LE CANZONI DI TOTO'. Versioni originali - Totò & altri

le_canzoni_di_totoTitolo: Le canzoni di Totò - Versioni originali (box con 2 cd)
Autore/i: Totò (Antonio de Curtis)
Interpreti: Totò, Giacomo Rondinella, Achille Togliani, Roberto Murolo, Nino Taranto,
Fausto Cigliano, Nunzio Gallo, Claudio Villa, Amedeo Pariante, Tullio Pane,
Franco Ricci, Renato Carosone
Produzione: Ducale Music
Anno di produzione: 2013
Prezzo: Euro 12,00
Disponibilità: In commercio

Il box contiene 15 tracce con le canzoni di Toto cantate da Toto' e 21 tracce con le canzoni di Toto' cantate da altri.
Toto', Giacomo Rondinella, Achille Togliani, Roberto Murolo, Nino Taranto, Fausto Cigliano, Nunzio Gallo, Claudio Villa, Amedeo Pariante, Tullio Pane, Franco Ricci, Renato Carosone.

Il cinema Totò lo visse comunque sempre con distacco: il successo lo pagò con la quasi totale cecità dei suoi ultimi dieci anni, causata da una giovanile infezione trascurata e aggravata dall’esposizione continua ai riflettori. Solo comporre canzoni soddisfaceva senza alcuna mercede la sua sete di arte, nobiltà e purezza: curava le ferite accumulate fin dall’infanzia, sublimava le pene d’amore di un rapporto mai semplice con le donne. Alla ex-moglie Antonio non dedicò solo “Malafemmena” ma anche altre canzoni sul tema della disillusione amorosa, come “Nemica”, che coincise con il nuovo matrimonio di Diana, che fu per lui una pugnalata. Lo stesso pessimismo rispetto all’amore di ritrova in altri brani degli anni ’ 50 come ”Non voglio amare più” (in italiano), “Doie strade”, “Aggio perduto ammore”, “Luntano ‘a te”, “Che me diciste affà” .
Mentre “Core analfabeta” e “L’ammore avess ‘a essere” rappresentano il suo ideale amoroso (“’na cosa fatta ‘e zucchero / ‘na cosa ddoce e semplice / tutta sincerità”). La vita di Antonio senza Diana tornò alla routine sessuale di una donna a sera ma, superati ormai i 50 anni, si tinse di mestizia, anche se nel ‘52 Totò trovò nella giovane attrice Franca Faldini la compagna fedele dei suoi ultimi anni, la fame   insaziabile di femmine la espresse scherzosamente in “Carmé Carmé” (“Tu sola nun me basta / me ce ne vonno tre”). Il principe si vide contestato da altri autori napoletani per la sua ingombrante presenza ad alcuni concorsi canori. Ne fu amareggiato e anche per questo evitò quasi sempre di interpretare i propri brani, tranne che nei film per esigenze di copione. Per il resto, pur dotato di una bella voce, cedette l’onore ad altri (soprattutto Rondinella, Villa e Nino Taranto). Rinunciò ad una possibile carriera di cantante, incidendo un solo album nel ’ 43 di canzoni non sue. E mai cantò quella “Malafemmena” che lo ha collocato per sempre nell’olimpo della canzone napoletana.

 


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