segno del destino, perché quello diventò l’indirizzo del poeta Salvatore Tolino e della sua mostra sulla canzone napoletana. Tra le altre figure di quartiere spicca Fortunato, il venditore ambulante di taralli saporiti descritto in musica da Pino Daniele, il loro amico Pinotto che da ragazzo frequentava Materdei.
Le amicizie dei Licciardi sono durature e musicali. Salvatore Esposito detto Totore, per esempio, solista di mandolino nell’orchestra di Renzo Arbore. Altro esempio, Lello Giulivo, anche attore, che nel film di Mel Gibson interpretò il centurione che colpì Gesù in croce con la lancia e per questo fu schiaffeggiato dalla madre. Altri nomi, Rosario Jermano e Gianni Dell’Aversana. Tutti o quasi furono compagni di palco nei complessi di gioventù, Scugnizzi del Cerriglio, Lo Cunto de li Cunti, Zi Pecula Virzu, Ventotene Folk.
L’affermazione è più sfiziosa quando è sudata. Così furono gli album di Consiglia con la Sugar di Caterina Caselli, i concerti all’estero (indimenticabile quello in un colosseo tunisino, a El Jem), la lezione all’università di Roma voluta da Mimmo Liguoro, giornalista competente, o il duetto con Frank Sinatra all’ambasciata americana di Roma in ’O sole mio: The Voice disse beautiful. Peppe ha una teoria sulla fine del rapporto di Consiglia con la Sugar: ne individua la causa nello sbocciare di Bocelli, cui Caterina dedicò tutto l’impegno.

Ne è passato di tempo dalla prima chitarra costata cinquemila lire, dalle feste dell’Unità, dalle esperienze da tassista, eppure Peppe Licciardi il narratore, il musicista di valore, è rimasto un uomo semplice. Non c’è parola sulla sorella che non sia puro segno di affetto. Consiglia Licciardi se lo merita. Ha una voce straordinaria e non ha mai smesso di studiare, fino a una seconda laurea, a San Pietro a Majella, sui rapporti tra la canzone napoletana e la musica celtica. Dovrebbero portare i turisti ad ascoltarla. Poteva andarsene all’estero, dove sanno apprezzarne il valore più di noi, e invece è rimasta qua, alternando le esibizioni alla cura del marito e dei due figli. Dischi recenti li ha incisi per la Phonotype dei fratelli Esposito, pionieri dell’industria del disco in Italia. Ed è bello questo binomio con la casa discografica che lanciò Gilda Mignonette, Ria Rosa, Lina Resal, le antenate del suo canto libero. Naturalmente, con lei in sala d’incisione c’è Peppe, col suo strumento, i suoi arrangiamenti, le sue canzoni.

Pietro Gargano

 


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