SCIASCIA'

Scia_Scia_pTitolo: SciaScià.
Interprete/i: Dario Fo, Enzo Gragnaniello e Nuove Nacchere Rosse
Autore/i: Vari
Produzione: RaiTrade, Elikonia
Anno di produzione: 2006
Prezzo: Euro
Disponibilità: No 

È l'estate del 1975. Nello stabilimento dell'Alfa Romeo di Pomigliano d'Arco il fermento politico si alterna alle feste popolari al ritmo delle tammurriate. Ben presto attorno alla figura di Salvatore Alfuso, detto Sciascià, si organizza un collettivo formato da compagni di fabbrica, studenti e disoccupati: l'idea è riscrivere, al ritmo di nacchere e tammorre, canzoni che parlano di lavoro e della voglia di cambiare il mondo. Dopo tante riunioni attorno al focolare e con i bicchieri di vino sempre pieni, il collettivo sceglie il nome 'Nacchere Rosse'.

Il gruppo interviene nelle fabbriche, nelle scuole e nelle piazze assumendo posizioni forti contro il potere, con spettacoli fatti di canzoni e teatro satirico. Nel 1981, per una malattia, Sciascià esce per sempre dal gruppo lasciando un vuoto incolmabile.

Nel trentennale delle Nacchere Rosse, ecco 'SciaScià', un CD interamente autoprodotto e autofinanziato. 'Ci siamo rincontrati con la voglia di riprenderci la storia, ritornando ad esprimerci con le nostre canzoni, mettendo da parte la nostalgia e confrontandoci con la realtà, oggi luogo di grande confusione spesso generata da falsi profeti della politica, della cultura e dell'arte'.

 

Elenco dei brani:
Da po' che Deo savea
'A Flobert
Benedetto sia meu segnore
Vien'viento
el prim che le' stait al mund
na' fenestra
Tammorra 'a sunagliera
la mea morosa la va a la fonte
Bative
La Ballata dei mestieri
'A fabbrica

 

Punto di forza di questo progetto la partecipazione sentita e spontanea di Dario Fo. Il Premio Nobel ha offerto il suo enorme contributo artistico cantando, per la prima volta dopo oltre 20 anni, in un lavoro discografico dove antichi brani medievali s'incontrano con i canti a distesa, con le dolci nenie di una dimensione perduta, con le percussioni metalliche dei bidoni che rievocano l'assordante frastuono della fabbrica. Qui la 'musica militante' delle Nacchere Rosse si interseca con la voce ieratica di Dario Fo.

Il CD comprende 13 brani, di cui sette canzoni ispirate a laudi e canti della tradizione popolare italiana medievale, interpretate da Fo con il suo formidabile grammelot e sorrette da un elegante tappeto sonoro realizzato dalle Nacchere Rosse.

Brani che si alternano ai canti, ai ritmi, alle sonorità urbane e di provenienza contadina realizzati dalle Nacchere Rosse negli anni Settanta per raccontare storie di rabbia e di ingiustizie con testi ispirati principalmente da SciaScià. Canzoni adesso riproposte in chiave moderna, come Tammorra a sonagliera, magistralmente interpretata da Enzo Gragnaniello, un testo di bruciante attualità per i temi affrontati: 'pe' nun gghì dint' 'a camorra, m'accattaie chesta tammorra' (per non andare nella camorra mi comprai questa tammorra). Ancora una rivisitazione per l'intenso brano interpretato da Nello Daniele, 'O lavoro, scritto durante gli 'anni di piombo', e poi Vien' viento, una bellissima melodia affidata alla voce di Tina Pelella.

Non poteva mancare la voce autentica di SciaScià in La ballata dei mestieri, una rievocazione di antichi lavori introdotta dall'inconfondibile 'voce a fronna' di Marcello Colasurdo. E poi 'A Flobert, una delle canzoni-simbolo della musica popolare che ha sempre interessato Dario Fo 'per la sua freschezza compositiva'. Il brano, presentato in una nuova versione, affronta il tragico tema delle 'morti bianche'.

L'11 aprile del '75 a Santa Anastasia, un evento drammatico sconvolse tutta la provincia. In una fabbrica 'Flobert' 12 operai furono dilaniati da uno scoppio di petardi in costruzione. 'Ci è sembrato doveroso dedicare questo brano a tutti coloro che non possono e non vogliono dimenticare, utilizzando parte dei proventi della canzone per iniziative dedicate alle vittime della Flobert'. Per Dario Fo il brano, in sintonia con quanto avveniva nel teatro greco, è 'come una cronaca in grado di raccontare meglio di un qualsiasi articolo di giornale la tragica vicenda'. Ed ecco allora il suo disperato controcanto ('currite, currite' seppellite e perdunate'') puntellare il racconto affidato alla voce viscerale di un cantautore autentico come Enzo Gragnaniello. È un lavoro nato in maniera quasi 'artigianale', che ha il valore di testimonianza culturale oltre a coinvolgere l'ascoltatore in un originale percorso sonoro. E a proposito di Testimonianza, la copertina del Cd nel tratto grafico sembra rievocare la storica locandina di 'Ci ragiono e canto', affresco indimenticabile della musica e la rappresentazione popolare degli anni Sessanta e Settanta. 'Solo che quando ho disegnato la copertina non pensavo affatto a quel disegno', dice Dario Fo,'È venuto fuori da solo, per forza propria, come qualcosa che viene a galleggiare sull'acqua, come l'olio che torna sempre a galla'.

Sono 'solo' ventinove minuti e venticinque secondi di musica potente, rabbiosa, bellissima: è il nuovo cd 'SciaScià' che vede raccolti in un unico progetto per il trentennale del collettivo operaio 'Nacchere Rosse' di Pomigliano D'Arco, il premio Nobel Dario Fo, Enzo Gragnaniello, Nello Daniele, Marcello Colasurdo e tanti altri musicisti e fiancheggiatori, tra cui Franco Cleopatra (missaggio) e Lino Vairetti, leader degli 'Osanna', curatore della grafica..

Il compact è firmato da Enzo La Gatta, ed è dedicato a Salvatore Alfuso, in arte 'SciaScià', fondatore delle 'Nacchere Rosse'. Nelle note La Gatta segnala che le canzoni di Salvatore, 'nella loro fredda lucidità, sortivano un effetto immediato riuscendo, con semplici parole, a dire cose che altrimenti si sarebbero potute spiegare solo con lunghi comizi'. Le foto dei protagonisti di questa storia è possibile vederle sfogliando il booklet: c'è SciàScià in piazza nel Settantasei in occasione del Concerto svolto per la legge sull'aborto, ci sono le immagini di piazza per lo sciopero dei metalmeccanici del Settantasette, a Napoli, e quelle del concerto al Palazzetto dello Sport e infine quelle di Milano del 1978, in una session di strada davanti alla Rai. 'Il giorno dopo anche noi suonammo a Parco Lambro', ricorda Enzo La Gatta, sposando la forza di quell'epoca con la necessità, avvertita oggi, di tenerne memoria. E il disco ci riesce bene con originale estroversione a metà tra l'etnico ed il politico, mescolando le interferenze vocali, riconoscibilissime, di Dario Fo, con la magia di pezzi ormai diventati dei classici, come lo storico ' 'A Flobert', la fabbrica di fuochi di artifici esplosa a Sant'Anastasia. Si segnalano gli arrangiamenti di 'Bative', pezzo molto suggestivo, la splendida 'Cilentana', traditional dove si può amare una volta di più la 'fronna' di Marcello Colasurdo, e apprezzare la ''A Fabbrica' dove torna la rabbia ancestrale di SciàScià: 'loro magnano, arrobbano e s'aizano 'e palazzi... mo' dicono che sta a crisi, e 'o vonno dall'operaio'.

Girolamo De Simone

 


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