Salvatore Di Giacomo

Una Napoli ancora densa di richiami culturali ma come logorata dal lungo predominio di quasi due secoli (l'unica fra le città italiane che con il Giannone, il Vico e poi il Cuoco e la scuola del Puoti e il De Sanctis potesse vantare un'atmosfera europea, senza venir mai meno alla sua calda e particolare genialità) è all'origine della poesia di Salvatore Di Giacomo.

Negli anni della giovinezza, fra l''80 e il '90 (era nato a Napoli nel 1860) egli aveva visto l'impegno verista dell'ultimo De Sanctis e del Verga, i romanzi engaés del Capuana o del De Roberto, D'Annunzio, mentre la Serao e Scarfoglio dominavano il mondo letterario di Napoli. Tutto questo filtra nelle prime esperienze poetiche del Di Giacomo. Il verismo, soprattutto, non poteva non attrarlo. Quel mondo minuto di dimenticati, di infelici, di poveri esseri non eroici, o eroici loro malgrado, di vinti e di oppressi, faceva parte di una realtà che il Di Giacomo poeticamente accetta va e alla quale non avrebbe mai rinunziato.
Tuttavia l'analisi fredda o impassibile che il verismo si prefiggeva non erano fatte per lui: verista sì, ma un "verista sentimentale" come egli stesso si definiva. In lui il sentimento si scioglie in una raffinatezza musicale che lo distacca di anno in anno dalle forme più evidenti del verismo, per ricondurlo a certe purezze settecentesche che ricordano il Metastasio o il Rolli. Nascono così le raccolte di poesia Ariette e sunette (1898) e Canzone e ariette nove (1916).

La Napoli dei bassi e delle chiese, di Posillipo e dei Miracoli, si risolve in cadenze arcadiche, temperando la prorompente vitalità sentimentale, appassionata, nel ritmo composto e misuratissimo. La vita del Di Giacomo, così povera di fatti esterni (lasciati gli studi di medicina per non vedere i pezzi anatomici, si era dato al giornalismo; per fuggire poi il chiasso tumultuoso delle redazioni, aveva scelto la vita quieta e silenziosissima del bibliotecario) si riscatta tutta nella poesia: qui egli giudica la sua avventura umana e sentimentale. Ed  proprio la pace riflessiva che lo aiuta a scoprire vibrazioni nuove. Il contatto umano, a cui il giornalismo lo aveva impegnato, era stato troppo fervido per essere decantato, e troppo pressante per ravvivare la poesia 'come calore di fiamma lontana'.
Ma la tendenza metastasiana, se spiega il largo apporto del Di Giacomo alla canzone napoletana (partecipò con successo a varie gare di Piedigrotta), non basta per comprendere la riflessione purificabile che lo condusse all'ultima fioritura di liriche, quelle che il Serra giudicò degne dell'antica Grecia.
 
SCRITTI DI SALVATORE DI GIACOMO


Canzoni napoletane di Salvatore Di Giacomo.
Prefazione di Carlo Nazzaro.
Note biografiche di Vincenzo Morvillo.
Illustrazioni di Pietro Scoppetta.
In 8°; pp. 215.
Napoli, Edizioni Bideri, 1981
Euro 15,00
Contiene i testi delle canzoni scritte da S. Di Giacomo

E parve castigo del cielo…
Voci di fine Ottocento sul principe di Sansevero e il suo palazzo.
Scritti di Luigi Capuana, Bendetto Croce, Salvatore di Giacomo, Matilde Serao.
A cura di Fiammetta Rutoli.
In 16°; pp. 111.
Napoli, Alos, 2005
Euro 7,00
Contiene: “Un Signore originale” da “Celebrità napoletane”.

Ferdinando IV di Borbone
Lettere alla duchessa di Floridia.
A cura di Salvatore di Giacomo.
Introduzione di Patrizia di Meglio
In 8°; pp. 236.
Ischia (Na), Imagaenaria, 2005
Euro 18,00

Ferdinando IV e il suo ultimo amore.
In 8°; pp. 192.
Venosa (Pz), Edizioni Osanna, 2000
Euro 12,00

Gli sfregi di Napoli.
Testi storici e letterari sui bassifondi partenopei.
A cura di Giovanni Greco.
Con un saggio di Stefano Scioli.
In 8°; pp. 206.
Napoli, Liguori, 2005
Euro 16,00

Il “Piccolo Albo” Dedicato a Elisa.
Edizione anastatica di un diario di viaggio con appunti, schizzi e versi.
Presentazione di Aldo Trione.
In 16°; pp. 80; rilegato.
Napoli, E.S.I., 2004
Euro 18,00

L’ignoto
A cura di Toni Iermano
In 16°; pagine 204
Atripalda (Av), Mephite, 2009
Euro 15,00
Nel 1919 Salvatore Di Giacomo (1860–1934) si avviò a chiudere la sua lunghissima carriera di narratore con il racconto "Suo nipote"; sigillo a una produzione fertilissima iniziata quarant’anni prima nei banchi del liceo napoletano “Vittorio Emanuele”. L’anno successivo, nel 1920, uscì "L’ignoto", sua ultima raccolta di novelle in cui confluirono dieci degli undici testi apparsi nel volume "Nella vita", con l’aggiunta di tre nuove storie. Il titolo definitivo, preferito al primo, meno angoscioso e in cui, forse, si avverte il richiamo a "Una vita" di Svevo, lasciava intuire l’acuirsi in Di Giacomo del pessimismo, di un acre senso della vita e di una sempre più fragile condizione esistenziale, le cui travature erano tarlate da una assidua presenza del tema della morte, dell’anonimia, di un ineluttabile e oscuro destino dell’uomo moderno il cui domani appariva nebuloso e segregato. Le novelle costituiscono non un indizio bensì una sostanziosa dimostrazione dell’unitarietà della scrittura, intessuta di caratteri realistici e di misteriose, visionarie rappresentazioni del mondo. La dissoluzione del paesaggio urbano e implicitamente della memoria sconvolge l’unità psicologica dei personaggi e ne esaspera la precarietà individuale, racchiusa in un permanente stato di quarantena. Lo spazio Napoli, - una grande città non ancora svelata -, come dimensione letteraria costituisce l’estrema difesa esistenziale da parte di uno scrittore che impegna le sue risorse tecniche nell’appassionata e solitaria difesa di un realismo mai contratto nella ricerca ossessiva di un lirismo sentimentale. L’immagine della città, intessuta da concreti elementi sociologici e da fulminee comparse autobiografiche, esprime un’inquietudine presaga della consapevole coscienza tragica della crisi primo novecentesca. Così come il Maupassant di Alberto Savinio anche Di Giacomo “comincia a vedere quello che gli altri non vedono” e “quello che egli stesso non vedrebbe” se fosse rimasto quello di prima.

La prostituzione a Napoli nei secoli XV, XVI e XVII.
Documenti inediti.
Con una lettera inedita di Tammaro de Marinis ed una nota di Max Vajro
In 8°; pp. XXIII + 163; alcune illustrazioni in b/n; intonso; rilegato; cofanetto
Napoli; Edizioni del Delfino, 1968
Euro 45,00
Disponibilità limitata.
Ristampa della prima ed unica edizione curata da Salvatore Di Giacomo presso Riccardo Marghieri Editore, Napoli 1899, riproducente le illustrazioni e lo stile.

La vita a Napoli.
A cura di A. Fratta e M. Piancastelli.
In 8°; pp. 340.
Napoli, Bibliopolis, 1986
Euro 21,00
In esaurimento

Lettere a Elena.
A cura di Toni Iermano.
In 8°; pp. 174; inserto fotografico.
Venosa (Pz), Edizioni Osanna, 1998
Euro 12,00

Napoli artistica
In 8°; 191 pagine; molte illustrazioni in b/n nel testo
Napoli, Treves, 2008
Euro 18,00

Napoli. Figure e paesi
A cura di Toni Iermano
In 16°; pagine 300
Atripalda (Av), Mephite, 2006
Euro 16,00
La raccolta di cronache "Napoli. Figure e paesi", suddivisa in quattro parti – Il teatro, La canzone, La storia, La strada -, può considerarsi, da più punti di vista, quel romanzo su Napoli che Salvatore Di Giacomo, uno straordinario narratore di sogni, non ebbe mai modo di scrivere nel corso della sua vita: l’opera costituisce un compendio mirabile della napoletanità e della sua civiltà letteraria, musicale e artistica. La cronaca diventa affascinante rêverie e i fatti, gli oggetti e i personaggi delle storie s’intridono di un accogliente, leggero tepore che solo la lingua della poesia riesce a rendere come “melanconia musicante”. L’erudizione digiacomiana è materia essenziale di testi che assumono il valore delle Relazioni che gli ambasciatori veneti in Napoli spedivano alla Repubblica, raccontando gli arcani e gli aneddoti del Reame.

'O funneco verde
A cura di Nicola de Blasi.
In 16°; pagine 80
Napoli, Dante & Descartes, 2009
Euro 10,00
Secondo il testo del 1886, edizione critica a cura di Nicola De Blasi.
Salvatore Di Giacomo (Napoli, 1860-1934) pubblica ’O Funneco verde nel 1886, qualche anno prima che la strada scompaia con i lavori del Risanamento. Come in un’opera teatrale, i primi due sonetti mostrano la scena delle tragedie e dei drammi dei sonetti successivi, interamente costruiti con battute di dialogo. Questa ardita e sperimentale soluzione formale permette una particolarissima rappresentazione linguistica e ambientale dal vero, in cui l’autore lascia totalmente il campo alle voci dei personaggi. L’edizione critica dei sonetti riprende la prima edizione del 1886, accompagnata dalle varianti successive e da un glossario completo.

Per la storia del brigantaggio napoletano.
In 16°; pp. 56; illustrato.
Venosa (Pz), Edizioni Osanna, 2003
Euro 7,00

Pipa e boccale.
Prefazione di Franco Cuomo.
In 16°; pagine XVI-105.
Roma, Lucarini, 1990
Disponibilità: No

Poesie e prose.
A cura di Elena Croce e Lanfranco Orsini.
In 16°; pp. XLII-1054.
Collana: I Meridiani
Mondadori, 2004
Euro 55,00
Il volume raccoglie l’intera opera poetica di Di Giacomo ed alcuni dei suoi scritti in prosa più significativi: novelle, testi teatrali, pagine di Cronache e memorie

Re Nasone di profilo.
Ferdinando IV e il suo ultimo amore.
Introduzione di Patrizia di Meglio.
In 8°; pp. 206.
Ischia (Na), Imagaenaria, 2005
Euro 16,00

Rosa Bellavita e altri racconti.
A cura di Toni Iermano.
In 16°; pp. 320.
Cava de’ Tirreni (Sa), Avagliano, 2001
Euro 12,40

Rosaura rapita.
Operetta féerie in tre atti e quattro quadri.
A cura di Sergio Travi.
Con una nota sulla musica di Rosa Cafiero.
In 16°; pp. XVI-131.
Napoli, 1995
Euro 11,00

Saggi insoliti sulla città di Napoli
Pagine su luoghi e tradizioni
A cura di Teodoro Reale
IN 8°; 200 pagine.
Napoli, Stamperia del Valentino, 2008
Euro  20,00

Suniette antiche voce luntane
A cura di Toni Iermano
In 16°; pagine
Atripalda (Av), Mephite, 2010
Euro 14,00
Salvatore Di Giacomo (1860-1934) esordì come poeta nel 1882 pubblicando "Uocchie de suonno" e il più popolare "Dint’a nu vico". Due anni dopo nel volumetto "Sonetti" furono raccolte le sue prime dieci liriche, in cui la vita del vicolo è dominata dalla bellezza femminile - Nannì, Rosa, Amalia, Carmela - e dalla giustizia di una società basata su riti e regole violente. Il carattere della Vicaria, "Il Quartiere", la Sanità, "’a Speranzella", "’o vico ’e Paparelle", sono i luoghi di un’umanità fiabesca e teatrale in cui si consumano amori e vendette mediante la partecipazione corale agli eventi dei personaggi. Tra narrazione e aneddotica, l’artista blandisce i ricordi per restaurare e conservare un’umanità perduta, con la segreta voluttà di lasciarsi prendere dal richiamo di un "vivente" esistenziale che l’indaffarata e accanita politica del Risanamento, impegnata nella demolizione della Napoli antica e dei suoi vicoli - i vicoli degli "armieri", "spadari", "parrettari", "scuppettieri" -, restringeva sempre più nelle esclusive province della fantasia: il tempo che si dissolve ormai non può ritornare se non sotto forma di ombra e cenere fredda. Nei poemetti "’O Funneco verde" (1986) e "’O Munasterio" (1887) e nella silloge "Zi’ Munacella" (1888) il poeta riesce ad armonizzare il lirismo con una originale forma di composizione, colma d’intarsi eruditi e cronachistici, in cui "spazi" e ritratti dell’identità popolare napoletana, cari ai poeti della grande tradizione dialettale seicentesca, si ritrovano in una realtà che per l’autore può esistere soltanto nei sentimenti che la compongono e ne svelano l’indole melanconica: è questo il caso delle liriche "Vico d’’e suspire", "Donn’Amalia ’a Speranzella", "Ncopp’ ’e Cchianche", "’O vico d’ ’e Scuppettiere" o della bellissima canzone "A Capemonte". Quei versi della giovinezza poetica digiacomiana, che anticipano le melodie e la musicalità di "Ariette e sunette", ora si ripubblicano in edizione critica.

Taverne famose napoletane.
A cura di Vincenzo Regina.
In 16°; pp. 93.
Casalnuovo (NA), La Penna d’Oca, 1994
Disponibilità: No


SAGGI SU SALVATORE DI GIACOMO.

Angarano Maria  
Il bibliotecario Salvatore Di Giacomo
Vicende poco note di un noto poeta
In 8°, pagine 204.
Napoli, Liguori, 1987
Euro 32,00
Disponibilità: In esaurimento

Benevento Aurelio
Napoli in dialetto e in lingua
Saggi su Salvatore Di Gacomo
Descrizione: Volume in formato 8° (cm 23 x 16); 126 pagine;  illustrazioni a colori
Luogo, Editore, data: Roma, Edizioni dell'Ateneo, febbraio 2001
Collana: Nuovi saggi, 109
ISBN: 9788884760999
Prezzo: Euro 26,00
Disponibilità: In commercio

Bruno Francesco
Salvatore Di Giacomo.
A cura e con postfazione di Francesco D’Episcopo.
In 16°; pp. 143.
Napoli, Dante & Descartes, 2001
Euro 7,00

Candela Elena
Amor di Parthenope
Tasso, Arabia, De Sanctis, Fucini, Serao, Di Giacomo, Croce, Alvaro
Descrizione: Volume in 8° (cm 22,5 x 15,5); 204 pagine; illustrazioni a colori.
Luogo, Editore, data: Pisa, ETS, 2008
Collana: MOD La modernita' letteraria (14)
ISBN: 9788846723574
Prezzo: Euro 20,00
Disponibilità: In commercio

Di Giacomo e la canzone
Un mestiere d'arte. 150 anni senza dimenticare
Catalogo della mostra tenutasi a Napoli, presso il Teatro Trianon Viviani fino al 2 ottobre 2010
Descrizione: Volume in 8° (cm 21 x 15); 208  pagine.
Luogo, Editore, data: Napoli, Gennarelli Bideri, settembre 2010
ISBN: 97888 90397622
Prezzo: Euro 15,00
Disponibilità: In commercio

Iermano Toni
Le scritture della modernità
De Sanctis, Di Giacomo, Dorso.
In 8°, pagine 272.
Napoli, Liguori, 2007
Euro 22,00
Nella nuova Italia gli scrittori ricercano nelle architetture complesse del teatro della parola la propria precaria libertà. Francesco De Sanctis è l´esploratore disincantato che nelle magiche e dimenticate contrade del Sud o nelle aule parlamentari combatte per affermare l´assoluta fedeltà nella “nuova scienza”, unico antidoto contro la corruttela e l´atonia intellettuale del “sottosuolo” italiano. Salvatore Di Giacomo svela “con occhi chiusi e sognanti” i suoi fantasmi in una Napoli “disonorata” dai mutamenti urbanistici e sconvolta dalla scomparsa dell´antico. La sua poesia riesce a non considerare mai le cose che sono state umane “nature morte”. Guido Dorso indica i motivi delle “occasioni storiche” mancate dalla società meridionale con la passione e il rigore del Machiavelli dell´Albergaccio.
In un insieme composito, a più trame, si definiscono i caratteri di scritture dalla tessitura drammatica, che raccontano l´inquietudine della coscienza nel labirinto della modernità.
Cap. I: L'Uomo di Machiavelli e la nuova Italia. Francesco De Sanctis scrittore politico.  Cap. II: In una notte d´inverno un viaggiatore in carrozza... Francesco De Sanctis nella provincia dei ricordi.  Cap. III: La scrittura della melanconia. I fantasmi nelle “quete stanze” [Salvatore Di Giacomo]. Con testi digiacomiani. Cap. IV: La prosa della rivoluzione. L´ultimo Dorso  Appendice Guido Dorso, Cristo si è fermato a Eboli

Mengaldo Pier Vincenzo
Studi su Salvatore Di Giacomo
In 8°, pagine 88.
Napoli, Liguori, 2003
Euro 12,00
Gli studi su Di Giacomo, principe della lirica napoletana e primo, in tutti i sensi, della grande poesia dialettale nel Novecento, sono tuttora troppo scarsi: specie quanto alle sue qualità formali, nelle quali consiste pur sempre la ragione prima della sua grandezza. I quattro saggi contenuti in questo volume cercano appunto di rappresentare, da diverse angolature, la forma (ma dunque anche la sostanza) della sua poesia. In particolare l´oscillazione e compenetrazione fra il registro lirico e quello ‘realista´; l´uso altrettanto vivace che sapiente del discorso diretto; la significativa sobrietà del colorismo, sopraffatto dal senso del luminoso e dalla grande immediatezza nella presentazione dei propri ‘oggetti´ poetici; l´infinito e sottile diramarsi delle ripetizioni.

Salvatore Di Giacomo settant'anni dopo
Atti del Convegno di Studi 8 - 11 novembre 2005
A cura di Elena Candela e Angelo R. Pupino
In 8°, pagine 600
Napoli, Liguori, 2007
Euro 59,00
Il Convegno di studi di cui si pubblicano ora gli Atti, svoltosi nel 2005, intendeva compensare la mancata commemorazione del settantesimo anniversario della morte di Salvatore Di Giacomo, avvenuta nel ´34. Ma una motivazione meno occasionale era nell´esigenza di un approccio complessivo a un´opera articolata. D´altra parte sembrava sorprendente che, a parte qualche rara eco, fosse rimasta sostanzialmente senza seguito quella pagina di Contini che poneva il poeta al centro della poesia dell´epoca. Tanto più che a tal poeta compete anche il primato di una zona così battuta come la dialettale del Novecento. Ma non si potevano tralasciare nemmeno il teatro, l´opera del bibliografo, del giornalista, del descrittore tanto acuto quanto sensibile di luoghi, paesaggi, opere d´arte. Né si poteva ignorare, innanzi ad una messe così ricca e varia di opere e di generi, che il tutto forma un sistema complesso le cui articolazioni sono collegate da numerose se pur non sempre esplicite corrispondenze interne, riscritture, transcodificazioni. Alla indagine di questi aspetti, cui se ne associano altri ancora, tendevano i contributi letti nel corso del Convegno suddetto. Riuniti ora insieme, costituiranno un utile servizio meno alla celebrazione che alla conoscenza dell´opera di Salvatore di Giacomo; e quindi al lavoro di quanti vorranno ancora studiarla.

Segatori Stefania
Da Napoli a Parigi.
Salvatore Di Giacomo traduttore dei Goncourt
Prefazione di Piero Pieri
Descrizione: Volume in formato 8° (cm 21 x 14); 144 pagine
Luogo, Editore, data: Roma, Aracne, 2011
ISBN: 9788854840423
Disponibilità: No

 

FINE

 


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