MATTEO SALVATORE. Le canzoni e la storia - Angelo Cavallo, Giovanni Cipriani [Con CD Audio]

MATTEO SALVATORE. Le canzoni e la storia - Angelo Cavallo, Giovanni Cipriani   [Con CD Audio]Autore: Angelo Cavallo, Giovanni Cipriani
Titolo: Matteo Salvatore
Sottotitolo: Le canzoni e la storia.
Libro + cd audio
Descrizione: Volume in formato 8° (cm 24 x 17); 190 pagine; illustrazioni in b/n; peso: Kg 0,300
Luogo, Editore, data: Irsina (MT), Giuseppe Barile, 2012
Collana: 
ISBN: 8885425755 9788885425750
Prezzo: Euro 30,00
Disponibilità: 1 esemplare

 


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La storia della vita di Matteo Salvatore e la raccolta di tutte le sue canzoni sono alla base di questo libro scritto da Angelo Cavallo, erede e custode fedele della sua memoria, e da Giovanni Cipriani, preside della facoltà di Lettere e filosofia dell'Università di Foggia. Brano tratto da Wikipedia:
Compositore e cantante di musica popolare, oltre che interprete di canti tradizionali del Gargano, Matteo Salvatore trascorre l'infanzia nella povertà che affligge la terra natìa e l'Italia intera dopo la prima guerra mondiale, tanto che proprio infanzia e povertà diventano i temi maggiormente ricorrenti nei testi delle sue canzoni.

Fin dagli anni Cinquanta compone ed esegue ballate tipicamente pervase da un'aura di allegria e comicità, ed arricchite da aneddoti divertenti narrati attraverso un linguaggio caratterizzato da particolare irriverenza.
Viene scoperto da Claudio Villa, che gli fa firmare un contratto per la sua stessa etichetta, la Vis Radio: debutta così nel 1955 con i primi tre 78 giri, pubblicati lo stesso giorno e contenenti sei brani registrati in un'unica sessione.

Pur avendo vissuto una giovinezza di miseria e di analfabetismo, grazie all'affermarsi del talento musicale ed alla forza poetica delle sue parole riesce a trovare il proprio riscatto, suscitando l'apprezzamento del pubblico e la stima da parte di diversi intellettuali tra cui Italo Calvino, il quale afferma che
«Le parole di Matteo Salvatore noi le dobbiamo ancora inventare.»
(Italo Calvino)

Nel 1973 la sua carriera ha uno stop forzato: viene infatti arrestato con l'accusa di aver ammazzato la sua compagna, la cantante Adriana Doriani. Scontò una pena mite (appena 7 anni, poi diventati 4 per buona condotta), secondo le leggi della Repubblica di San Marino ove era avvenuto l'omicidio.

Tra i suoi estimatori anche Vinicio Capossela che durante il concerto del Primo Maggio 2010 lo ha identificato come "il più grande cantore sullo sfruttamento".
In una sua recente canzone, "Italia minore", Eugenio Bennato descrive in pochi versi il grande artista pugliese:
«Grande poeta di povera gente
figlio diverso del sud dell’Italia,
la tua canzone è un emigrante
che va a cercare fortuna in Germania.»

 


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